AtleticaPositività Schwazer: tra colpa e sospetto, la stampa estera si divide

Positività Schwazer: tra colpa e sospetto, la stampa estera si divide

Schwazer
Alex Schwazer con Sandro Donati archivio (Italy Photo Press – World Copyrights)

La nuova positività all’EPO di Alex Schwazer riporta il marciatore altoatesino al centro della stampa internazionale. Fuori dall’Italia il caso viene raccontato con tre registri diversi: la prudenza delle agenzie, il taglio giudiziario della stampa tedesca e la lettura più umana dei media sudtirolesi, dove il tema non è solo il doping, ma anche la fine di una battaglia durata anni.

La notizia parte dalla Germania. La NADA, l’Agenzia nazionale antidoping tedesca, ha aperto un procedimento nei confronti di Schwazer dopo il controllo effettuato ai campionati tedeschi di marcia su strada, disputati il 26 aprile a Kelsterbach. In quella gara il campione olimpico di Pechino 2008 aveva chiuso la distanza della maratona in 3h01’55”, tempo indicato come nuovo record italiano. Secondo la comunicazione tedesca, l’EPO sarebbe stato rilevato sia nel campione di urina sia in quello di sangue. Schwazer è stato sospeso in via provvisoria e il caso è stato segnalato alla procura competente sulla base della legge antidoping tedesca.

La prima linea internazionale è quella delle agenzie. AFP, ripresa tra gli altri da SuperSport con il titolo “Italian gold-medal walker faces potential third doping ban”, cioè “Il marciatore italiano medaglia d’oro rischia una possibile terza squalifica per doping”, sceglie un’impostazione fredda: non entra nel conflitto Schwazer-sistema, ma riassume i passaggi essenziali. Il marciatore italiano, oro olimpico nei 50 km a Pechino, rischia una terza squalifica per doping. L’articolo ricorda la prima positività all’EPO prima dei Giochi di Londra 2012, ammessa dallo stesso atleta, poi la seconda vicenda del 2016, quella degli steroidi anabolizzanti, sempre respinta da Schwazer e diventata negli anni terreno di ricorsi, controperizie e accuse di manipolazione.

Su una linea simile si muove L’Équipe, una delle testate sportive più autorevoli d’Europa. Il titolo francese, “Une nouvelle enquête pour dopage lancée contre le marcheur italien Alex Schwazer, déjà suspendu deux fois”, vale a dire “Una nuova indagine per doping aperta contro il marciatore italiano Alex Schwazer, già sospeso due volte”, contiene già la chiave del pezzo. Il quotidiano francese mette insieme i dati sportivi e giudiziari: oro olimpico 2008, bronzi mondiali, titolo europeo, prima squalifica, ritorno, seconda positività, assoluzione penale italiana del 2021 e posizione opposta del sistema sportivo internazionale. Il punto più interessante è proprio questo: L’Équipe non cancella la complessità del caso 2016, ma segnala anche che i rapporti commissionati da WADA e World Athletics esclusero la manipolazione del campione.

La stampa tedesca, comprensibilmente, insiste invece sul luogo del controllo e sul quadro legale. Süddeutsche Zeitung e Tagesspiegel pubblicano il dispaccio dpa con il titolo “Doping: Geher-Olympiasieger Schwazer erneut positiv getestet”, cioè “Doping: il campione olimpico di marcia Schwazer di nuovo positivo”. Il taglio è istituzionale: Schwazer era un atleta internazionale in gara ai campionati tedeschi, il controllo è avvenuto in Germania, la NADA ha disposto la sospensione e informato la procura.

Sport1, con il titolo “Verfahren gegen Olympiasieger”, ovvero “Procedimento contro un campione olimpico”, porta la stessa impostazione nel linguaggio della cronaca sportiva tedesca. La scelta del titolo è significativa perché mette nello stesso spazio le due identità di Schwazer: da una parte l’oro di Pechino, dall’altra il nuovo sospetto di violazione antidoping. Ci sembra la sintesi più secca del cortocircuito che accompagna l’intera carriera del marciatore: il talento e la caduta, il ritorno e il sospetto, la promessa di redenzione e la ricaduta nel caso giudiziario.

Il tono cambia con Bild, che sceglie la via più dura. Il titolo “Geher zum 3. Mal positiv: Ist er Europas größter Doping-Betrüger?”, traducibile con “Marciatore positivo per la terza volta: è il più grande imbroglione del doping in Europa?”. È una lettura da tabloid, ma non marginale, perché rappresenta una parte del sentimento estero più ostile. Bild sottolinea i quasi dodici anni complessivi di squalifiche, ricostruisce la positività del 2012, richiama la vicenda Carolina Kostner e presenta il ritorno recente di Schwazer come un elemento che aveva già generato stupore: a 41 anni, dopo una lunga assenza, il marciatore era tornato a tempi di valore internazionale. Per la testata tedesca questo dato non è il segno della favola sportiva, ma il punto che alimenta il sospetto.

La lettura più diversa arriva dai media sudtirolesi di lingua tedesca e inglese. Salto.bz titola “Ich will nicht mehr kämpfen”, cioè “Non voglio più combattere”. Qui il centro del racconto non è la positività ma la resa personale di Schwazer. L’articolo riporta la sua posizione: innocente, nessuna assunzione di EPO o altre sostanze proibite, ma nessuna volontà di affrontare un nuovo calvario sportivo e giudiziario.

SportNews.bz sceglie un titolo ancora più diretto: “Innocent, but I have no strength left”, cioè “Innocente, ma non ho più forze”. La tesi è più vicina alla versione del marciatore e del suo entourage. Il pezzo richiama la conferenza stampa di Bolzano, le parole dell’avvocato Gerhard Brandstätter, la richiesta di analizzare tutti i campioni disponibili e la presenza di una terza provetta di urina raccolta nel giorno della gara.

Fuori dalla cronaca immediata, le analisi più utili per capire il caso restano quelle pubblicate negli anni da siti specializzati come Play the Game e Sports Integrity Initiative. Non sono reazioni alla notizia del 2026, ma aiutano a spiegare perché Schwazer non venga raccontato all’estero solo come un recidivo. Play the Game ha ricostruito a lungo il suo scontro con la giustizia sportiva, ricordando l’assoluzione penale a Bolzano del 2021 e il successivo rigetto dei ricorsi davanti agli organi sportivi e svizzeri. Sports Integrity Initiative aveva invece trattato il caso come uno dei più complessi nella zona di frizione tra diritto sportivo, diritto penale, onere della prova e fiducia nei laboratori antidoping.

Il risultato è una rassegna internazionale spaccata, ma non simmetrica. La maggior parte della stampa estera parte dal dato NADA e dalla storia di recidiva: per il mondo, Schwazer è innanzitutto un campione olimpico finito per la terza volta dentro un caso di doping. Le testate più caute ricordano che il procedimento deve fare il suo corso. Quelle più dure leggono la vicenda come l’ultimo capitolo di una carriera ormai impossibile da separare dal doping. Quelle più vicine al territorio sudtirolese insistono invece sulla stanchezza di un uomo che rivendica l’innocenza, ma dice di non voler più sacrificare la propria vita per difendersi.

È qui che la terza positività cambia il racconto. Nel 2012 Schwazer aveva ammesso. Nel 2016 aveva combattuto. Nel 2026 dice di non voler più combattere. La stampa mondiale, almeno per ora, registra questo passaggio: non più soltanto il ritorno di un caso di doping, ma la chiusura di una vicenda sportiva che da anni oscilla tra colpa, sospetto, giustizia sportiva e impossibilità di ricostruire una verità condivisa.

LEGGI ANCHE

Redazione
Redazione
Gli articoli pubblicati sotto questa firma sono realizzati dalla Redazione di Sport24h.it, testata giornalistica registrata, sotto la supervisione e il coordinamento del Direttore Responsabile Antonio Ungaro (Giornalista iscritto all'Albo).Il nostro team è composto da giornalisti, analisti e collaboratori specializzati nelle diverse discipline sportive. Non operando sempre come inviati sul posto, applichiamo un rigido protocollo di verifica delle informazioni, selezionando, verificando e rielaborando notizie provenienti esclusivamente da agenzie di stampa nazionali e internazionali, comunicati ufficiali delle federazioni sportive e canali ufficiali dei club.Il nostro obiettivo è garantire un'informazione sportiva tempestiva, accurata, indipendente e priva di sensazionalismi.

Calendario sportivo 2026

Ultimi articoli

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui