
L’Italia femminile di basket continua il suo cammino nel torneo pre-Mondiale di San Juan e compie un altro passo importante verso la qualificazione alla FIBA Women’s World Cup 2026 di Berlino (4-13 settembre). Dopo il netto successo all’esordio contro Porto Rico, la squadra di Andrea Capobianco ha superato anche la Nuova Zelanda con il punteggio di 74-51.
Protagonista della serata è stata Cecilia Zandalasini, miglior realizzatrice dell’Italia e nominata Player of the Game con 18 punti. In doppia cifra anche Lorela Cubaj (14) e Francesca Pasa (10), decisive soprattutto nella fase difensiva e nei momenti chiave della partita.
Nel girone l’equilibrio resta comunque elevato: anche Spagna e Stati Uniti hanno vinto le rispettive partite – le iberiche contro il Senegal (84-51), le statunitensi contro Porto Rico (91-48). Italia, USA e Spagna sono quindi momentaneamente in testa alla classifica e hanno già messo una seria ipoteca sulla qualificazione, anche se il torneo è ancora lungo.
Le Azzurre torneranno in campo sabato 14 marzo alle 22.00 italiane contro Team USA, prima degli ultimi due impegni contro Spagna (15 marzo) e Senegal (17 marzo).
Capobianco: “La differenza l’ha fatta la difesa”
Il commissario tecnico Andrea Capobianco ha sottolineato soprattutto la solidità difensiva della squadra, decisiva per indirizzare la gara nonostante percentuali offensive non particolarmente brillanti.
“Anche non avendo tirato con grandi percentuali – ha spiegato il CT – abbiamo dimostrato che si possono vincere partite importanti facendo la differenza con una difesa straordinaria. Nel terzo e nel quarto periodo è stata proprio la difesa a permetterci di allungare di nuovo sulla Nuova Zelanda. Abbiamo preso buoni tiri con le nostre migliori realizzatrici e non ho nulla da recriminare sulle scelte offensive. Serate come queste possono capitare, ma questa squadra ha dimostrato ancora una volta anima e voglia di superarsi. Partire 2-0 era il massimo che potessimo fare”.
Sulla stessa linea anche Lorela Cubaj, una delle migliori in campo: “Nel momento di difficoltà siamo rimaste lì con orgoglio. L’abbiamo vinta con la difesa, che è il nostro marchio di fabbrica e ci permette di giocare con più serenità in attacco. La Nuova Zelanda è una squadra molto fisica e aggressiva, ma sono orgogliosa di come il gruppo abbia saputo compattarsi”.
Partita a due facce: Italia dominante, poi il nuovo allungo
L’Italia è partita forte con il quintetto già visto contro Porto Rico – Verona, Spreafico, Zandalasini, Keys e Cubaj – trovando subito ritmo offensivo. Gli step-back di Zandalasini e le penetrazioni di Pasa hanno permesso alle Azzurre di scappare fino al 28-12 in avvio di secondo quarto.
Con il passare dei minuti però la partita si è riaperta. L’Italia ha faticato dal perimetro (2/10 da tre nel primo tempo) e la Nuova Zelanda è rientrata grazie alle triple di Graham e al gioco da tre punti di Shearer. All’intervallo lungo il vantaggio italiano era comunque di 38-30, ma con qualche difficoltà offensiva e con l’uscita di Francesca Pan, fermata da una contrattura cervicale.
Il momento più delicato è arrivato a inizio terzo periodo, quando le Azzurre sono rimaste a secco per quattro minuti permettendo alla Nuova Zelanda di tornare fino al -2 (36-38). In quel frangente è stata Cubaj a dare la scossa con quattro punti consecutivi e una stoppata decisiva.
Da lì l’Italia ha ripreso il controllo del match. I canestri di Zandalasini e Spreafico hanno ricostruito un margine rassicurante, mentre la difesa ha iniziato a soffocare definitivamente l’attacco neozelandese.
L’ultimo quarto è stato infatti dominato dalle Azzurre, capaci di concedere appena 7 punti alle avversarie. La tripla di Cocca ha sancito il nuovo +20, chiudendo definitivamente la partita.
