Presentate le Nazionali della Fijlkam per Baku

Con il presidente del CONI Giovanni Malagò, presentazione a Roma dei gioielli delle tre specialità Fijlkam impegnati nei Baku 2015 1st European Games.

Presentate le Nazionali della Fijlkam per Baku
Nazionali della Fijlkam, Baku 2015

Un momento della presentazione delle Nazionali della Fijlkam che saranno impegnate a Baku

Da Roma a Baku…obiettivo Rio” il motto che ha intitolato la conferenza stampa organizzata ieri dalla Fijlkam per presentare i campioni di judo, lotta e karate in partenza per Baku (13-27 giugno p.v.) e svoltasi presso il Salone della Giunta del CONI. Il giornalista Rai Pino Zauli, in veste di moderatore, oltre a sottolineare l’importanza dell’imminente evento, ha evidenziato le presenze: Roberto Fabbricini, segretario generale del CONI; Domenico Falcone, presidente Fijlkam; Massimiliano Benucci, segretario generale; Kiyoshi Murakami, consulente tecnico federale per il judo; Dario Romano, allenatore delle squadre femminili seniores (Giuseppe Maddaloni, non presente, per quelle maschili seniores); Antonino Caudullo, direttore tecnico nazionale della lotta e Pierluigi Aschieri, suo omologo per il karate.
Tra gli atleti presenti, citiamo Giulia Quintavalle e Edvige Gwend per il judo, Luigi Busà e Sara Cardin per il karate. Roberto Fabbricini ha messo l’accento sulla decisione del presidente Malagò di affidare il ruolo di portabandiera della squadra azzurra, nella cerimonia di apertura al Baku Olympic Stadium, a Giulia Quintavalle. Una scelta da lui ampiamente condivisa non solo nei confronti dell’atleta, oro olimpico a Pechino 2008, “fantastica” per la sua passione per lo sport, ma nei confronti della stessa Federazione che ha caratterizzato il suo operato con serietà e modestia ma che, al tempo stesso, nelle aspettative “non ci ha mai tradito”. Ha proseguito spiegando che per alcune federazioni questi Giochi rivestono un’importanza primaria, per altre una rilevanza minore, e dati anche i pressanti calendari agonistici internazionali, non tutte schiereranno gli atleti di più alto profilo ma a Baku lo spettacolo sarà comunque assicurato, venendo l’evento a rappresentare un passaggio per il 2016. Ha concluso con un convinto “in bocca al lupo!”.

Nazionali della Fijlkam, Giulia Quintavalla

Giulia Quintavalla, portabandiera a Baku 2015

Domenico Falcone ha fornito una panoramica generale sulle tre specialità della Fijlkam in proiezione Baku. Per il judo, di scena 7 atlete e 8 atleti, per i quali, ha spiegato, i Games vengono a coincidere – come per la lotta – con i campionati europei seniores. Di qui l’importanza del risultato ai fini della ranking list in vista di Rio 2016 (a tal fine, per il judo, l’oro di Baku varrà addirittura 400 punti). Parecchi giovani si confronteranno anche con grandi e sperimentati campioni, ed a tal fine sono stati ben seguiti e preparati e Falcone ha ricordato in particolare come Gwend all’europeo e mondiale dell’anno scorso sia approdata alla finale per il bronzo, ora abbia una chance in più…L’innesto del maestro Murakami nel gennaio u.s. che è venuto ad affiancare il lavoro dei tecnici Dario Romano e Pino Maddaloni, quest’ultimo oro a Sydney 2000, è stato definito un valore aggiunto ed ha ricordato che nel ranking internazionale cinque nomi italiani si trovano tra le prime quattordici classificate femminili ed i primi ventidue maschili. Ha ringraziato per la sua presenza il generale Fazzari, capo del Dipartimento sport dello Stato Maggiore dell’ Esercito Italiano e, con riferimento alla lotta, ha citato le due eccellenze rappresentate dai giovanissimi coniugi Frank Chamizo, oro agli Europei under 23, e Dalma Caneva, oro europeo e argento mondiale juniores. “Una storia molto bella sia nella vita che nello sport”. Per il karate ha ricordato la presenza come commentatrice Sky della campionessa mondiale Sara Cardin (purtroppo non qualificatasi per Baku) e la realtà di una squadra composta da quattro atleti – Luca Maresca, Luigi Busà, Nello Maestri, Mattia Busato – competitivi ai massimi livelli, e ha voluto ricordare Luca Valdesi, atleta delle FFGG, oggi tecnico della nazionale da poco ritiratosi dall’attività agonistica nella quale ha conquistato oltre 80 medaglie e 20 titoli europei. Ha concluso ringraziando sinceramente per la loro eccezionale collaborazione i componenti della Preparazione olimpica.
Giulia Quintavalle ha preso la parola per dire che quando ha appreso del ruolo di portabandiera forse non le è venuta qualche lacrima, ma sicuramente ha sentito tutto l’onore attribuitole nel “portare in alto il nostro tricolore, la mia federazione ed il mio sport …dedico il mio impegno a Baku al presidente Matteo Pellicone che purtroppo ci ha lasciato: sarò molto umile, cercherò di mantenere la massima calma e concentrazione per dare il meglio di me stessa il giorno 25”.
Dario Romano a sua volta ha ricordato l’impegno richiesto per emergere a Baku, giacchè le prime cinque atlete nel ranking sono tutte europee, ed accanto ad Edvige che è all’8° posto, alla 32enne Quintavalle, peraltro da poco riapprodata all’attività agonistica, vedremo in scena l’appena ventenne Odette Giuffrida, nostra grande speranza.
Il maestro Murakami, aiutato da una traduttrice, ha ricordato che nel periodo 13 – 30 maggio u.s. la squadra maschile ha vissuto un’esperienza preparatoria di alto livello in Giappone, patria da sempre della tecnica judoistica, ed in Corea, dove c’è l’enfasi su di un judo molto fisico: il mix ha sicuramente permesso agli azzurri di maturare e di fare un gran passo in avanti…

Nazionali della Fijlkam, Baku 2015

Busa, Aschieri e Cardin

Il dt della lotta Caudullo si è dichiarato anch’egli fiducioso nelle buone potenzialità degli atleti, 12 in tutto, con in evidenza la coppia Caneva-Chamizo e considerato in particolare il recupero di Daigoro Timocini nella grecoromana, e naturalmente il pensiero va già al mondiale di Las Vegas per il quale Baku sarà un eccellente banco di prova.
Il dt del karate, Pierluigi Aschieri, ha ricordato che agli ultimi europei gli azzurri hanno conquistato 2 ori e 2 bronzi, in un risultato generale però rispetto al quale era legittimo aspettarsi di più, “ma qualcosa evidentemente in sede di qualificazione non ha funzionato”…Ha poi sottolineato i diversi cambiamenti apportati ai regolamenti di gara, sia per il kata che per il kumite, nell’intento di garantire al massimo la sicurezza degli atleti e rendere più comprensibili e spettacolari al tempo stesso gli incontri: intelligenza e duttilità, la capacità di cambiare,negli anni sono state tra le armi vincenti degli azzurri, e comunque – ha richiamato l’attenzione – non è sempre facile per gli atleti rispondere appieno e prontamente al varo dei nuovi regolamenti. I livelli di eccellenza oggi raggiunti sono il risultato,ha concluso, “di un lungo percorso, iniziato anni addietro con la preziosa collaborazione del CONI e teso a coltivare talenti individuali, quali Cardin e Busà, e continuità nelle performances”.
A concludere gli interventi il presidente del CONI Malagò che, nello scusarsi per un leggero ritardo, ha ricordato i suoi attuali impegni per la candidatura olimpica di Roma ma spiegando che teneva ad essere assolutamente presente. Ha ricordato di essere un appassionato delle discipline della Fijlkam sin da epoche “non sospette” e ha detto che anche se la Federazione ha sede ad Ostia egli la sente molto “vicina”, perché gli intendimenti e gli affetti si misurano con valori diversi da quelli della semplice vicinanza. Nel ricordare con una punta di sincera commozione la figura di Matteo Pellicone ed i suoi sforzi per portare avanti la Fijlkam, Federazione tra quelle che vantano tanti sport e tante discipline al loro interno, come la FISI con la quale ha fatto dei parallelismi, ha auspicato il riconoscimento olimpico per lo sport del karate e si è compiaciuto nel ricordare che la partecipazione massiccia italiana a tutti gli sport, olimpici e non, si deve anche grazie al ruolo svolto dal CONI. Ha concluso formulando a tutti i migliori auguri per questa prima edizione degli European Games unitamente ad i migliori saluti per il futuro. Un commento arriva da due grandi atleti del karate, sentiamoli.
Luigi Busà: ”L’evento di Baku ha per me in particolare una doppia valenza. Da una parte la possibilità di conquistare un titolo che, essendo gli European Games alla loro prima edizione in assoluto, manca al mio palmares. Non solo io, ma tutti potranno far bene considerato il percorso sino ad oggi seguito, le gare affrontate, gli allenamenti con la preziosa guida del dt e dei suoi diretti collaboratori. Eppoi, battere magari in finale il mio avversario di sempre, Aghaiev, a casa sua, costituirebbe una soddisfazione semplicemente unica!
Sara Cardin: ”Baku rappresenta senza dubbio una grande opportunità per lo sport del karate ed al tempo stesso una grande sfida. Avrei desiderato tantissimo prendervi parte, ma purtroppo l’ Europeo non è andato secondo le aspettative…nel ruolo per me inedito di speaker di Sky cercherò ugualmente di dare il meglio di me stessa con l’obiettivo di far comprendere al grande pubblico, con i miei commenti, tutta la bellezza del nostro sport.
Bene, la parola passa ora ai quadrati di gara di Baku.
Leandro Spadari

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