6 Nazioni, presentata oggi a Roma la 18^ edizione

Presentata oggi a Roma l’edizione numero 18 del 6 Nazioni e con essa le aspirazioni della compagine italiana, guidata ancora una volta da capitan Parisse e con l’esordio sulla panchina del tecnico irlandese Conor O’Shea.

6 Nazioni, presentata oggi a Roma la 18^ edizione

Presentata oggi a Roma l’edizione numero 18 del 6 Nazioni e con essa le aspirazioni della compagine italiana, guidata ancora una volta da capitan Parisse e con l’esordio sulla panchina del tecnico irlandese Conor O’Shea.

“Siamo motivati e convinti di poter sfruttare al meglio l’opportunità di giocare tre volte in casa”, ha detto Parisse nelle interviste in “zona mista”. Parole non proprio originali, visto che ad ogni edizione del 6 Nazioni vengono ripetute come un mantra, sperando di scacciare lo spettro del cucchiaio di legno. Per il quale, inesorabilmente, ci tocca giocare praticamente da quando abbiamo fatto il nostro esordio (nel 2000) nel torneo rugbistico più antico al mondo.

Se non ci saranno clamorose sorprese, il cucchiaio sarà nostro anche in questa edizione, nonostante i “favori” di poter giocare in casa tre partite su cinque. Sfortunatamente per noi, infatti, tra queste (Galles, Irlanda e Francia), non c’è quella contro la Scozia, che rappresenta, tradizionalmente, l’avversario meno ostico dei cinque.

Se dovessimo fermare i pronostici a quanto visto nei test match di questo autunno, le speranze per l’Italia di poter terminare il torneo non ultima si affievoliscono. Tutte le squadre di questa parte dell’Emisfero, compresi gli scozzesi, infatti, hanno mostrato risultati di notevole spessore. La Scozia, almeno sulla carta, non appare la squadra materasso degli ultimi anni. Ha portato a compimento una rivoluzione, gli scorsi anni, culminata con la Coppa del Mondo 2015 quando misero davvero paura all’Australia, poi finalista contro la Nuova Zelanda. Da allora i giocatori del cardo hanno acquisito determinazione e “self confidence”, al punto da battere l’Argentina a novembre nel secondo test match, dopo aver perso di un punto ancora una volta contro l’Australia.

La Scozia adesso campeggia al 7° posto del ranking e non è neanche quella messa peggio. La Francia è distante due posizioni. L’Italia ben ultima, in 13° posizione.

Forse per questo, in una cerimonia di presentazione un po’ troppo ricca di parole di circostanza, il presidente Gavazzi ha puntato decisamente sulla formazione femminile: “Tra tutte le Nazionali azzurre al 6 Nazioni quella che ha raccolto il maggior numero di successi..”. La copertura televisiva del torneo ancora una volta sarà di Dmax, che trasmetterà in diretta e in chiaro in esclusiva tutti i 15 match del torneo e per la prima volta, su Dplay, anche le cinque partite del 6 Nazioni femminile, a partire da Italia-Galles del 4 febbraio a Jesi.

Ma l’Italia di O’Shea non parte completamente battuta. Infondo il successo contro il Sud Africa ha lasciato qualche strascico positivo. La sensazione che questo gruppo, a cavallo tra “vecchi” e giovani, possa raccogliere qualcosa di positivo, soprattutto in presenza di un avversario magari quel giorno fuori giri, ci permetto di sperare in almeno 1_2 risultati positivi.

“Non vedevo l’ora di ritrovare i giocatori dopo i test di novembre, di affrontare insieme a loro una competizione incredibile come il 6 Nazioni. Abbiamo una grande responsabilità per il rugby italiano, siamo ad un bivio e questo gruppo di giocatori deve lavorare per dare ai nostri giovani un futuro differente” ha dichiarato il CT O’Shea.

“Non sono uno stupido, so che il mio lavoro verrà valutato in base ai risultati dell’Italia, ma voglio che il nostro focus resti totalmente mirato alla nostra prestazione, perché siamo in grado di controllarla direttamente, dipende da noi” ha aggiunto il CT della Nazionale. “Dovremo lavorare più duro dei nostri avversari, giocando dal primo all’ultimo minuto. Questo mi aspetto dalla squadra”.

“Abbiamo molto talento nel gruppo e penso a Parisse, ma anche a Campagnaro, Canna ed altri, ma è la prestazione collettiva quella che deve interessarci. Come CT e come gruppo dobbiamo pensare al breve, medio e lungo termine: essere competitivi al 6 Nazioni è il primo, diventare la squadra che nessuno vuole affrontare ai prossimi Mondiali deve essere il secondo, contribuire ai cambiamenti per dare un grande futuro ai nostri giovani è il terzo ed il più importante. Il nostro lascito è la cosa più importante”.

Esordio quindi contro il Galles (ore 15). Gli altri match interni dell’Italia di O’Shea saranno sabato 11 febbraio alle 15.25 contro l’Irlanda e sabato 11 marzo alle 14.30 contro la Francia

Ma il 6 Nazioni, come hanno ricordato tutti gli interventi, non è solo un torneo, è un evento sociale che merita di essere degnamente festeggiato. E’ l’appuntamento sportivo invernale con l’insolito fascino di accompagnare il Paese alla Primavera. Le prime partite di solito si celebrano all’insegna del freddo e, in alcuni casi della neve, come ha ricordato anche il presidente Malagò. Le ultime, invece, quando le giornate ormai si allungano e l’aria annuncia l’arrivo della bella stagione.

Per questa sua essenza, per il suo fascino antico e la forza comunicativa in grado di esprimere, la federazione trova sempre compagni di viaggio, a cominciare da Credit Agricole, che anche quest’anno sarà presente sulla maglia della Nazionale oltre a diverse iniziative “social” (com’è ormai nella tradizione del marchio): A cena con gli Azzurri, un concorso facebook che mette in palio una giornata con gli azzurri. Per info, basta andare, dal 4 febbraio al 2 marzo, sul link https://www.facebook.com/acenaconlanazionale e cliccare sul pulsante “partecipa”.

Trentadue gli atleti selezionati dal CT O’Shea – al debutto nell’RBS 6 Nazioni sulla panchina italiana – che da domani scenderanno sul campo del CPO: domattina alle 11.30 il Commissario Tecnico, capitan Parisse, lo staff azzurro ed una rappresentanza di atleti parteciperà al Salone d’Onore del CONI al tradizionale lancio nazionale del Torneo alla presenza del Presidente CONI Giovanni Malagò e del Presidente FIR Alfredo Gavazzi, mentre alle 14.30 cancelli dell’Acqua Acetosa aperti al pubblico per il primo allenamento del 6 Nazioni 2017.

Questi i trentadue atleti convocati per l’RBS 6 Nazioni 2017:  

Piloni
Pietro CECCARELLI (Zebre Rugby, 5 caps)
Dario CHISTOLINI (Zebre Rugby, 15 caps)
Lorenzo CITTADINI (Aviron Bayonnais,  53 caps)
Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby, 9 caps)*
Sami PANICO (Patarò Calvisano, 6 caps)*

Tallonatori
Tommaso D’APICE (Zebre Rugby, 11 caps)*
Ornel GEGA (Benetton Treviso, 8 caps)
Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 82 caps)

Seconde linee
George Fabio BIAGI (Zebre Rugby, 14 caps)
Joshua FURNO (Zebre Rugby, 36 caps)*
Marco FUSER (Benetton Treviso, 16 caps)*
Federico RUZZA (Zebre Rugby, esordiente)*
Andries VAN SCHALKWYK (Zebre Rugby, 8 caps)

Flanker/n.8
Marco BARBINI (Benetton Treviso, 2 caps)
Simone FAVARO (Glasgow Warriors, 33 caps)*
Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby, 3 caps)*
Francesco MINTO (Benetton Treviso, 31 caps)
Sergio PARISSE (Stade Francais, 121 caps) – capitano
Abraham Jurgens STEYN (Benetton Treviso, 6 caps)

Mediani di mischia
Giorgio BRONZINI (Benetton Treviso, 3 caps)
Edoardo GORI (Benetton Treviso, 56 caps)*
Marcello VIOLI (Zebre Rugby, 2 caps)*

Mediani d’apertura
Tommaso ALLAN (Benetton Treviso, 27 caps)
Carlo CANNA (Zebre Rugby, 15 caps)

Centri
Tommaso BENVENUTI (Benetton Treviso, 37 caps)*
Tommaso BONI (Zebre Rugby, 2 caps)*
Michele CAMPAGNARO (Exeter Chiefs, 25 caps)*
Luke MCLEAN (Benetton Treviso, 84 caps)

Ali
Giulio BISEGNI (Zebre Rugby, 5 caps)
Angelo ESPOSITO (Benetton Treviso, 8 caps)*
Giovambattista VENDITTI (Zebre Rugby, 38 caps)*

Estremi
Edoardo PADOVANI (Zebre Rugby, 6 caps)*

 

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

 

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