Presentato a Roma il 6 Nazioni 2015, Italia obiettivo Mondiale

Presentato a Roma il 6 Nazioni 2015, Italia obiettivo Mondiale
6 Nazioni 2015

Il presidente del CONI Malagò e della FIR Gavazzi con alcuni azzurri al Salone d’Onore del CONI

E’ stato presentato, martedì 27 gennaio, il 6 Nazioni 2015, nel Salone d’Onore del CONI, alla presenza del presidente del CONI Malagò e del presidente del CIP Luca Pancalli, ovvero dei massimi vertici sport italiano, al cospetto di un salone gremito come accade ormai solo nelle grandi occasioni.
Questi elementi confermano quello che è ormai un dato di fatto e che per molti un elemento scontato, ovvero l’estrema popolarità per uno sport che, per quanto di antica tradizione, è arrivato alla ribalta in Italia solo di recente.
Ci sarà tempo per capire quando il 6 Nazioni è passato da uno stato di “semi-clandestinità” degli esordi all’attuale livello di importanza. In occasione della prima edizione, del 2000, il Flaminio appariva un palcoscenico anche troppo grande. A distanza di soli 15 anni rischia di non essere più sufficiente neanche l’Olimpico. In mezzo c’è una politica di promozione da parte della Federazione Rugby meritoria, che coinvolge ormai da tempo le scuole e società sportive della Capitale e ha permesso a questo Torneo di diventare un punto di riferimento della stagione sportiva italiana. Si comincia con il freddo di febbraio (memorabile, tre anni fa, la partita contro l’Inghilterra, in un Olimpico eccezionalmente ricoperto di neve, si perse per poco… e ancora brucia), si termina a ridosso della primavera, che in Italia arriva proprio in coincidenza con le ultime partite del torneo. Per il nostro paese una sorta di “festa della marmotta”; il segnale che il freddo è passato.
Evvero che la FIR ha un budget, grazie al 6 Nazioni, talmente ampio da potersi permettere di regalare molti biglietti alle scuole, ed è anche vero che probabilmente senza questa attività di promozione l’Olimpico presenterebbe ampi squarci vuoti, ma quello che ormai sorprende, ogni anno da qualche anno a questa parte, è che la popolarità della Nazionale di capitan Parisse aumenta, anche al cospetto di sonore sconfitte e cocenti delusioni. Come quella dello scorso anno (tutte perse e cucchiaio di legno).
Se nel 2017 vinceremo questa difficilissima corsa ad ospitare le Olimpiadi 2024, lo faremo grazie anche al Sei Nazioni di rugby e a quel granello di sabbia che ha dimostrato di essere questo torneo e la nazionale di rugby in questi anni” ha dichiarato il Presidente del CONI, Giovanni Malagò, facendo gli onori di casa e salutando la platea. Forse Malagò non si ricorda, però, che il rugby farà il proprio esordio olimpico solo a Rio, nella versione a 7, e che per lunghi anni ha guardato con distaccato interesse all’evoluzione del mondo olimpico. Ma non è il caso di fare i sofisti, per un presidente capace di entusiasmare e che sul sogno di Roma 2024 sta investendo buona parte della sua credibilità.
Sono sicuro che la squadra vuole vincere – ha detto il presidente Gavazzi -. Non faccio pronostici, perché ogni anno c’è una sorpresa, giornata dopo giornata. L’Italia stessa può essere una sorpresa: lo auguro ai ragazzi, allo staff e al rugby italiano“. Intanto Brunel ha annunciato che non rinnoverà il contratto alla scadenza, come dire… “impossibile fare miracoli qui in Italia..”. Anche se le dichiarazioni ufficiali del tecnico francese sono improntate all’ottimismo: “Mi auguro di tornare ai livelli del 2013 (quando l’Italia arrivò quarta, con due successi casalinghi contro Francia e Irlanda, ndr). Determinante sarà la partita contro l’Irlanda, la favorita del torneo. Se dovessimo portare a casa la partita, il nostro 6 Nazioni assumerebbe tutta un’altra prospettiva”.
Gli fa eco capitan Parisse: “Non partiamo battuti, non è nel nostro stile e nello stile del rugby. Abbiamo già battuto, in tempi recenti, Scozia, Irlanda, Francia e Galles. Ci manca solo l’Inghilterra. Il nostro obiettivo è ricordare a tutti che all’Olimpico non regaliamo nulla. Sfruttiamo le tre partite casalinghe per tre successi… sarebbe il massimo.”
Sono 16 anni che siamo in questo grande torneo – ha continuato Gavazzi -, si accendono le luci su di noi da oggi fino alla fine di marzo il rugby avrà un’attenzione particolare da parte di tutti i media. Il Sei Nazioni è un torneo importante. Quest’edizione lo è particolarmente importante perché fa apripista dei Mondiali di settembre”.
Spazio anche alla Nazionale femminile, presente a Roma e la cui capitana è stata ricevuta in privato (insieme a Parisse) dal presidente Malagò. Le Azzurre scenderanno in campo contro l’Irlanda il 6 febbraio al “Lodigiani” di Firenze, il 15 febbraio a Twickenham contro l’Inghilterra e il 1° marzo al Broadwood Stadium contro la Scozia, mentre il 14 marzo sfiderà la Francia a Badia Polesine e sabato 21 marzo il Galles a Padova.
L’Italia esordirà con i campioni in carica dell’Irlanda, sabato 7 febbraio e disputerà all’Olimpico anche i match con Francia (15 marzo) e Galles (21 marzo).
Nel corso della conferenza è stato presentato anche il match amichevole di rugby in carrozzina tra Italia e Irlanda, programmato sabato 7 febbraio alle ore 10 presso l’Arena Altero Felici della Stella Azzurra Basket di Via Flaminia a Roma. L’incontro amichevole, abbinato al grande evento del 6 Nazioni, nasce da un’idea del Comitato Paralimpico Italiano in collaborazione con la FISPES – Federazione Sport Paralimpici e Sperimentali e l’ASD Ares, società sportiva dei Romanes Wheelchair Rugby. L’ingresso è gratuito.

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