Presentato a Roma il GP Liberazione 2013, sarà l’ultimo?

Presentato a Roma il GP Liberazione 2013, sarà l’ultimo?
G.P. Liberazione 2013__manifesto pittore Enrico Benaglia-Coppa Presidente della Repubblica-medaglia senato

GP Liberazione 2013: il manifesto del pittore Benaglia, la Coppa Presidente della Repubblica e la medaglia senato

Le parole del presidente Di Rocco sono emblematiche: “…provo disagio e sofferenza, la disgrazia del GP Liberazione è che si svolge a Roma perché nella Capitale si fa fatica a fare tutto, sembra di dare fastidio alla città. La priorità della Federciclismo è salvare il Giro Donne ma m’impegno a lavorare assieme per dare un futuro al Gran Premio della Liberazione”. Ne sa qualcosa Enrico Castrucci, presidente della Maratona di Roma: “Noi della Maratona siamo vicini alla Primavera Ciclistica e siamo pronti a lavorare insieme. Il 25 aprile deve essere la data del Gran Premio della Liberazione che è un fiore all’occhiello non solo di Roma…”.
Il problema del Mondiale di Primavera per dilettanti, la prima manifestazione sportiva che, già 50 anni fa, riuscì ad immaginare un mondo senza muri e linee di confine, è proprio il giorno del suo svolgimento, il 25 aprile. Una festa che purtroppo in Italia ancora divide. La festa della Liberazione è stata rideclinata, in questi anni, in diversi modi: esaltata, osteggiata, odiata, amata, identificata con battaglie civili, con la rinascita del Paese, celebrazione di una sola parte. Leggetela come volete, ma alla fine il 25 aprile, la festa della Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo, non è mai stata una celebrazione condivisa. Una parte del Paese l’ha sempre sopportata con fastidio, nel migliore dei casi con indifferenza. C’è stato un capo del Governo italiano, che ha governato negli ultimi 20 anni, che addirittura non l’ha mai festeggiata pubblicamente. La Borsa di Milano, per dirne un’altra, non chiude. Insomma la data non è ancora condivisa, la Festa è per coloro che si riconoscono nei valori della Resistenza e tutte quelle manifestazioni che si legano ad essa vivono di alterne vicende, a seconda della parte politica che governa. Nella Roma di Alemanno il GP della Liberazione, giunto ormai alla 68^ edizione e che è stato presentato nei giorni scorsi all’Aranciera di San Sisto, è sopportato, accettato, sicuramente non ben voluto.
Conosciamo le vicende storiche della corsa dagli anni ’80 e della pervicace cocciutaggine del suo mentore, Eugenio Bomboni, che l’ha fatta nascere e poi accompagnata per buona parte della sua lunga e gloriosa vita. Sappiamo quindi che la corsa non ha mai goduto di facile fortuna finanziaria, per lo meno dalla scomparsa del PCI (’89 in poi). Ma il grido di allarme di questi giorni ci appare ancora più tragico e serio dei precedenti. Traspare dalle parole dei convenuti alla presentazione ufficiale all’Aranciera di San Sisto a Romma, alla quale mancava, non è un caso, un qualsiasi rappresentante del Comune.
Andrea Novelli, presidente della Primavera Ciclistica, società organizzatrice: “La coppa del Presidente della Repubblica per il vincitore, gli attestati di Camera e Senato sono la testimonianza del valore della corsa. Noi rispondiamo alla crisi con lo sport: con la gara per giovanissimi e la pedalata cicloturistica, insieme con il Gran Premio della Liberazione, tre manifestazioni in uno. Così come immagino tre grandi manifestazioni assieme: la maratona podistica di Roma, la Granfondo Campagnolo e il nostro Gran Premio”.
Riccardo Viola, presidente del CONI Lazio: “No, non deve essere l’ultima edizione. Se così fosse, sarebbe non solo la sconfitta del ciclismo ma di tutte le istituzioni. Il CONI Lazio è vicino al Gran Premio della Liberazione, è bello che accanto alla corsa ci siano iniziative collaterali per la promozione del ciclismo. Io ci sarò, perché ci sarà Filippo Simeoni: il CONI Lazio gli darà un riconoscimento per il suo coraggio nel denunciare le tante situazioni anomale nel ciclismo: lui ci ha messo la faccia, noi gli dobbiamo dire grazie”.
Ha chiuso gli interventi Eugenio Bomboni, figura storica per il GP della Liberazione e per il Giro delle Regioni, altra corsa che tradizionalmente partiva il giorno dopo il Liberazione e che invece, proprio a causa dei problemi economici, è scomparsa irrimediabilmente dal calendario: “Il ciclismo non è lo sport più povero ma il più parco: è il punto ideale di contatto con la maggior parte degli sportivi. Attraversiamo terrificanti problemi economici ma noi sappiamo di poter confidare nella nostra storia e nella nostra credibilità internazionale. Corridori di tutte le nazioni del mondo, in cerca di gloria, sono venuti a Roma per partecipare alla nostra corsa”.
Dal punto di vista prettamente agonistico, l’edizione 2013 della corsa che partirà il 25 aprile alle 10 sul tradizionale circuito delle Terme di Caracalla, ha registrato l’iscrizione di oltre 170 corridori di 34 squadre tra i migliori club dilettantistici italiani e le rappresentative nazionali di Australia, Russia, Slovenia, Giappone e Ucraina. Per dirla con le parole dello stesso presidente FCI Di Rocco: “Il Liberazione è un osservatorio privilegiato per scoprire i futuri campioni del ciclismo. Chi vince qui diventa qualcuno…”

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