Progetto Tokyo2020, l’Arrampicata Sportiva si presenta nel cuore del CONI

Carlo Mornati, Vice Segretario generale CONI: “Sarà un bel viaggio per portare a Tokyo uno sport con appeal sui giovani come questo”

Progetto Tokyo2020, l’Arrampicata Sportiva si presenta nel cuore del CONI

Roma, 15 giugno 2017 – È cominciato il cammino dell’Arrampicata Sportiva italiana in direzione del sogno olimpico. Al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma è stato presentato il percorso “FASI – Tokyo 2020, verso la prima Olimpiade” che porterà la Squadra azzurra in Giappone per la storica prima partecipazione dello sport climbing ad una manifestazione a cinque cerchi.

All’incontro hanno partecipato Carlo Mornati, Vice Segretario Generale CONI, Ariano Amici, Presidente FASI, Antonio Ungaro, Segretario Generale della Federazione e per l’occasione anche moderatore dell’incontro, e Pietro Pozza, Direttore Tecnico FASI. Hanno portato la loro testimonianza anche gli atleti della Nazionale italiana Stefano Ghisolfi e Laura Rogora.

Carlo Mornati, Vice Segretario Generale CONI: “È partita questa avventura, l’idea è stata quella di iniziare dal luogo centrale per la preparazione delle tante Nazionali per iniziare anche a conoscerci. Quello dell’Arrampicata sarà un bel viaggio in ottima compagnia, il CIO ha rivoluzionato il programma olimpico con 5 nuove discipline e 18 eventi inediti che mischiano competizioni maschili e femminili, per portare a Tokyo degli sport che abbiano grande appeal sui giovani come il vostro. Le qualificazioni sono difficili, avrete un cammino impegnativo negli anni di avvicinamento ai Giochi e dovrete partire subito al massimo, strutturandovi bene, potendo anche contare sul nostro sostegno”.

Ariano Amici, Presidente FASI: “Abbiamo fatto tanta strada da quando sono entrato in Federazione, dal 2001 siamo cresciuti sia in numero di tesserati che di atleti e sono state incrementate esponenzialmente anche le competizioni ufficiali. In più, è arrivato il riconoscimento più ambito per uno sport, grazie anche all’impegno del Presidente della IFSC Marco Maria Scolaris. Adesso dovremo testare il nostro piano ai Giochi olimpici giovanili di Buenos Aires 2018 per poi arrivare in Giappone al meglio. Adattarsi al nuovo format di gara, la Combinata Olimpica, sarà una sfida da superare”.

Pietro Pozza, Direttore Tecnico FASI: “La preparazioni alle Olimpiadi è sia una sfida che un’opportunità. L’Arrampicata Sportiva sarà disputata secondo una formula nuova, per cui dovremo adattarci più in fretta degli altri per arrivare in alto. Dovremo dunque coinvolgere gli atleti in diverse competizioni nazionali e internazionali per valutare quelli più competitivi in vista di Tokyo 2020. Abbiamo più di 4.500 scalatori che dovranno credere nel sogno olimpico insieme a noi della Federazione, puntando già fin dai prossimi impegni agonistici ad onorare i nostri colori”.

Stefano Ghisolfi, atleta della Nazionale italiana Senior di Arrampicata Sportiva: “L’Arrampicata è uno sport in cui si può essere competitivi anche ad un’età relativamente avanzata, io nel 2020 avrò 27 anni e punto ad essere competitivo come oggi. Dovremo capire come adattarci al nuovo format, da piccolo io praticavo tutte le tre discipline dello Sport Climbing per cui ho un po’ di vantaggio, dovrò riprendere un certo tipo di allenamento e continuare a crescere agonisticamente”.

Laura Rogora, atleta della Nazionale italiana Giovanile di Arrampicata Sportiva e che ha rappresentato la federazione nel recente incontro del mondo dello Sport con il Presidente della Repubblica Mattarella: “Ho la consapevolezza che l’Arrampicata sta entrando in un mondo molto più competitivo, di alto profilo. Quando ho iniziato a scalare, non potevo mai pensare che sarei stata tra quegli atleti che avrebbero avuto la possibilità di partecipare ad un Olimpiade. Adesso il sogno è diventato realtà e ne sono entusiasta”.

Oltre ai 39 atleti della Nazionale senior, tra i quali 8 ai massimi livelli nel ranking mondiale come lo stesso Stefano Ghisolfi, il Team azzurro può contare sul ricco bacino di talenti della Nazionale giovanile, con 72 climber e 3 Campioni del Mondo in carica:  Gian Luca Zodda (Speed) e Giorgio Bendazzoli (Lead) tra gli Under 18, Ludovico Fossali (Speed) nella Under 20. Fossali e Bendazzoli erano presenti oggi al raduno e hanno raccontato le proprie speranze per quello che rappresenta il primo passo verso le Olimpiadi.

La Nazionale azzurra, con l’incontro di oggi, ha intrapreso un cammino tecnico-sportivo attraverso test di valutazione fisica e raduni collegiali di preparazione olimpica anche per testare il nuovo format di gara che andrà in scena In Giappone, che prende il nome di “Combinata Olimpica”: dopo tre giorni di gare, ciascuna cimentandosi in una delle tre diverse discipline dello Sport Climbing (Speed, Lead e Boulder), verrà eletto vincitore l’atleta col punteggio migliore nella globalità dei risultati ottenuti nelle gare precedenti.

L’incontro di oggi, come ha ricordato il Segretario Generale Antonio Ungaro in apertura dei lavori, rappresenta il compiersi di un sogno e anche l’inizio di un cammino lungo e difficile, che chiama tutte le componenti del mondo dell’arrampicata ad una crescita e maturazione, per affrontare le sfide sportive che la qualificazione olimpica impone.

Ma è stata anche l’occasione per misurare in modo concreto la vicinanza del CONI. La presenza in sala, inattesa e per questo più gradita, del VicePresidente del CONI Alessandra Sensini, oltreché dei massimi dirigenti della Preparazione Olimpica, ha fatto da contraltare alle parole di Carlo Mornati, che ha ricordato come il CONI abbia intenzione di realizzare, all’interno del CPO, una struttura di arrampicata, in modo da diventare il centro anche operativo. “Questioni burocratiche finora ce l’hanno impedito – ha detto Mornati – ma non molliamo.. noi crediamo in questo sport.”

Da oggi, per gli atleti della Federazione e per il mondo dei climber, si fa sul serio.

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