Non ce la facciamo. Non riusciamo a toglierci dalla testa dal cuore e dalla vista tutte le emozioni che ci ha regalato questa primavera del ciclismo delle corse in linea. E allora, ripercorrendo come un nastro che va indietro (siamo vintage e quindi ci siamo capiti), le immagini della scorsa settimana di gran ciclismo, ecco un approfondimento, un momento di attenzione, uno spazio dedicato ad un campione che ha vinto la Milano-Torino (una signora di età, che ha fatto 150! Leggi qui) ma soprattutto che ha osato battere il campionissimo Tadej Pogacar. Una gomma fra di loro.

Si chiama Tom. Si chiama provaci ancora Tom. Ed è un corridore che amiamo moltissimo. Che non ci deluderà prossimamente. Che ci ha già conquistato con Superga e Via Roma. Di lui ha scritto in questi giorni Davide Cassani, fine tecnico e grande osservatore del ciclismo che conta. Che ci ha dato il permesso di pubblicare queste sue note. Inquadrano alla perfezione il Tom del ciclismo di serie A. E ci fanno affezionare ancora di più a questo campione, capace di osare. Come sabato a Sanremo, anche prima di Sanremo…
Eccolo anche qui sotto, a destra, Tom Pidcock sulle Strade Bianche 2026, foto di Angelo Giangregorio.

Dalla penna di Davide Cassani
Tom Pidcock, l’unico che alla Milano Sanremo è riuscito a stare con Tadej Pogacar. Inglese di Leeds nato il 30 luglio 1999. Avete presente Mathieu Van Der Poel? Lui è simile, non per il numero di classiche e Mondiali vinti ma per la capacità di primeggiare in tre specialità diverse: strada, ciclocross e MTB. Con le ruote grasse ha vinto due medaglie d’oro alle Olimpiadi e due Mondiali, nel
Ciclocross Campione del Mondo tre volte: da Juniores, Under 23 ed Elite. Su strada ha vinto un Mondiale a cronometro da Juniores, un Giro d’Italia giovani (2020) una Amstel Gold Race, la tappa dell’Alpe d’Huez al Tour de France, una strade bianche e poi piazzamenti importanti come il terzo posto alla Vuelta 2025, un secondo posto in una Liegi Bastogne Liegi e questo ottimo secondo posto alla Sanremo.
Ok, rispetto a Pogacar,Van Aert e Van Der Poel non ha avuto problemi alla Classicissima ma tenere in salita Pogacar è già un’impresa. Come detto é un campione polivalente ma quest’inverno ha rinunciato al ciclocross per presentarsi nel migliore dei modi alla stagione su strada. E sinceramente i risultati dimostrano che le scelte sono state giuste. A cominciare dal primo ritiro in Cile.

Sì, avete letto bene. La Pinarello Q 36.5 ha proposto ai propri corridori di passare un mese in altura in Cile. Non era obbligatorio dire sì ma Pidcock e altri 7 corridori hanno accettato questi 30 giorni ai 2700 metri oltre oceano. Molto interessante questa scelta. La squadra ha pensato che un cambiamento rispetto alle solite strade, ai soliti hotel, ai soliti posti potesse essere stimolante, permettere andando in un posto nuovo di trovare nuovi stimoli e quella curiosità che ti porta ad abbassare la “noia” di un posto abituale. Pidcock è tornato in Europa il 5 febbraio e dopo una decina di giorni arriva terzo alla Vuelta Andalusia. Alle strade bianche si classifica settimo e tre giorni prima della Sanremo vince la Milano Torino.

A parte la vittoria all’ Alpe d’Huez ha sempre dato il meglio di sé su salite corte e dure. Non a caso ha vinto l’Amstel, si è piazzato secondo alla Liegi e terzo alla Freccia Vallone. Dopo qualche anno in Ineos ha scelto una squadra più piccola ma strutturata molto bene. Nel 2025 ha leggermente sofferto il calendario perché dopo il secondo alle Strade Bianche, il terzo alla Freccia Vallone ed il nono alla Liegi-Bastogne-Liegi avrebbe volentieri fatto a meno del Giro d’Italia. Sì è presentato ma non nella condizione giusta. In pratica non l’aveva preparato. Alla Vuelta, invece, è andato bene arrivando terzo nella generale.
Farà classifica al prossimo Tour de France? Non lo so ma se anche ci provasse non credo sia pronto di lottare per un podio. Ha 26 anni, sta ancora crescendo ma per sua sfortuna ha a che fare con corridori autentici fenomeni. Anche per questo in classiche monumento e grandi giri si piazza ma non vince. Ma le cose possono cambiare. Paradossale che corridori come lui e Mads Pedersen non abbiano ancora vinto una classica monumento. Per ora. Il livello di questo ciclismo è davvero alto.
Foto RCS Sport – LaPresse
