I Pumas vincono a Dublino la prima uscita dei British & Irish Lions targati Farrrell, sfruttano al massimo le occasioni e rispondono colpo su colpo alla fisicità dei Lions. Davanti ad una Aviva Stadium pieno all’inverosimile (52.700 spettatori) è decisiva la precisione di Albornoz (18 punti personali) e la capacità argentina di trasformare ogni errore avversario in punti. L’Argentina vince così la Lions 1888 Cup il cui valore è tutto da dimostrare, se non il prestigio di aver portato a casa, davanti al loro pubblico, lo scalpo di una delle formazioni più rappresentative del panorama rugbistico mondiale.
La partita
Subito ritmi intensi e battaglia tattica. Dopo quattro minuti, Albornoz apre le marcature con un calcio piazzato per l’Argentina: 0-3. La risposta dei Lions non si fa attendere: al 9’ è Smith a pareggiare i conti dalla piazzola, 3-3.
All’11’, i Pumas colpiscono duramente: Mendy sorprende la linea difensiva britannica e segna la prima meta dell’incontro. La trasformazione di Albornoz finisce fuori: 3-8.
I Lions reagiscono con grinta. Al 18’ è Bundee Aki a sfondare centralmente per la meta del pareggio, e Smith converte: 10-8. Ma l’Argentina continua a giocare con cinismo. Albornoz centra i pali due volte, al 25’ e al 39’, portando i suoi avanti 10-14.
Proprio allo scadere del primo tempo, i Pumas affondano il colpo: meta di Albornoz che sfrutta un errore difensivo e trasforma lui stesso: 10-21. Si va al riposo con l’Argentina avanti e più concreta.
Secondo tempo. Cambi immediati da entrambe le parti. I Lions partono a spron battuto, decisi a recuperare lo svantaggio. Al 45’ arriva il premio per tanta fatica. Da una touche ai 5 metri il carretto dei padroni di casa viene fatto cadere mentre viaggiava per la marcatura. Crollo del maul argentino, metà di punizione e cartellino giallo a Vivas. I padroni di casa tornano sotto: 17-21.
Al 52’, i Lions accorciano ancora: Tadhg Beirne si infila tra le maglie argentine e segna. Smith converte: 24-21. Il momentum sembra girare. I Pumas però non mollano. Al 58’, Santiago Cordero, appena entrato al posto di Mendy, trova il varco e schiaccia in meta. Albornoz trasforma impeccabilmente: 24-28.
I minuti finali sono intensi. I Lions spingono, hanno più possesso (60%) e dominio territoriale (72%), ma non riescono più a sfondare sbagliando un incredibile numero di touche da posizione favorevole. E’ evidente che manca ancora l’alchimia in una formazione piena di talento. L’Argentina difende con il cuore e con 158 placcaggi resiste fino al fischio finale.
Dati statistici
I padroni di casa chiudono con un 60% di possesso, 523 metri guadagnati, 44 difensori battuti e ben 16 ingressi nei 22 metri avversari. Ma l’Argentina difende con coraggio e sacrificio, pur con 178 placcaggi e solo il 71% di efficacia.
I Lions hanno più palloni (205 passaggi contro 97), più maul, più ruck vinte, ma sprecano troppo. L’Argentina invece colpisce ogni volta che conta.
Lions: superiori in avanzamento (523 metri vs 375), offload (21 vs 6), ruck vinte (102 vs 60) e gainline superata (76 vs 42), ma poco cinici.
Argentina: letale nei break (12 clean break contro i 6 britannici) e chirurgica nei momenti decisivi, con una difesa eroica e 4 intercetti.

