Belgrado – Il giorno della verità per la pallacanestro italiana è ormai arrivato. Domani gli azzurri di Meo Sacchetti scenderanno in campo contro il Portorico per provare a vincere il Torneo di Qualificazione olimpica e volare quindi, a distanza di 17 anni, nuovamente ad una Olimpiade.

Lo faranno con una squadra orfana dei suoi giocatori migliori che, per scelta o necessità, hanno preferito restare a casa oppure a giocarsi le finals NBA (leggi Gallinari). Visto l’esito che ebbe la Nazionale delle stelle di qualche anno fa (dentro lo stesso Gallinari, Belinelli, Datome e Bargnani) non è detto che sia un male. Peggio di quanto fatto allora non si può.

In realtà non culliamo grandi speranze di riuscire a staccare il biglietto per il Giappone. La Serbia, padrona di casa, appare troppo per noi e soltanto giocando oltre le proprie possibilità forse si riuscirà a portare a casa una qualificazione che raddrizzerebbe solo in parte le disastrate sorti della nostra pallacanestro.

I vertici di una federazione immobile da anni e incapace di rinnovare se stessa e il nostro ambiente dovrebbero prendere atto, in caso di insuccesso, del risultato e dimettersi e lasciare campo libero a nuove forze, idee e programmi diversi.

Del resto proprio da un fallimento (la qualificazione ai mondiali in Russi) il calcio italiano, con tutti i difetti del caso, è riuscito a risalire fino ad oggi. Un fallimento, è bene ricordarlo, che travolse non solo l’area tecnica ma anche quella dirigenziale. Ci sarà tempo per tornare sull’argomento. Intanto l’attenzione degli appassionati si concentra sull’appuntamento di domani.

È slittato dunque a domani l’esordio nella competizione, che avverrà contro i portoricani alle ore 16.30 (live Sky Sport Uno e Rai Sport) presso la “Aleksandar Nikolic” Arena.

Entrambe le formazioni sono già certe dell’approdo alle semifinali ma la sfida di domani è fondamentale per determinare la capolista del mini girone e gli accoppiamenti del 3 luglio.

Visto il successo della Serbia sulla Repubblica Dominicana (94-76) e soprattutto il valore assoluto dei padroni di casa, la sensazione è che la vincente di Italia-Portorico possa evitare la squadra di Teodosic in semifinale e incrociarla, in caso, solo nell’atto finale previsto per il 4 luglio.

Così il CT Sacchetti: “I ragazzi non vedono l’ora di scendere in campo. C’è molta voglia di riversare sul parquet tutta l’energia che abbiamo accumulato in questi giorni e che non abbiamo potuto liberare come avremmo dovuto con i match contro Venezuela e Senegal, poi saltati. Il tempo per prepararci è stato poco ma è così per tutti e ora il passato conta poco. Siamo pronti, abbiamo lavorato bene e la nostra testa è solo al Portorico. I Giochi sono un traguardo importante ma non dobbiamo fare l’errore di pensare solo alla finale contro la Serbia. Iniziare bene contro i portoricani, squadra con molti piccoli intraprendenti e che sanno fare canestro, sarà utile per acquisire fiducia in vista delle successive partite. Vogliamo iniziare col piede giusto. Noi abbiamo giocatori importanti e sapremo come usare le nostre armi. Un punto di forza della nostra squadra? È un piacere vederli insieme”.

Diciottesimo nel ranking FIBA, il Portorico è profondamente cambiato rispetto a quello che gli Azzurri hanno battuto nell’ultimo match al Mondiale in Cina (94-89 dopo un supplementare).

A Wuhan, le colonne portanti del CT Eddie Casiano, sulla panchina portoricana dal 2016, furono Renaldo Balkman, David Huertas e Ramon Clemente, tutti e tre assenti a Belgrado.

Fanno parte del roster ancora oggi Pineiro, Diaz, Gian Clavell (stavolta insieme al fratello Gilberto) e soprattutto Gary Browne, classe 1993 e playmaker dell’Aquila Basket Trento nell’ultima stagione della nostra Serie A. Tra gli Azzurri a Belgrado gli unici in campo contro Portorico l’8 settembre 2019 sono Amedeo Tessitori e Awudu Abass.

L’Italia vanta ben 15 vittorie nelle 17 gare giocate contro i centroamericani dal 1963 (11-1 il computo delle partite ufficiali). Unici due ko datati 1963 (Mondiale) e 1994 (Goodwill Games).

Per tutto il torneo Preolimpico, gli Azzurri giocheranno con canotte Spalding in tessuto 100% poliestere riciclato ottenuto tramite la raccolta di bottiglie di plastica negli oceani. Tessuto dunque 100% riciclabile.

I 12 Azzurri

#0 Marco Spissu (1995, 184, P, Banco di Sardegna Sassari)
#1 Niccolò Mannion (2001, 188, P/G, Golden State Warriors – NBA)
#7 Stefano Tonut (1993, 194, G, Umana Reyer Venezia)
#9 Nicolò Melli (1991, 206, A, Dallas Mavericks – NBA)
#13 Simone Fontecchio (1995, 203, A, Alba Berlino – Germania)
#16 Amedeo Tessitori (1994, 208, C, Segafredo Virtus Bologna)
#17 Giampaolo Ricci (1991, 202, A, Segafredo Virtus Bologna)
#23 Awudu Abass (1993, 198, G, Segafredo Virtus Bologna)
#24 Riccardo Moraschini (1991, 194, G, A|X Armani Exchange Milano)
#31 Michele Vitali (1991, 196, G, Brose Bamberg – Germania)
#33 Achille Polonara (1991, 205, A, TD System Baskonia Vitoria-Gasteiz – Spagna)
#54 Alessandro Pajola (1999, 194, P, Segafredo Virtus Bologna)

Portorico
#0 Isaiah Pineiro (1995, 20, A, Quebradillas)
#1 George Conditt (2000, 208, C, Iowa State – NCAA)
#9 Gary Browne (1993, 185, P, Aquila Basket Trento)
#10 Ivan Gandia (1997, 185, P, AEL – Cipro)
#11 Arnaldo Toro Barea (1997, 203, A, Santeros de Aguada)
#12 Jorge Diaz (1989, 210, C, Quebradillas)
#15 Timajh Parker-Rivera (1994, 202, A, Piratas de Bogotà – Colombia)
#22 Emmanuel Andujar (1993, 198, A, Fajardo)
#23 Isaac Sosa (1990, 191, G, Santurce)
#24 Gian Clavell (1993, 193, G, Promitheas – Grecia)
#32 Cristopher Ortiz (1993, 203, A, Guayama)
#41 Gilberto Clavell (1989, 200, A, Santeros de Aguada)

I precedenti contro il Portorico

17 partite giocate (15 vinte/2 perse)
La prima: Mondiali, 24 maggio 1963 (Rio de Janeiro, Brasile), Italia-Portorico 72-75
L’ultima: Mondiale, 8 settembre 2019 (Wuhan, Cina), Italia-Portorico 94-89 dts
La vittoria più larga: Mondiali, 7 luglio 1986 (Malaga, Spagna), Italia-Portorico 78-55 (+23)
La sconfitta più pesante: Goodwill Games, 28 luglio 1994 (San Pietroburgo, Russia), Italia-Portorico 80-94 (-14).

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