
Qualcuno potrebbe dire che il pericolo diventa valore se sono uomini speciali ad affrontarlo, interpretarlo, mostrarlo. Ecco, ci arrivano le notizie di una bellissima mostra, che celebra la passione e il fascino della Parigi-Dakar, e il nostro pensiero va al ricordo (speciale come era lui) di Fabrizio Meoni che rivive nel mito Dakar, anche in questo evento di Legnano.
Ci sono immagini che inchiodano lo sguardo e non lasciano scampo ma trasmettono anche passione e adrenalina: quelle della Dakar, dove il deserto è sfida e il pericolo pane quotidiano da bere come un caffè. Dal 1979, quando Thierry Sabine inventò la Parigi-Dakar, 78 persone hanno perso la vita tra piloti, assistenti e organizzatori; 23 erano motociclisti, e tra loro due italiani entrati nella leggenda tragica della corsa, Giampaolo Marinoni (1986) e Fabrizio Meoni (2005). Queste drammatiche statistiche potrebbero indurre a voltare pagina, a cambiare sport, ma la verità è che quasi tutte le discipline hanno una componente di rischio: è lì che nascono il coraggio e l’intensità che affascinano. E non siamo certo noi qui a giudicare se è bene fare o non fare. Di sicuro c’è un’intensità in questo deserto affollato da ricordi…
È la stessa intensità che evocano le immagini e i mezzi storici in mostra a Legnano per la quinta edizione di “C’era una volta la Parigi Dakar”, dove motori, memoria e solidarietà si fondono in un’unica narrazione. E ci viene in aiuto un ricordo sportivo molto personale. Da privilegiati cronisti sportivi. Come quando Helly Hansen, marchio all’avanguardia nell’abbigliamento tecnico, organizzò uno stage in Sardegna: Fabrizio Meoni, gigante gentile della Dakar, arrampicava su una roccia a picco sul mare; l’apneista Umberto Pelizzari guidava una moto; l’alpinista Hervé Barmasse nuotava trattenendo il respiro. Poi, seduti attorno a un tavolo, si scambiavano emozioni e passioni, scoprendo che il vero spirito sportivo è condivisione, non specializzazione. Un grande insegnamento anche per chi osserva e racconta lo sport. O lo fotografa. Per regalarci poi questa mostra.


Domenica 21 settembre 2025 in un certo senso anche quell’umanità e soprattutto quel mito torneranno a vivere a Legnano, quando l’associazione musicale Jubilate ETS proporrà la nuova edizione dell’evento, insieme al sesto raduno internazionale Honda Africa Twin Marathon, all’interno della rassegna “Musica e Motori”. Ospite d’onore sarà Diane Thierry-Mieg, moglie del fondatore della Dakar, simbolo di continuità con lo spirito originario.
«La sua presenza – sottolinea Patrizia Alli, promotrice della manifestazione – rende ancora più speciale questa edizione. Vogliamo far rivivere l’atmosfera unica del deserto, trasmettere valori di coraggio e passione e sostenere i giovani della nostra scuola di musica attraverso le borse di studio», spiega. L’evento, sostenuto da Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Honda Motor Europe Italia, Moto Macchion e LavazzaMotoLab, vedrà la partecipazione di leggende come Silvia Giannetti, Claudio Terruzzi, Aldo e Andy Winkler, Roberto Boano, Beppe Gualini, e di icone francesi quali Marilyne Lacombe, Philippe Vassard e Serge Bacou.
Programma – Via Abruzzi 19, Legnano (davanti alla scuola Jubilate):
- Ore 10.00 – Apertura mostra: moto storiche e “navi del deserto”, con focus sulle Honda Africa Twin Marathon. Approfondimenti su www.nightwings.org a cura di Gianpaolo Banelli.
- Ore 11.00 – Parata delle moto storiche per le vie della città, guidata dal sindaco Lorenzo Radice e aperta a tutti i motociclisti.
- Ore 14.30 – Conduzione di Alberto Porta: consegna borse di studio da parte dell’assessore alla Cultura Guido Bragato e talk con i protagonisti della Dakar.
Sarà presente anche Gigi Soldano, tra i fotografi più celebri del motorsport internazionale, con scatti iconici e racconti inediti. Tra musica, motori e memoria, Legnano diventa così un ponte tra la leggenda africana e la comunità locale: un omaggio a chi ha sfidato il deserto e, più in generale, al coraggio che anima ogni sport autentico.
