Cultura sportivaQuando si pedala per cultura, con Bugno al Ghisallo!

Quando si pedala per cultura, con Bugno al Ghisallo!

Pedalando per cultura andiamo alla scoperta di luoghi bellissimi che solo la bicicletta ci permette di raccontare con una certa emozione. A vincere saranno i luoghi, del ciclismo e del cicloturismo. È questo lo spirito di un’iniziativa che coinvolge il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio, coincidendo nelle giornate di primavera del Fai (26 e 27 marzo 2022), dove con Oltrebici OltreLario si propone un’esperienza culturale e di territorio, che ci mette alla prova lungo un cammino ricco di rifornimenti per lo spirito: di immagini e di parole.

Un viaggio e una serie di itinerari di umanità con la presenza di campioni, da Gianni Bugno, con Marco Cattaneo e Alberto Volpi, impegnati nella loro missione cicloturistica con Holidaysandbike, tour operator ciclistico di alto livello che sposa in pieno questo modo di intendere la bicicletta, la scoperta, l’esperienza e il viaggio.

Oltrebici OltreLario è un appuntamento con la presenza di autori e giornalisti, tutti testimonial e comunicatori di quel sostenibile progresso della bicicletta che tutti amiamo e che tutti mette d’accordo: le parole e i racconti che ci guideranno saranno quelli di Alessandra Schepisi e Pierpaolo Romio, della plurititolata (campionissima in letteratura!) Antonella Stelitano, di Dario Ricci (narratore olimpico anche radiofonico con Radio24), Mauro Colombo, Giacomo Pellizzari, Dario Ceccarelli, con la fotografa Sara Carena, generosa dispensatrice di … scatti. Con loro pedaleranno per cultura, nelle giornate di primavera del Fai, molti amici del Museo del Ghisallo, come il presidente della Fondazione Antonio Molteni e la direttrice Carola Gentilini, ma anche tutto un mondo di appassionati silenziosi “pellegrini a due ruote” che amano frequentare questi luoghi sacri del ciclismo, che spesso non si fermano ad osservare angoli preziosi di territorio da conoscere con profondità perché il ciclismo agonistico, coinvolgente e appassionante, spesso li travolge nella sua velocità. Fermarsi per fare un pieno di parole e immagini è un attimo. Che durerà nel tempo.

Pedalare lentamente e fare il pieno di parole e di immagini diventa infatti una necessità, per un racconto corale che la bicicletta collega valorizzando storia, arte, natura e luoghi emozionanti e perfetti per fare nuove esperienze. Da raccontare e condividere. Così la pensa chi vuole sviluppare aree bellissime ancora poco conosciute e a misura di bici, mettendo insieme gli ingredienti giusti. Companatico tipico compreso. Questo è il succo. E sono tutti invitati. È un viaggiare in bici per cultura che diventa anche un po’ lettura e letteratura.

È lo spirito di Oltrebici OltreLario, una bike marathon ciclo letteraria che il Lago di Como GAL ha voluto portare nel Triangolo Lariano e in Val d’Intelvi, per uno storytelling di territorio, che non solo porta gli autori dei libri dedicati alla bicicletta in luoghi iconici o da scoprire meglio con le due ruote, ma va oltre, creando un legame profondo e naturale con chi pedala, chi racconta, chi ascolta, anche chi cammina: seminando parole di valore e di bellezza che girano attorno al Pianeta della Bicicletta.

Così Oltrebici OltreLario ci farà scoprire luoghi meravigliosi come la Chiesa di Sant’Alessandro, a Lasnigo, di origine medioevale. Fulgido esempio del romanico lombardo, divenuto romanico comacino in Valle d’Intelvi e nel Triangolo Lariano ad opera dei Magistri comacini. Con quel campanile che ci invita ad alzar lo sguardo… Fa parte di un quartetto di chiese romaniche con la nota caratteristica della costruzione a pietre squadrate, insieme a SS. Cosma e Damiano a Rezzago, SS. Pietro e Paolo a Barni e San Calogero a Caslino d’Erba. Tutte costruite lontane dal centro abitato perché in epoca di invasioni barbariche erano incendiate e quindi si tutelavano le case.

Pedalando anche nella storia delle arti e dei mestieri, al Mulino Mauri, bene storico, faremo un salto indietro nel tempo, poiché alcune parti della costruzione risalgono al 1200, le restanti sono datate 1700. Ancora in funzione con macina a pietra per granturco, il Mulino Mauri è posto sul fiume Lambro che nasce dalla sorgente Menaresta, a Magreglio. Il Lambro fu la fonte primaria di energia per la Vallassina e soprattutto tra il 1700 e il 1800 decine di ruote sfruttavano la sua forza motrice per mulini, officine, filande, torciture e tessiture. Durante le aperture è possibile assistere alla macinazione del granturco e alla sua raffinazione per ottenere la farina di polenta gialla.

Poi ovviamente raggiungeremo il Santuario della Madonna del Ghisallo prima di entrare nel Museo – la Casa dei Ciclisti tutti – e ricapitolare parole ed emozioni attorno alla Buddy Bike di Alessandra Schepisi e Pierpaolo Romio, una speciale bicicletta per due dove si pedala una accanto all’altro e non dietro!

Domenica 27 marzo, invece, traghettando bici e cuori al di là del lago di Como, da Bellagio, Raggiungeremo il Museo di Casasco, preziosa risorsa storica e sociale, una testimonianza culturale ed umana che ha lo scopo di legare le genti della Valle d’Intelvi alle proprie origini.

Inaugurato nel 1995, nasce con lo scopo di conservare e tramandare il patrimonio culturale della civiltà contadina, della montagna e delle pratiche artigianali, cercando di rispettare le consuetudini, gli ideali e i sentimenti delle persone che con il loro duro lavoro affrontavano una realtà, per certi versi, a noi sconosciuta.

Sulla nostra strada incontreremo la Sostra dell’Alpe Grande, antica costruzione rurale tipica presente negli alpeggi, che fungeva da riparo per le mandrie al pascolo in caso di temporali estivi o nei momenti di canicola. “Famèll” e “cascen” si alternavano nel governo del bestiame e di notte sparivano giù per la Valle perché si tramutavano in spalloni, in contrabbandieri.

E più in là una nevera, costruzione in pietra con l’ingresso rivolto a monte e profonda fino a quattro metri sotto terra. Al suo interno d’inverno si pressava la neve, coperta poi da pula di riso e foglie di faggio per conservarla. Il fresco persisteva fino all’estate e il casaro poteva conservare intatti i suoi prodotti. #OLTRELARIO è anche tutto questo. Il programma e le info sul sito www.oltrebici.it. I social collegati agli autori documenteranno molte emozioni ma partecipare live conviene!

Per fare parte di questa community che pedala, legge, crea, sviluppa seguendo l’istinto dell’amore per il territorio e i suoi angoli più nascosti…. Segui e partecipa sulle pagine ufficiali di IG e FB a questi indirizzi https://www.instagram.com/oltrelario/

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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