Cultura sportivaQuarti di Gloria, trasformare la sconfitta in successo

Quarti di Gloria, trasformare la sconfitta in successo

Quarti di gloria

Cosa significa arrivare quarti? Che impatto ha sulla vita di uno sportivo essere rimasto fuori dal podio per un soffio, un decimo di secondo, un centimetro, un gol mancato? Come sarebbe cambiato il suo destino se avesse tagliato il traguardo appena un millesimo di secondo prima? Eppure, c’è anche l’altra faccia della medaglia: quel quarto posto può diventare scintilla, spinta, rinascita. Perché a volte è proprio da lì, da una sconfitta bruciante, che nasce la determinazione di un futuro campione.

In questi giorni è arrivato nelle librerie Quarti di gloria, storie a un passo dal podio (ed. Lab DFG, € 18,90) scritto a quattro mani da Gerardo De Vivo e dalla ‘nostra’ Serena Sartini, nostra perché è una delle collaboratrici più vicine a Sport24h, raccontando di tennis, la sua grande passione.

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Il libro racconta sedici storie di atleti che, arrivati a un passo dal podio, hanno trasformato un insuccesso in forza, orgoglio e rivincita. Un tributo a quei piazzamenti che il Presidente della Repubblica e il Presidente del Coni non hanno esitato a celebrare come simbolo di grandezza. Solo all’Olimpiade di Parigi 2024, l’Italia ne ha collezionati ben 20, primato in una singola edizione. Per la prima volta, quei “quarti posti” – spesso dimenticati – diventano protagonisti di un libro.

Da Ivano Camozzi, quarto ai Giochi olimpici invernali di Calgary 1988, a Nadia Battocletti, che a Parigi 2024 è stata per pochi istanti terza nei Cinquemila prima di tornare quarta per un ricorso accolto. Dai Mondiali di calcio del 1978, con l’Italia quarta in Argentina prima del trionfo del 1982 (ma vincitrice ‘morale’ con il bel successo sull’Argentina poi campione del mondo), a Vanessa Ferrari, due volte quarta alle Olimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016, prima dell’argento di Tokyo 2020, quando tutto sembrava ormai finito. E ancora: Federica Pellegrini, Tania Cagnotto, Novak Djokovic e tanti altri, a dimostrazione che per poter primeggiare bisogna prima saper ‘perdere’. Infatti senza scadere nel buonismo a tutti i costi, Quarti di gloria rappresenta la sintesi stessa dello sport e della vita, ambiti in cui successi e sconfitte si intrecciano ed alternano… basta saper attendere il proprio momento e continuare a lottare.

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