L’oro di Rachele Barbieri avvicina il ciclismo azzurro a Tokyo

Fantastico oro per Rachele Barbieri nello scratch al termine di una gara condotta con la sapienza di una veterana.

L’oro di Rachele Barbieri avvicina il ciclismo azzurro a Tokyo

Non accadeva da tempo (forse non è mai accaduto) che il primo titolo di un mondiale su pista fosse italiano. Sono cose che non si dimentica facilmente e soprattutto che riescono a polarizzare l’attenzione dei media in modo maggiore. La volata autoritaria, poderosa e agile di Rachele Barbieri nello scratch è di quelle che le vedi e rivedi per ore, senza stancarti.
La 20enne modenese ha sbancato, alla prima presenza nel mondiale assoluto: per la forza espressa, per gli occhi celesti e il viso da modella, per l’autorità con la quale ha corso: “La tattica prevedeva di non sprecare energie. Dovevo correre sulla belga D’Hoore – terza poi sul podio – fino a sei giri dalla fine e poi sull’olandese Wild, che è anche la mia compagna di squadra. La Wild è partita lunga ed ha pagato il lavoro fatto in precedenza. La britannica Barker è riuscita ad anticiparla. Sono riuscita poi ad uscire e a prendere la ruota della britannica e a nemmeno due metri dall’arrivo, ho battuto anche lei…”. Detta così sembra facile, ma non lo è stato. Ha destato meraviglia soprattutto la sfacciataggine con la quale Rachele ha saltato sempre i cambi nell’azione decisiva, quando le otto protagoniste del mondiale si sono avvantaggiate di un giro. Tutte le favorite, tutte a tirare, tranne lei.. nel miglior stile di un cacciatore di classiche che corre senza squadra.. “fate voi, perché io qui sono per caso..”.

Ed invece, quando a due giri dalla fine, si sono schierate per la volata, Rachele ha preso la ruota migliore, navigando sempre in terza posizione. E’ uscita nei 50 metri finali, lasciando tutte di sasso: “Sono felicissima, sono entusiasta ma ancora non ho realizzato bene cosa sono riuscita a fare. Questa maglia è un punto di partenza e non di arrivo. È un risultato bellissimo, ma sarei stata felice, conoscendomi, anche se non fossi andata a podio perché consapevole di aver dato il massimo e di aver fatto del mio meglio. Però è arrivato l’oro e oggi voglio vivere questa gioia. Eppure guardo sempre al futuro, e, come ogni atleta, anch’io ho un sogno: Tokyo2020…”.

 

E adesso? Potresti correre anche l’americana? “Questa è una gara che sento particolarmente mia. Ho già corso con Maria Giulia Confalonieri e c’è armonia. Mi spiacerebbe se non dovessi essere la titolare, anche se qualsiasi decisione presa dal CT sarà rispettata. Probabilmente, dopo questo oro, la motivazione di correre il madison per la prima volta ad un mondiale è veramente forte. Ci spero tanto!”.

Certo non sarà facile la scelta per Dino Salvoldi, tra Barbieri e Balsamo non sappiamo chi possa vantare maggiore quantità di talento: entrambe forti, entrambe molto giovani… Tokyo dopo ieri sembra molto più vicino.

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