Il momento dell’abbandono, per uno sportivo, non è mai cosa facile, soprattutto se ha alle spalle una carriera costellata di successi e fama. Il rischio di cadere nell’oblio, la paura dell’incerto, una vita che non sarà più la stessa, più delle volte convincono il campione che forse non è ancora arrivato il momento.
Gli appassionati di tennis ancora avranno negli occhi le immagini dell’ultimo ballo di Roger Federer. Tra gli amici giunti ad applaudirlo anche Rafa Nadal, l’avversario di sempre che nel tempo era diventato anche l’amico più caro. Proprio Nadal ieri, in una giornata amara per il tennis spagnolo, ha salutato tutti. Avrebbe potuto e dovuto chiudere molto prima, forse un anno fa, o magari proprio in occasione dell’addio dell’amico Roger. Una bella partita tra i due, come ai vecchi tempi, chi vince vince, tanto non importa, e poi abbracci e lacrime. Ha voluto, invece il maiorchino, allungare la cosa alle Olimpiadi di Parigi e poi alle final eight di Malaga. Ha sbagliato. Perché ha macchiato la sua straordinaria carriera con sconfitte che non meritava e non meritavano di vedere i suoi tanti tifosi, trasformando il suo addio in un piccolo dramma sportivo, con la sconfitta ai quarti.
E’ difficile trovare il modo di uscire di scena. Quando si è ancora sulla cresta dell’onda non appare il caso, ma sarebbe anche l’occasione migliore, lasciando un ricordo bello e vincente. Si potrebbe dire che vale lo stesso principio dell’attività finanziaria: si smette (o si vende, nel caso di azioni) un attimo dopo di quando si sarebbe dovuto.
Prendete Tyson e la sua ridicola messa in scena, neanche una settimana fa, contro lo youtuber Jake Paul. Una farsa che non fa bene al pugilato e rende ancora più grottesca l’avventura sportiva di un personaggio che pur non avendo avuto la grandezza, nel proprio sport, di un Nadal ha comunque caratterizzato un’epoca.
Bisogna avere stile, anche nell’uscire di scena.

