Red Bull Soapbox Race: quando lo sport è “cool”

La Red Bull Soapbox Race che si terrà il 28 settembre a Torino è giunta alla terza edizione ma, ad essere sinceri, abbiamo la sensazione che questa straordinaria e affascinante corsa esista da sempre. Gli organizzatori annunciano che la corsa più folle del mondo, che vede i concorrenti sfidarsi con veicoli a propulsione umana, senza motore e senza carburante, progettati e realizzati da loro con i mezzi più disparati e le forme più divertenti, sia nata soltanto pochi anni fa.
Noi, invece, ci ricordiamo qualcosa di simile in un fortunato film della Disney, “Cool Running”: la storia della squadra Giamaicana di Bob che prese parte alle Olimpiadi invernali di Calgary nel 1988. La leggenda vuole che uno dei quattro partecipanti ad una delle imprese sportive più straordinaria della storia delle Olimpiadi si fosse formato proprio nella corsa di auto a spinta umana.
Non sappiamo se l’organizzazione della Red Bull Soapbox Race si sia ispirata o meno a Cool Running, fatto sta che ormai da tempo si ripete un rito per i bambini e gli appassionati di tutte le età riproponendo, come d’incanto, ogni anno, quel suggestivo e colorato clima di spensieratezza perfettamente raccontato nel film.
Per partecipare all’edizione 2014, che si svolgerà a Torino lungo i 500 metri di discesa che si snodano con partenza dal Monte dei Cappuccini e arrivo all’altezza di Corso Fiume bisogna iscriversi entro il13 giugno sul sito www.redbullsoapboxrace.it, scaricare il kit e inviare il proprio progetto entro la scadenza. Le regole sono ferree, per garantire la sicurezza e lo spettacolo. Tra queste le dimensioni massime consentite per i veicoli (larghezza 1,80 metri, lunghezza 3,00 metri, peso massimo a vuoto 100 Kg, altezza minima dal suolo 15 cm), la dotazione frenante (funzionanti che agiscano almeno su due ruote e indipendenti dallo sterzo), l’impianto acustico e altre diavolerie del genere.
Tutte le richieste (con progetti allegati) saranno valutate da una giuria che alla fine sceglierà i 65 partecipanti e le 10 riserve. I criteri sulla base dei quali la giuria deciderà sono svariati (originalità, genialità, simpatia, spirito d’inventiva, fantasia, assurdità..) e quasi nessuno di questi può richiamare in qualche modo allo sport o ad una pratica sportiva. Eppure… Non sappiamo se la Red Bull Soapbox Race si possa definire propriamente sport. Sappiamo però che molti autorevoli commentatori hanno identificato la fine dei talenti di calcio in Italia con la scomparsa delle interminabili partite per strada da bambini. Altri hanno individuato (a dire la verità senza tanto sforzo di originalità), nell’attività dei playground americani il segreto del successo nella pallacanestro NBA. Insomma i giochi di strada, da sempre, sono la base per lo sviluppo di quella dote propedeutica per ogni campione: la coordinazione.
E pensandoci bene, ci ritorna alla mente la data esatta di nascita di questa corsa. Quando noi, nella nostra giovinezza, ci dilettavamo con improbabili mezzi a ruote o rotelle, spinti giù in discesa: originalità, genialità, spirito d’inventiva e, alla fine, tanta fatica e divertimento. Se non è sport questo?

 

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