TennisRG, la stampa estera promuove Cobolli. L’Équipe: "Deve sognare in grande"

RG, la stampa estera promuove Cobolli. L’Équipe: “Deve sognare in grande”

Cobolli
Il sorriso di Cobolli ha incantato Parigi

La sconfitta di Flavio Cobolli al Roland Garros contro Alexander Zverev non suona come una disfatta ma come un punto di partenza per una carriera che potrebbe assumere fino a pochi giorni fa aspetti insperati. E’ questa la sintesi dei commenti della stampa estera dopo i cinque set e le oltre quattro ore di gioco che hanno consegnato la Coppa del Moschettieri al tedesco. Cobolli, alla prima finale Major, esce da Parigi con un giudizio quasi unanime: non ancora pronto per vincere, ma ormai dentro un’altra dimensione.

La lettura più netta arriva da L’Équipe, che dopo la partita dedica al romano un titolo esplicito: “Flavio Cobolli vuole sognare in grande dopo la sua prima finale Slam”. Il quotidiano francese sottolinea come l’azzurro non fosse atteso in finale all’inizio del torneo e come il percorso parigino possa diventare un trampolino per il futuro. A 24 anni il tempo per lavorare e tornare a giocarsi una finale Major c’è.

In lingua inglese, The Guardian insiste soprattutto sul carattere espresso durante la partita. Cobolli viene descritto come un giocatore travolto nel finale, ma anche come “fantastic player” con ancora margini di crescita. È un giudizio significativo, perché arriva dopo un quinto set in cui l’italiano ha pagato fisico, pressione e qualche scelta sbagliata nei momenti chiave. Non una bocciatura ma la fotografia di un talento entrato in un territorio nuovo, quello delle partite che cambiano una carriera.

Anche Reuters parla di un Cobolli “gutsy”, combattivo, capace di portare Zverev al quinto set prima di cedere. L’agenzia evidenzia la rimonta nel quarto parziale e il diritto vincente con cui l’azzurro ha forzato il set decisivo, ma anche il rimpianto per l’occasione sfumata: riportare il titolo maschile del Roland Garros in Italia cinquant’anni dopo Adriano Panatta.

Dal fronte spagnolo, Mundo Deportivo legge la finale come una “montagna russa” emotiva. Il quotidiano catalano parla di una partita condizionata dalla pressione sentita da entrambi e sottolinea due aspetti: Cobolli è stato capace di rientrare più volte nel match, ma nei momenti decisivi ha mostrato ansia e difficoltà a concretizzare. Il giudizio tecnico è severo ma non demolitorio: l’italiano ha avuto chance, le ha create, però non sempre ha saputo trasformarle.

As insiste invece sul quarto set, quello che ha cambiato il livello della finale. Nel live del quotidiano spagnolo Cobolli viene raccontato come un giocatore capace di alzare la qualità del gioco “in maniera impressionante”, spingendo con la destra e mettendo Zverev in difficoltà. Il dato più interessante è il giudizio a caldo prima del quinto set: per As, Cobolli aveva ancora molte opzioni e sembrava persino più intero fisicamente del tedesco. Poi l’esperienza di Zverev ha pesato.

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