Riccardo Mori e Carol Zenga conquistano Inferno City

Ben 1.500 partecipanti alla storica corsa a ostacoli all’Idroscalo di Milano. Prossimo appuntamento del circuito il 5 e 6 ottobre a Figline Valdarno (Fi) con Inferno Mud.

Riccardo Mori e Carol Zenga conquistano Inferno City

Neppure la pioggia ha fermato la contagiosa energia dei 1.500 appassionati obstacle runner che hanno sfidato i propri limiti a Inferno City, la diabolica corsa a ostacoli organizzata da Andromeda Sport sbarcata all’Idroscalo di Milano. La prima water edition italiana non poteva che essere bagnata, con l’acqua protagonista assoluta della manifestazione: tratti da percorrere a nuoto, con l’immancabile tuffo dal ponte, insieme ai tradizionali muri da scavalcare, corde da risalire, pesi da trasportare e strutture da superare in sospensione, anche in acqua, appendendosi a prese di ogni tipo.

A vincere la seconda tappa del circuito Inferno Run, tra gli uomini, il 22enne Riccardo Mori (Inferno Team) di Chiavari (Ge) con il tempo di 42’41’’, seguito da Raffaele Depedri (Force Run Army) in 42’49’’ e Alessandro Coletta (Team Warrior Race Italia) in 43’30’. Tra le donne, gradino più alto del podio per la 24enne di Venaria (To) Carol Zenga (Inferno Team), campionessa italiana in carica, con il tempo di 1h26’41’’, seguita da Rebecca Cardinali (Accademia Genovali) in 2h02’23’’ e Monica Isabello (Team Warrior Race Italia) in 1h05’21’’. Per le squadre, la classifica ha visto affermarsi rispettivamente Inferno Team, Team Warrior Race Italia e White Donkeys OCR Team.

I due giovani vincitori del Team Inferno sono stati i più veloci a varcare la finish line difendendo tutti e tre i braccialetti, previsti dal regolamento, dopo 8 km di corsa disseminati di 25 ostacoli, naturali e artificiali, dai nomi danteschi, da Conte Ugolino a Lucifero. Per gli atleti competitivi Inferno City è, infatti, tappa del Campionato Italiano OCR, qualificante agli Europei e Mondiali e valida per il Campionato Regionale Lombardia della Federazione Italiana OCR. Tantissimi anche i non competitivi che, nonostante le condizioni meteo, hanno scelto di condividere questa nuova esperienza sportiva mettendo alla prova i propri limiti e contando sul reciproco aiuto.

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