Cronache di #Rio2016: il tiro a volo salva il bilancio

Tre medaglie d'oro nello spazio di 24 ore: tiro a volo e nuoto riportano l'Italia all'ottavo posto del medagliere.

Cronache di #Rio2016: il tiro a volo salva il bilancio

Due giorni di medaglie, per lo sport italiano. Due giorni che riportano il nostro paese all’ottavo posto del medagliere.

Due giorni in nome della famiglia… verrebbe da dire, essendo questa la costante delle dichiarazioni di ogni protagonista azzurro che ha vinto una medaglia.

Cominciamo dal Tiro a Volo, che saluta #Rio2016 con una “manita”: 5 medaglie, tre ori e due argenti, per il bottino sicuramente più cospicuo di ogni Federazione. La coda, diversamente del solito, del Torneo Olimpico in questo caso ha regalato le soddisfazioni maggiori.

Impresa storica di Diana Bacosi e Chiara Cainero alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Oro per la prima, argento per la seconda. Mai nessuno prima di loro era riuscito a fare tanto. Le due azzurre hanno siglato il miglior podio della storia del tiro a volo azzurro ai Giochi e riportando l’Italia al primo posto del medagliere olimpico del tiro a volo mondiale. Diana Bacosi, trentatreenne nata a Città della Pieve e residente a Cetona (SI) ha dichiarato alla fine: “L’ho fatto per mio figlio.. Sono mamma, moglie, figlia… Orgogliosa di essere donna.” Eppoi: Mi ero detto che, in caso di vittoria, avrei voluto correre come fece Andrea (Benelli, ndr) ad Atene. Invece ho guardato il tabellone e mi sono impietrita. Non mi riuscivo a muovere tanta era la gioia. E’ una emozione indescrivibile, arrivata alla fine di un percorso duro. Allenamenti, sacrifici e tanta dedizione. Essere li con Chiara (Cainero, ndr) è stato anche più bello. Non è la prima volta che ci affrontiamo in una finale. In pedana siamo avversarie, ma ci legano amicizia e stima reciproca. Su quel podio siamo salite come donne, come mogli, come figlie e come mamme. Per questo la medaglia la voglio dedicare a mio Figlio Mattia, a mio marito, a mio padre, a mia madre, a mia sorella ed ad tutti i miei amici che hanno fatto il tifo per me supportandomi in ogni momento…”. Soddisfazione anche per Chiara Cainero “Sono felicissima. Davvero felicissima. Sia per me che per lei. Prima del medal match le ho detto che comunque fosse andata sarebbe stato bellissimo e così è stato. Per me questo argento vale oro e stasera festeggeremo a Casa Italia con la insieme a tutta la mia famiglia”. 

Rossetti, #Rio2016Neanche il tempo di festeggiare che, a meno di 24 ore, arriva anche l’oro nello Skeet di  Gabriele Rossetti. Il ventunenne toscano è riuscito in una impresa che, dopo il 71 su 75 di ieri sembrava impossibile, centrare la finale e salire sul gradino più alto del podio. Il giovane poliziotto di Ponte Buggianese oggi è stato perfetto. Doveva fare 50 su 50 per poter sperare di rientrare tra i migliori sei e lo ha fatto. Con il totale di 121 su 125 si è trovato a spareggiare con altri quattro tiratori per due posti nella finale. Uno spareggio difficile anche perché si è trovato davanti come avversari gli amici francesi Anthony Terras ed Eric Delaunai, entrambi allenati dal padre Bruno, medaglia di bronzo nella stessa specialità a Barcellona 1992. “Non ho sparato contro di loro, ma per me – ha dichiarato Gabriele – Mi è dispiaciuto per loro. Anthony è stato uno dei miei punti di riferimento e quando ha sbagliato sono stato male. Però il mio obiettivo era la finale e non ho perso la concentrazione”.

Si chiudono con una medaglia di bronzo, vinta nel quattro senza senior maschile, i Giochi del’Italia del canottaggio che riporta a casa dopo dodici anni un alloro olimpico in questa specialità che si va ad aggiungere alla medaglia di bronzo vinta dal due senza senior di Giovanni Abagnale e Marco Di Costanzo.

Domenico Montrone, Matteo Castaldo, Matteo Lodo, Giuseppe Vicino hanno raddrizzato le sorti del canottaggio azzurro, anche se bisogna capire se valgono di più i due terzi posti di questa stagione o l’argento di quattro anni fa. In base alla lettura che si darà, con calma, di questa avventura brasiliana, si potrà capire se il lavoro di La Mura ha dato gli effetti sperati.

Quello che è certo, però, è che il canottaggio torna ad essere la specialità preferita per i ragazzi del Sud. Anche i componenti del quattro senza, infatti, arrivano dalla Campania e Sud del Lazio, ognuno con una storia da raccontare, ognuno con un colorato ricordo della propria vita. Emblematica, in questo senso, la storia del capovoga, Giuseppe Vicino, 23 anni: “Mio padre è disoccupato da quattro anni. E’ un ex portuale e non trova lavoro… tutto quello che faccio io nello sport è per cercare di mantenere la famiglia, di aiutarla a tirare avanti.. in casa siamo in sette; metà dello stipendio da Finanziere è per lui.”

Se il bilancio del Tiro a volo è sicuramente positivo e quello del canottaggio ancora tutto da decifrare, ancora meno facile poter stilarne uno per il nuoto azzurro, che questa notte ha festeggiato l’oro di Paltrinieri e il bronzo di Detti (alla sua seconda medaglia).

Rio de Janeiro, 13 agosto 2016Gregorio è sicuramente la stella certa del nostro firmamento sportivo, in grado di mantenere fede alle aspettative e di vincere sia alle Olimpiadi che ai Mondiali che agli Europei. Non ci sono dubbi sulla sua superiorità e l’unico dispiacere, se dobbiamo trovarlo, è che sia imbattibile in una specialità che non permette “utilizzi multipli”. Insomma la sua splendida vittoria non è riproducibile anche in altre discipline, pertanto resta l’unica, per ora, del nuoto azzurro.

Una menzione, infine, doverosa, per un grande che a 36 anni si permette il lusso di mettere al collo l’ennesima medaglia d’oro. Accade ancora nel ciclismo, che appare terra di conquista per omaggiare grandi campioni sul viale del tramonto. Infatti dopo Fabian Cancellara, oro nella cronometro, l’altro ieri è giunto anche l’oro di sir. Bradley Wiggins, che ha trascinato il quartetto dell’inseguimento. Wiggo ha annunciato da tempo di voler lasciare le corse non prima, però, di “vincere un’altra medaglia d’oro nell’inseguimento”. Affermazione fatta dopo la delusione della Roubaix, che aveva affrontato come il tributo che si deve alla storia_leggenda di questo sport. Per chi non mastica ciclismo quotidianamente, Wiggins forse ricorda solo il successo al Tour. Una vittoria che basta a vivere di rendita per se e per i propri figli. Non sa, forse, che questo splendido atleta, amante della musica, mods nei gusti e nella filosofia di vita, veniva da una ricca sequela di successi in pista. Poi, attorno ai 30, aveva deciso di provarsi anche su strada. Tour, campionati del mondo a cronometro, Olimpiadi. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere, ha deciso di tornare sulla pista e venerdì ha trascinato il quartetto ad un nuovo record del mondo e alla medaglia d’oro. Diventando, al contempo, l’atleta britannico più medagliato alle Olimpiadi di sempre. Well done Wiggo!

Medagliere ottava giornata #Rio2016

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