Cronache di #Rio2016, 5° giorno: Innocenti la nota più bella

Nonostante le due medaglie d'argento, la giornata di ieri non è stata trionfale per gli azzurri, con le delusioni della scherma, del nuoto e del pugilato.

Cronache di #Rio2016, 5° giorno: Innocenti la nota più bella

In un’altra Olimpiade, la giornata di ieri, la quinta di gara, sarebbe stata salutata come fausta: due medaglie d’argento muovono il medagliere e danno fiducia. Ma è veramente difficile essere contenti per gli argenti di Elisa Di Francisca e Marco Innocenti. Difficile essere contenti soprattutto per lo spettacolo a cui abbiamo assistito dopo diverse, clamorose, sconfitte.
Di FranciscaLa scherma italiana, solitamente riserva privilegiata di successi, ieri non ha brillato. Dopo 20 anni di dominio assoluto, il fioretto femminile non porta a casa una medaglia d’oro. Prima o poi doveva succedere, ma si sperava non in questa maniera. La campionessa olimpica uscente si è conquistata, non senza soffrire, il diritto di difendere il titolo. Ha perso, a notte inoltrata in Italia, contro la russa Inna Deriglazova un duello nel quale non è mai sembrata in grado di condurre. Il patatrac della scherma azzurra si era già consumato, però. Con l’uscita di scena, carico di polemiche, di Arianna Errigo, n. 1 del ranking internazionale e sulla quale si concentravano fondate speranze di medaglia. Invece l’azzurra perdeva agli ottavi contro la canadese Eleanor Harvey per poi lasciarsi andare ad uno sfogo sinceramente disarmante. “La Federazione mi ha lasciato sola” ha detto, riferendosi al suo tecnico,Giulio Tomassini che, a suo dire, ad inizio anno ha cominciato ad affiancare la Trillini nella preparazione della Di Francisca. La risposta del tecnico è lapidaria: “Scuse per giustificare la sconfitta…”. Quello che emerge, però, è un ambiente scosso da invidie e gelosie, dove la competizione è vissuta in modo distruttivo e non come stimolo per migliorare. Un ambiente che evidentemente, uscita di scena la Vezzali, capace con il suo carattere e carisma di mettere tutti a tacere (comunque in una lotta fratricida che ha lasciato sul campo diverse altre atlete), ha avuto difficoltà a trovare un’atleta di riferimento in grado di imporre (purtroppo questo ci sembra il termine più adatto) una gerarchia in grado di far funzionare le cose. Un ambiente, soprattutto, dove c’è bisogno dei successi per funzionare e quando questi mancano, come a queste Olimpiadi, rischia di essere percorso da guerra tra bande che rischiano di compromettere anni di lavoro.

Le brutte notizie per la scherma, però, non fermano al fioretto femminile e coinvolgono anche la sciabola maschile, sulla quale però ad onor del vero si era dato troppa speranza di risultato. Aldo Montano, complice anche un recente infortunio, non è stato in grado di portare indietro le lancette del tempo di 12 anni. E’ uscito mestamente agli ottavi, ma sinceramente a 37 anni era difficile chiedere qualcosa di più.

Cosa che invece è riuscita ad un grande del ciclismo e dello sport mondiale: Fabian Cancellara. La Locomotiva di Berna ha cancellato gli anni e gli avversari lungo l’insidioso percorso di Grumari, nella prova a cronometro che ha chiuso le gare su strada di ciclismo. Ha vinto un oro olimpico nella sua ultima stagione, prima di appendere la bici al chiodo, come ha annunciato all’inizio dell’anno. Quest’anno aveva provato a portarsi a casa il suo quarto Giro delle Fiandre, la classifica forse più bella, sicuramente quella che Fabian ama di più. Gli ha tolto la soddisfazione della vittoria Peter Sagan, relegandolo al secondo posto e ad un’uscita di scena mesta, per un campione della sua portata. Deve essere stato allora che Fabian ha pensato a questa crono e a un titolo olimpico che aveva già vinto nel 2008 a Pechino. Si è presentato alla prova su strada in silenzio. Per tutti solo per onorare la sua lunga carriera e i colori rossocrociati. Per lui per preparare la crono, che ha vinto con una facilità disarmante. A 35 anni coglie la vittoria forse più inattesa e, dato il valore della stessa, più bella. Chapeau!

Per restare in tema di eterni-grandi campioni, non possiamo ricordare il più grande ginnasta della storia:  Kohei Uchimura che si porta a casa il secondo oro olimpico consecutivo nell’All Around, specialità nella quale domina a livello mondiale ininterrottamente dal 2009. Per lui, con la medaglia di ieri, il bottino totale di vittorie, tra olimpiadi e mondiali, è di 27, sette olimpiche e 19 mondiali. “E’ stata una gara dura – ha detto il campione giapponese al termine di una competizione nella quale, per la prima volta da quando è diventato “l’Imperatore” si è trovato a dover rincorrere il giovane Oleg Verniaiev – ma ho pensato solo a confermare il titolo.” C’è chi assicura cheKohei non ha ancora intenzione di passare la mano e provare… l’impossibile: arrivare fino alle Olimpiadi di Tokyo. Magari da imbattuto, come negli ultimi 8 anni.

Solo il tempo per ricordare che proprio nella cronometro l’Italia del pedale ha preso coscienza di possedere una grande atleta (Elisa Longo Borghini) capace di vincere un bronzo su strada e di terminare 5° nella prova contro il tempo, per tornare alle dolenti note della 5^ giornata delle Olimpiadi.

Quella sicuramente più cocente riguarda Clemente Russo, uscito di scena ai quarti battuto dal russo Evgenij Tiščenko. Sconfitta contestata dallo staff azzurro ma che non può nascondere le difficoltà che hanno accompagnato Tatanka durante tutto questo torneo. Già dai primi incontri era difficile credere che potesse arrivare fino all’oro, obiettivo dichiarato alla vigilia dei Giochi. La coda polemica, con i giudici prima e Patrizio Oliva, poi, mostra un clima teso anche nel pugilato italiano che rischia di non ripetere gli ottimi risultati di 4 anni fa a Londra.

Per restare tra le brutte notizie, non possiamo fare a meno di ricordare la mesta uscita di scena di Federica Pellegrini, che non riesce ad andare a medaglia neanche nella staffetta. Per la portabandiera un’Olimpiade da dimenticare (la seconda dopo Londra). Il rischio, da quello che si sta vedendo in queste ore, è che in questa debacle rischia di cadere tutto il nuoto azzurro, ancora lontano dagli acuti attesi, a parte il bronzo di Detti.

La vera, forse unica, bella notizia della giornata di ieri riguarda l’argento di Marco Innocenti, che conquista un’inattesa medaglia d’argento nel double trap. “Adesso stacco, troppo stress”, ha detto il 37enne pratese che in finale ha perso da Fehaid Aldeehani, presente a Rio sotto la bandiera dei 5 cerchi. In realtà la presenza di Fehaid è di quelle che fanno discutere. Nei mesi scorsi il CIO ha escluso dalla grande famiglia sportiva il comitato olimpico del Kuwait per ingerenze politiche. Decisione saggia e ispirata ai più nobili principi (anche se siamo convinti ingerenze politiche nei comitati nazionali ve ne siano molte di più di quelle denunciate) ma che avrebbe dovuto avere come logica conseguenza l’esclusione anche degli atleti. Fehaid inoltre è l’unico atleta kuwaitiano ad aver vinto una medaglia olimpica e quella di ieri è la prima d’oro per l’Emirato. Insomma, ci chiediamo, quando il CIO ha escluso il Comitato Olimpico di quel paese, chi voleva colpire?

Medagliere Rio 2016
Paese
 1
Stati Uniti
11111032
 2
Cina
105823
 3
Giappone
611118
 4
Australia
52512
 5
Ungheria
5117
 6
Russia
47415
 7
Corea del Sud
4239
 8
Italia
36211
 9
Gran Bretagna
33612
 10
Francia
2316

Medagliere 2012 (dopo 5 giorni)
medagliere 2012

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