Diciamocelo sinceramente. L’argento di Rossella Fiamingo, aldilà delle parole di circostanza, aveva lasciato un po’ di amaro in bocca. La catanese campionessa del mondo in carica, star del gossip sportivo per il suo fidanzamento con il nuotatore Luca Dotto (Repubblica è riuscita anche a sbagliare foto sul giornale di ieri) ha commesso, nella finale di sabato, il più classico degli errori: ha pensato di aver già vinto. Così da una possibile medaglia d’oro siamo passati ad argento raccontato, per la logica della comunicazione istituzionale, come un successo.

FiamingoA distanza di 24 ore, e dopo aver metabolizzato anche l’esclusione di Avola, arriva l’oro di Daniele Garozzo, 24 anni di Acireale (compie gli anni il 4 agosto, lo stesso giorno di Obama), che non ha tremato in finale contro lo statunitense Alexander Massialas, numero 1 del ranking, secondo ai Mondiali di Mosca 2015 e protagonista della beffa più atroce per noi ai quarti di finale, quando ha rimontato Avola da 14-8 a 15-14. Sembrava, ad onor del vero, che la cosa gli potesse riuscire anche in finale. Per fortuna (e bravura) Garozzo non ha permesso all’avversario di trovare coraggio e determinazione nei momenti decisivi della gara.

Questo il profilo che il CONI ha dedicato al nuovo campione olimpico: “Dopo una fruttuosa carriera nella nazionali giovanili, con affermazioni continentali e mondiali, ha raccolto risultati di prestigio anche nella rappresentativa maggiore, come l’argento individuale agli Europei e l’oro iridato a squadre. Con quest’ultimo risultato, infatti, si è garantito la prima presenza olimpica in carriera, con l’obiettivo, non di poco conto, di difendere il titolo che l’Italia conserva da Atene 2004.”