Cronache di #Rio2016: (beach)volley e pallanuoto ci fanno sorridere

A due giorni dal termine delle Olimpiadi di Rio beach volley, volley e pallanuoto portano il medagliere a 26, a - 2 da quanto realizzato a Londra.

Cronache di #Rio2016: (beach)volley e pallanuoto ci fanno sorridere

Mancano due giorni alla conclusione delle Olimpiadi ma è ancora presto per stilare un bilancio complessivo. Lo faremo a “bocce ferme”, partendo (non potrebbe essere altrimenti) da quanto accaduto 4 anni fa a Londra. Nel frattempo, però, non si può fare a meno di notare i commenti entusiastici che stanno accompagnando questi ultimi giorni di #Rio2016. Perché, visto che nel computo del medagliere siamo ancora dietro rispetto alle 28 medaglie di Londra, risultato che alla fine non ci entusiasmò più di tanto?

Proviamo a dare una risposta partendo dalle ultime recenti medaglie conquistare: l’argento del beach volley e pallanuoto femminile e quello sicuro della pallavolo maschile (ma potrebbe essere di metallo più pregiato).

Lupo Nicolai, #Rio2016Daniele Lupo e Paolo Nicolai si fermano ad un passo dal sogno. Perdono in finale contro il Brasile due set a zero. Difficile chiedere di più alla coppia azzurra partita in sordina e sicuramente non inserita nel lotto delle favorite. Il cammino, durante tutto il torneo, di questi due ragazzi è di quelli che contribuiscono a creare la leggenda. Perdono nelle qualificazioni due volte, contro la coppia messicana e quella statunitense. Rientrano nel tabellone principale come “lucky loser”, che potremmo sintetizzare con la parola ripescati, oppure perdenti fortunati, che forse rende meglio l’idea. Schiantano i polacchi Kantor e Losiak 2-1. Poi è la volta dello scontro fratricida con gli italiani Ranghieri-Carambula. Il loro cammino è costellato di “tie break”. Non mostrano mai il dominio assoluto del campo, ma una dote che nello sport porta lontano: la capacità di rinascere in ogni momento. Non bisogna mai abbandonare prima che l’ultima palla non abbia toccato tessera. Così fanno Daniele e Paolo. Entrano nella storia dello sport italiano, come prima medaglia nel beach volley. Soprattutto nel cuore degli italiani, come aveva fatto qualche giorno prima Elia Viviani vincendo l’oro dopo essere caduto. Pur non guardando il medagliere, lo sport italiano si bea di questo finale di Olimpiade e guarda avanti. Daniele intanto si guadagna il diritto di portare la bandiera nella cerimonia conclusiva.

Avanti vuol dire pallanuoto femminile, in grado di arrivare lì dove non era lecito sperare all’inizio del torneo. Più in là sicuramente dei colleghi uomini, che si fermano in semifinale contro la Serbia. Arrivano in finale con una semplicità che appare disarmante e autorizza qualche speranza di oro. Ma gli USA si rivelano più forti. Forse le ragazze di coach Conti pagano l’emozione. Appaiono in bambolla, come i colleghi uomini nella semifinale contro la Serbia (6-0 fulminante). Non sono mai in partita. Tania Di Mario, presente anche nel trionfo di Atene, e le sue compagne mettono al collo una medaglia d’argento che però fa morale. Se anche gli uomini riuscissero a vincere un bronzo il bilancio della pallanuoto italiana sarebbe comunque ottimo.

volley maschile, #rio2016Il terzo motivo per sorridere lo regala la nazionale di pallavolo che schianta gli USA in una partita vissuta con il cuore in mano. Sotto nel primo set, recuperano e vincono a 30. Avanti nel secondo, si fanno recuperare e lo perdono. Con esso anche il terzo, buttato alle ortiche. Sotto anche nel quarto, a tre punti dalla sconfitta Zaytsev si inventa lo show. Battute a ripetizione e la profezia di coach Blengini che si avvera: “Forzate sempre la battuta… prima o poi la loro difesa pagherà..”. Ed infatti ad un passo dal tracollo lo Zar azzecca una sequenza di battute che manda fuori giri la ricezione USA. Sorpasso e set: 25 a 22. Il tie break, sulla scia di una convinzione ritrovata, è in discesa. Ci attende il Brasile in finale e probabilmente non se ne farà nulla. Ma un argento è sicuro. Sarebbe la 26 medaglia a due giorni dalla fine. Ancora due è il bottino di Londra è assicurato. Se poi dovesse arrivare l’oro, sarebbe addirittura migliorato.

Ecco perché l’Italia sportiva si è entusiasmata. Ma è ancora presto per stilare bilanci…

medagliere Rio2016

medagliere

 

Si è conclusa intanto la finale femminile del pentathlon moderno dei Giochi olimpici. In gara c’erano anche due azzure, la romana Claudia Cesarini e l’astigiana Alice Sotero. Il miglior piazzamento lo ha ottenuto Sotero, che all’esordio olimpico ha chiuso con un eccellente 8° posto con 1323 punti, secondo miglior risultato in assoluto di un’italiana ai Giochi olimpici dopo il 4° posto ottenuto da Claudia Corsini ad Atene 2004. Cesarini, invece, ha chiuso al 24° posto con 1260 punti, migliorando di una posizione il piazzamento ottenuto ai Giochi olimpici di Londra 2012.

Campionessa olimpica si è laureata l’australiana Chloe Esposito con 1372 punti. Medaglia d’argento per la francese Elodie Clouvel con 1356 punti, bronzo per la polacca Oktawia Nowacka con 1349 punti. Tutte e tre le pentatlete sul podio hanno vinto la prima medaglia femminile in assoluto per la loro nazione nel pentathlon moderno.

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