Rio 2016: the winner is… Grenada!

Se lo sport è uno dei riflessi più importanti della società globale e le Olimpiadi sono il massimo evento sportivo, ci deve essere un legame tra queste due realtà. Il medagliere aiuta a comprenderlo?

Rio 2016: the winner is… Grenada!

Provare ad interpretare il medagliere di un’Olimpiade è un esercizio divertente; culturalmente impegnativo. A meno che non si voglia leggere, come hanno fatto la maggior parte dei commentatori, seguendo la logica delle medaglie vinte: prima quelle d’oro e a seguire le altre. In tal caso è un’operazione banale.

Se lo sport è uno dei riflessi più importanti della società globale e le Olimpiadi sono il massimo evento sportivo, ci deve essere un legame tra queste due realtà. Il medagliere aiuta a comprenderlo?

rio 2016Sinceramente non sappiamo; non vogliamo, però, darlo per scontato, cosa che invece in molti fanno, a cominciare dal CONI, che ha considerato prioritaria la presenza, tra le prime 10 nazioni, dell’Italia.  Si ritiene, infatti, che il numero di medaglie vinte (indipendentemente dal colore) indica la capacità “sportiva” di un Paese. Se fosse vero, gli Usa dovrebbero essere il paese in cui lo sport si fa meglio, più seriamente e diffusamente. A seguire gli altri Paesi, secondo la logica, appunto, del medagliere.

A suffragio di questa “vulgata” si cita, direttamente e indirettamente, la lista dei 10 paesi con il PIL maggiore; che è straordinariamente sovrapponibile al medagliere. Inoltre un elemento evidente, anche per chi si occupa poco di sport e che però ha una leggera infarinatura di geografia, è che i Paesi in testa al medagliere sono anche quelli che hanno una maggior capacità demografica. Da questi due elementi (demografico ed economico) si deduce che i Paesi più ricchi e popolati sono quelli che vincono di più.

Ma è anche lo specchio della reale cultura sportiva in quegli stessi Paesi? Soprattutto: basta essere ai vertici del medagliere olimpico per essere considerato un modello da seguire, come molti commentatori hanno fatto con la Gran Bretagna?

Ci torneremo.

Lo confessiamo, ci piace giocare con i numeri e abbiamo pensato: quante medaglie ogni Nazione ha vinto “pro capite”? Pensiamo che si tratti di un’indicazione più interessante. Vale lo stesso discorso del reddito. Indicare il reddito complessivo di un paese non ha alcun senso. Indicare invece il reddito procapite aiuta a capire la reale condizione di vita delle persone. E’ un po’ la stessa cosa con le medaglie. Il numero assoluto non ha alcun  valore se non parametrato alla popolazione e al reddito. In altre parole: in un dato Paese, ogni quanti abitanti si vince una medaglia olimpica?

Abbiamo preso il medagliere e confrontato con la popolazione ufficiale al 2015. Poi ci siamo accorti che questo conteggio l’aveva già fatto, e meglio di noi, il sito http://www.medalspercapita.com/.

Ecco i primi paesi del medagliere secondo questa speciale classifica.

classifica procapite

Il paese in cui si vince il maggior numero di medaglie per abitante è Grenada!! Si proprio il piccolo stato caraibico. Grazie all’argento di Kirani James negli 800 la media è di 106.000 abitanti per medaglia. Questo significa che se Granada avesse gli abitanti degli Stati Uniti, quel sistema sportivo sarebbe in grado, teoricamente, di vincere circa 2800 medaglie alle Olimpiadi (impossibile!).

Per comprendere come il fattore demografico influisca sulla classifica finale del medagliere basta scorrere questa speciale classifica. Scopriremo che gli USA, in testa nel medagliere classico, vincono una medaglia ogni 2,6 milioni di abitanti e sono al 43° posto, dietro anche all’Italia (1 medaglia ogni 2,1 milioni di abitanti). Italia che, per inciso, si troverebbe al 36° posto, subito dietro la Germania ma avanti a paesi come gli stessi USA, Cina, Russia.

C’è ancora qualcuno, alla luce di questo medagliere rovesciato, che ha il coraggio di affermare che negli States lo sport si fa meglio e di più?

Se confrontiamo le medaglie conquistate, poi, con il prodotto interno lordo, allora scopriamo qualcosa di ancora più interessante. Sempre http://www.medalspercapita.com/ ha fatto questo lavoro per noi. Ecco il risultato:

 

medaglie pil

Come si può vedere, tra i primi Paesi non ce n’è uno dei così detti “G” (8/10/12/20). Anche in questo caso per comprendere il significato della classifica vale la pena descriverla meglio. In base ad un sistema di “valore” delle medaglie, proposto dal New York Times, è stato dato un punteggio diverso a medaglie d’oro, argento e bronzo e poi sommati i valori per le medaglie vinte. Il punteggio finale è stato utilizzato come divisore per il Prodotto Interno Lordo di ogni singola Nazione.

Ne è venuto fuori un valore che indica quanti soldi un sistema paese ha impiegato (direttamente e, soprattutto, indirettamente) per vincere quelle medaglie. Anche in questo caso Grenada ha speso meno soldi per la loro singola medaglia degli USA.

Il fatto che nelle prime 10 nazioni di questa classifica ci siano paesi con un PIL basso lascia intendere che la ricchezza è un valore indipendente rispetto ai successi sportivi. Se sei fortunato ti ritrovi tra le mani un Bolt o un Phelps, indipendentemente da quanti soldi il tuo paese investe nello sport.

Se consideriamo solo i Paesi che hanno un’economia “strutturata”, i primi che incontriamo sono Ungheria, Serbia, Nuova Zelanda, Russia.

Da questi elementi, quindi, possiamo iniziare a trarre qualche importante conclusione.

La prima è che se prendiamo come valido il medagliere ufficiale delle Olimpiadi, questo è fortemente condizionato dalla capacità demografica del paese. Cina, Usa, Russia, indipendentemente da come insegnano e praticano sport, sono tra i paesi più popolosi del mondo, è logico che vincano un numero maggiore di medaglie. Il caso dell’India, ultimo nella classifica delle medaglie vinte (1 ogni 600 milioni di abitanti) ci rivela che questo rapporto non è biunivoco. Il che vuol dire: tutti i Paesi che hanno vinto tante medaglie hanno una popolazione numerosa ma non tutti i Paesi con una popolazione numerosa hanno vinto tante medaglie.

Scopriamo, poi, che la ricchezza di un Paese non è direttamente collegata ai successi.

Tutto questo ci permette di affermare, con una certa sicurezza, che essere tra i primi dieci paesi del medagliere o meno non vuol dire assolutamente nulla, se non rigiriamo il medagliere comparandolo con grandezze diverse, come la propria popolazione, il PIL e (ma non l’abbiamo fatto), il reddito procapite.

Quali sistemi, quindi, dobbiamo prendere ad esempio, per cercare di aumentare la pratica sportiva in Italia? (continua)

LE ALTRE PUNTATE
2 – Il sistema sportivo coreano
3 – Il confronto tra il sistema sportivo Australiano e quello della Gran Bretagna

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