
Didier Raboutou e Robyn Erbesfield saranno ad Arco dal 2 al 4 ottobre, ospiti del Rock Master. La manifestazione trentina compie quarant’anni e ha richiamato sei campioni del passato a riscalare le pareti del Climbing Stadium. Loro due arrivano insieme, marito e moglie dal 1993, vincitori dello stesso trofeo in due anni diversi.
Didier si è imposto nel 1989, quando le gare di arrampicata sul Garda contavano tre edizioni appena e la manifestazione portava ancora il nome di Sport Roccia. Robyn ha vinto nel 1994, dentro una serie che le ha consegnato quattro Coppe del Mondo Lead di fila fra il 1992 e il 1995, più il mondiale. Sono i due nomi che l’albo d’oro di Arco tiene a poche righe di distanza.
Poi è arrivata lei, Brooke, che ha battuto l’austriaca Jessica Pilz nella finale del Duello Lead, trentasei anni dopo il padre e trentuno dopo la madre. Nessun’altra famiglia compare tre volte in quell’elenco.
Brooke era già entrata nella storia della disciplina qualche mese prima, a un quarto d’ora di macchina da Arco. A Drena ha salito Excalibur, prima donna a chiudere un 9b+. La via l’aveva liberata Stefano Ghisolfi cinque anni prima, ed è la più corta fra quelle accreditate a quel grado nel mondo. A Parigi 2024 aveva vinto l’argento olimpico dietro Janja Garnbret.
Erbesfield non ha smesso di lavorare sulle pareti dopo il ritiro. A Boulder, in Colorado, allena il Team ABC, da cui sono usciti Colin Duffy, Margo Hayes e Natalia Grossman. Il figlio Shawn arrampica da professionista nel boulder.
Domenica 4 alle dieci saranno Didier e Robyn a chiudere il ciclo dei Climbin’ Espresso, l’appuntamento che venerdì apre Lynn Hill e sabato prosegue con Yuji Hirayama. Sul palco del Legacy Talk, a mezzogiorno, ci sarà anche Adam Ondra.
Ad Arco, in casa Raboutou, si vince da trentasette anni.

