Rock Master, Lead nel segno di Amma, bene Vettorata

Rock Master, Lead nel segno di Amma, bene Vettorata
Rock Master Vettorata

Francesco Vettorata con il presidente della FASI Ariano Amici subito dopo la premiazione (federclimb.it)

Grande spettacolo nella giornata di sabato ad Arco di Trento per il tradizionale Rock Master, la “Wimbledon dell’arrampicata sportiva” come gli stessi organizzatori amano definire una manifestazione che richiama ogni anno nella cittadina trentina migliaia di spettatori e i migliori climbers in circolazione.
Nelle qualificazioni della Speed, valida come prova di Coppa del Mondo, il ceco Hroza Libor ha stabilito il nuovo record del mondo, salendo il muro di 15 metri nello stupefacente tempo di 5.76”. Nella categoria femminile vince la russa Mariia Krasavina con un tempo di 8.05”. Ad accedere alla fase successiva della competizione sono i primi sedici atleti per ogni categoria, tra i quali ricordiamo il Alessandro Santoni (già campione del Mondo Jrs) e il piemontese Stefano Gontero, vincitore della prova dello scorso anno e quest’anno presente ai Giochi Olimpici giovanili di Nanchino nello Sport Lab, rispettivamente settimo e tredicesimo. Oggi le finali, mentre sabato sera si sono assegnati i titoli del Rock Master Lead.
Una finale mozzafiato, che ha fatto davvero sognare il pubblico accorso numeroso al Climbing Stadium, ha visto protagonista uno straordinario Francesco Vettorata. Il ventiduenne atleta vicentino, dopo essersi garantito l’accesso alla fase finale entrando nei primi quattro dell’Open, ha dimostrato tutta la sua determinazione combattendo testa a testa con i più forti climber del mondo. Per l’azzurro un secondo posto dietro il giapponese Sachi Amma, n. 1 del ranking mondiale, che fa ben sperare per le prossime prova di Coppa del Mondo (ricordiamo che il Rock Master non fa parte del challenge IFSC) e dei Mondiali imminenti a Gijon, in Spagna.
Dietro entrambi, sul terzo gradino del podio, staccato di appena una presa è giunto il canadese Sean McColl che, come nel suo stile, ha affrontato la via a ritmo vertiginoso, con un unico riposo prima dell’inizio del tratto orizzontale, proprio in corrispondenza del grande volume sferico che ha messo tutti in difficoltà.
Sachi Amma, quindi, è il re della serata: dopo essere salito con scioltezza ha fatto sognare il folto pubblico – presente nonostante la pioggia – di vederlo toccare il top mentre, appeso in pieno soffitto,  chiedeva a grandi gesti maggior tifo per tentare la rimonta del grande tetto. Tuttavia anche il giapponese si è arenato sullo scoglio della quart’ultima presa, la stessa dove anche Francesco Vettorata è caduto. La vicinanza tra i due ha richiesto qualche minuto in più ai giudici per verificare davvero l’effettiva parità, e assegnare infine la vittoria al giapponese in virtù della sua miglior prestazione in semifinale. Una vittoria che pone sulla stagione di Sachi un ulteriore sigillo dopo la recente candidatura a La Sportiva Competition Award degli Arco Rock Legends. Un po’ di delusione invece per la prova di Kilian Fishuber, un atleta al quale negli ultimi anni ad Arco è sfuggito sempre il gradino più alto del podio.
Tra le donne, ancor più ravvicinate le prove delle prime tre classificate, tutte cadute alla stessa presa: le prime due, Magdalena Röck e Mina Markovic, sono riuscite a impostare il movimento successivo portandosi in vantaggio sulla terza classificata, la francese Hélène Janicot. Vince l’atleta austriaca Röck per la miglior prova offerta durante la semifinale e la Markovic vede così sfumare il sogno di bissare il successo dello scorso anno. Piuttosto distanziate le altre concorrenti, tra cui ricordiamo la giovanissima Claudia Ghisolfi che con un’ottima prova conquista il sesto posto, confermando di essere una delle atlete più solide nel panorama dell’arrampicata italiana.
La sera prima, il 29, il Rock Master ha assegnato gli Arco Rock Legends, punto qualificante della manifestazione e che rappresentano per certi versi gli oscar dell’Arrampicata.
Un riconoscimento che è ormai un appuntamento di grande richiamo nel panorama dell’arrampicata sportiva e che, nel suo albo d’oro, vanta personaggi del calibro di Lynn Hill, Luisa Jovane, Manolo, David Lama, Josune Bereziartu, Chris Sharma e molti altri. A presentare la serata la conduttrice radiofonica, nonché climber e alpinista, Kay Rush perfetta nel ruolo grazie alla sua competenza sul campo.

Arco Legends

Mauro Corona durante la premiazione

Il premio Aquafill per il Climbing Ambassador è stato assegnato a Mauro Corona: alpinista, climber e chiodatore della storica falesia di Erto, nonché scultore ligneo e scrittore di best seller. Intervistato sul palco, Corona ha voluto ricordare Roberto Bassi definendolo “l’unico che scalava e scolpiva con una dolcezza e una delicatezza che solo lui aveva”. Un pensiero speciale dedicato a uno dei climber che ha contributo in maniera incisiva a scoprire lo straordinario patrimonio roccioso di Arco e della Valle del Sarca. Un bellissimo ricordo che Rock Master non può che essere lieto di condividere.
Il premio La Sportiva Competition Award è stato assegnato al paraclimber spagnolo Urko Carmona Barandiaran, grazie al titolo di Campione Europeo e di Campione del Mondo nella sua categoria, conquistati la scorsa stagione. Urko, che ha una disabilità data dall’amputazione della gamba sinistra, scala in falesia sullo sconvolgente grado di 7c+/8a, salendo anche vie in alta montagna grazie all’uso di una protesi. L’atleta si è detto commosso per l’importante premio, e ha esternato la speranza che il suo esempio possa essere di stimolo ad altri ragazzi nella sua condizione nel superare i propri limiti.
Il premio Salewa Awards, dedicato ai climber che si sono particolarmente distinti nelle performance su roccia, è stato conquistato da Muriel Sarkany. Dopo anni dedicati alle competizioni, tra cui tre successi consecutivi a Rock Master, la coriacea climber si è dedicata alla roccia portandosi a casa grandi soddisfazioni come il mitico grado 9a con la salita di Punt-X alle Gorges du Loup in Francia nel novembre 2013. La climber belga ha colpito per la sua performance, ma anche per la sua passione e determinazione per l’arrampicata che, a 39 anni, sembrano non avere davvero limiti.
Per le classifiche complete: http://www.ifsc-climbing.org/

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