
Mirra Andreeva è la ragazza prodigio del tennis femminile: a 19 anni ha vinto il suo primo titolo del Grande Slam, battendo in finale al Roland Garros la polacca Maja Chwalinska con il punteggio di 6-3, 6-2 in un’ora e 22 minuti. Un successo netto, costruito dopo un avvio contratto nonostante l’alone di imperturbabilità che ci circonda questa ragazzona che viene da una delle regioni più fredde del pianeta, la Siberia.
Andreeva diventa la più giovane campionessa del Roland Garros dai tempi di Monica Seles nel 1992. Così Parigi incorona una giocatrice che da anni viene indicata come una delle eredi naturali del grande tennis femminile e che ora ha trasformato la promessa in titolo.
La finale ha avuto un inizio nervoso, con quattro break consecutivi. Chwalinska, arrivata dalle qualificazioni, ha provato a restare dentro la partita, ma Andreeva ha cambiato marcia dal 3-2 del primo set, vincendo quattro giochi consecutivi e chiudendo il parziale con un break a zero. Nel secondo set la russa ha allungato fino al 5-0, ha concesso due game alla polacca, poi ha chiuso ancora in risposta, con il suo rovescio a sigillare il primo Slam della carriera.
Dopo la partita Mirra ha raccontato il peso emotivo del momento: «Guardavo il Roland Garros in TV da quando ero molto, molto piccola. Vincere questo torneo era un mio grande sogno e onestamente non riesco a credere di avere questo trofeo tra le mani». Poi, parlando del piccolo passaggio a vuoto sul 5-0 nel secondo set, ha spiegato: «Mi sono detta che andava bene. Da quel lato il vento spingeva in avanti e non si poteva colpire forte come al solito. Preferivo l’altro lato, quindi ho pensato: se non ha funzionato da questa parte, proverò a vincere il game dall’altra».
Nata a Krasnoyarsk, uno dei centri più importanti della Siberia, il 29 aprile 2007, Andreeva ha iniziato a giocare a tennis a sei anni. Si è poi spostata prima a Sochi e quindi a Cannes, in Francia, dove ha costruito la propria base di allenamento. È allenata da Conchita Martínez, campionessa di Wimbledon 1994, e ha una sorella, Erika, anche lei professionista. La terra è la sua superficie preferita, dettaglio che oggi sembra quasi una premessa scritta in anticipo.
Il percorso è stato rapido. Sostenuta da un fisico più strutturato delle coetanee, a 15 anni ha vinto il suo primo match nel circuito WTA a Madrid contro Leylah Fernandez. Nel 2023 ha raggiunto il terzo turno al Roland Garros e la seconda settimana a Wimbledon. Nel 2024 ha conquistato il primo titolo WTA a Iasi e l’argento olimpico in doppio a Parigi. Nel 2025 è diventata la più giovane campionessa di un WTA 1000 vincendo Dubai, poi ha confermato il salto di livello a Indian Wells, battendo Aryna Sabalenka in finale. Ora arriva il primo Slam, nel torneo in cui aveva già raggiunto la semifinale nel 2024.
Il suo Roland Garros è stato dominante. Nella seconda settimana ha lasciato appena 17 game alle avversarie. Agli ottavi ha superato Jil Teichmann, ai quarti Sorana Cirstea, in semifinale Marta Kostyuk, fino alla finale contro Chwalinska, la grande sorpresa del torneo. La polacca, numero 114 del mondo prima di Parigi, chiuderà comunque il torneo con un salto enorme in classifica, fino alla zona della 21ª posizione.
La semifinale con Kostyuk ha avuto anche un finale freddo. Dopo il 6-1, 6-3 per Andreeva, non c’è stata stretta di mano a rete né foto congiunta: un gesto legato alla posizione già nota della giocatrice ucraina nei confronti delle atlete russe e bielorusse dopo l’invasione dell’Ucraina. Andreeva è rimasta impeccabile: nessuna reazione plateale, nessuna polemica, solo il saluto a distanza e l’uscita dal campo con la stessa compostezza mostrata durante il torneo.
Una situazione, però, che deve aver aumentato la tensione e pressione psicologico, visto che nel discorso di prammatica che rilascia il vincitore al momento della premiazione, la 19enne che viene dal freddo ha detto: «Voglio ringraziare me stessa per aver creduto in me, per aver dato sempre il 100% anche quando era difficile, per aver provato ogni giorno a essere una persona e una giocatrice migliore». Poi la frase più personale: «Solo io so quanto sia stato duro per me e quanto fossi nervosa durante queste due settimane. Quindi grazie a me stessa per aver lavorato così tanto e per aver dato il meglio».
Il punto
Il Roland Garros 2026 non consegna soltanto un nuovo nome all’albo d’oro. Certifica l’ingresso definitivo di Mirra Andreeva nell’élite del tennis femminile. A 19 anni ha già potenza, lettura tattica, tenuta mentale e una freddezza rara. Da promessa, ora diventa parametro per tutte le altre.
FAQ
Chi ha vinto il Roland Garros femminile 2026?
Mirra Andreeva ha vinto il titolo battendo in finale Maja Chwalinska 6-3, 6-2.
Quanti anni ha Mirra Andreeva?
È nata il 29 aprile 2007 e ha 19 anni.
Da dove viene Mirra Andreeva?
È nata a Krasnoyarsk, in Russia. Si è poi allenata tra Sochi e Cannes.
Cosa è successo dopo la semifinale con Marta Kostyuk?
Non c’è stata stretta di mano a rete. Kostyuk, ucraina, mantiene da tempo questa posizione contro giocatrici russe e bielorusse. Andreeva non ha reagito e ha gestito il momento con compostezza.
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Mirra Andreeva vince il Roland Garros 2026 a 19 anni: battuta Chwalinska in finale. Chi è la nuova campionessa Slam e cosa è successo con Kostyuk.
