EditorialiRoland Garros senza i re: Djokovic, Zverev e il futuro già presente

Roland Garros senza i re: Djokovic, Zverev e il futuro già presente

Roland Garros 2026

Con l’uscita di scena di Jannik Sinner e l’assenza di Carlos Alcaraz, rispettivamente finalista dello scorso anno e vincitore delle ultime due edizioni del Roland Garros, lo slam francese perde il peso tecnico degli ultimi anni ma apre un altro affascinante capitolo: chi vincerà questa edizione?

Verrebbe automatico credere che il favorito principe della competizione diventi automaticamente Alexander Zverev, finalista due edizioni fa e ancora alla ricerca del suo primo major. Il tedesco vede aprirsi una grande opportunità non dovendo affrontare, qualora arrivasse in finale, quello che è ormai diventato la sua ‘bestia nera’, ovvero Jannik Sinner, praticamente ingiocabile per lui. Se guardiamo anche il percorso del tedesco in Australia, dove perse in semifinale contro Alcaraz dopo aver rischiato di vincere (a causa di crampi debilitanti dello spagnolo), possiamo dare fiducia a Sascha e collocarlo in testa al lotto dei favoriti. Come per Sinner, però, i pericoli si nascondono dietro un caldo insopportabile, che potrebbe improvvisamente presentare il conto ad un giocatore, il tedesco, anche lui soggetto a improvvisi cali fisici. Problemi, come stiamo vedendo in questi anni ed anche a Parigi, che non riguardano solo lui.

Accanto, e forse anche avanti, a Zverev mettiamo il sempiterno Nole Djokovic. Il serbo è alla ricerca del suo 25° slam e, qualora dovesse riuscire nell’impresa, crollerebbero tutti i dubbi su chi sia il più forte giocatore di sempre. È vero che il quasi 40enne ha mostrato in questi mesi di non essere più la formidabile macchina da guerra che fu, ma è anche vero che nell’ultimo slam prima di Parigi fu lui ad arrivare in finale, scalzando Sinner e contendendo fino alla fine lo scettro ad Alcaraz. Insomma quando il gioco si fa duro Djoker tira fuori dal cappello classe, cattiveria e sostanza. Se il suo tennis ormai non regge il confronto con i primi due del ranking, tutti gli altri ci appaiono alla sua portata, se non un gradino sotto.

Non consideriamo candidati credibili alla vittoria tutta quella schiera di ottimi giocatori che però fino ad oggi non hanno ancora vinto slam, come Ruud o Shelton, per citare i primi che ci vengono in mente e quelli più in alto nel ranking. Concediamo invece qualche chance ai rampanti, che guardiamo con particolare attenzione. Parigi, grazie a Rafa Nadal, è stata per lunghi anni terra di conquista del tennis spagnolo. In virtù di questo, e del talento che fino ad oggi hanno espresso, crediamo che Jodar e Landaluce abbiano le carte per arrivare in finale e, perché no, prendersi RG.

Con Alcaraz ancora alle prese con il polso e Sinner alla ricerca del ‘male oscuro’ che periodicamente si ripresenta e rischia in questa stagione di tenerlo a secco degli slam, sarebbe un passaggio di consegne prima del previsto. Un modo per dire che nel tennis moderno il futuro è già presente.

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