Roma2024: anche Calatrava #WeWantRoma2024

Si è svolto in questi giorni un incontro tra il Comitato Organizzatore di Roma 2024, l'architetto Calatrava e il rettore di Tor Vergata Novelli

Roma2024: anche Calatrava #WeWantRoma2024

Uno dei “pilastri” programmatici di Roma 2024 è quello di sanare una ferita aperta, per quanto riguarda lo spreco di denaro pubblico a Roma, legato alla questione della “Città dello Sport” a Roma sud, pensato da Calatrava, eretto fino a che il “sacco” non fosse completato e poi lasciato incompiuto. Un’opera costata alla collettività ben oltre i 50 milioni previsti nel 2005 dalla giunta Veltroni per i Mondiali di Nuoto del 2009 e che in qualche maniera rappresenta uno dei tanti esempi di come le cose in Italia sia veramente difficile farle bene (ed onestamente). Malagò, grande sponsor delle Olimpiadi a Roma, ha in qualche modo un legame doppio con questa opera, come dimostra anche la sua ferma determinazione a completarla e riutilizzarla per il villaggio olimpico di Roma 2024. Furono, infatti, proprio i Mondiali del 2009 che lo videro coinvolto prima come presidente del Comitato Organizzatore e poi imputato per il malaffare che la realizzazione di diverse opere seguì. Bisogna dire che il presidente del CONI uscì completamente scagionato dalle questioni giudiziare. Adesso, per una sorte di nemesi storica, torna sul luogo del “delitto”, deciso a dimostrare che le Olimpiadi 2024 non saranno, se affidate a Roma, qualcosa di cui l’Italia si dovrà vergognare. Per farlo ha deciso di ripartire proprio dalla vela di Calatrava.

Per questo motivo, il primo atto pubblico del Comitato Organizzatore di Roma 2024 nel 2016 è stato quello di incontrare l’architetto spagnolo e il rettore dell’Università Tor Vergata, dove dovrebbe sorgere il Villaggio Olimpico. 

“La cosa più interessante del coinvolgimento di Tor Vergata è che lì sorge un’Università – ha detto Calatrava in occasione dell’incontro -, un’istituzione quasi millenaria che è stata fondata da un gruppo di idealisti e che oggi fiorisce in tutto il mondo. Lo stesso è successo con il concetto di olimpismo: l’idea è nata da un gruppo di idealisti riuniti intorno a Pierre de Coubertin e ora le Olimpiadi si svolgono ogni quattro anni, emozionando e coinvolgendo tutto il mondo. Portare le Olimpiadi a Tor Vergata quindi significa unire queste due istituzioni, lo sport alla gioventù, creare una simbiosi fra loro e far sì che lo spirito olimpico si diffonda ed entri a far parte del futuro della stessa Università, grazie all’aumento degli alloggi e alla creazione di un Villaggio olimpico che diventerà anche in futuro il centro della vita del campus universitario. Si tratterebbe di una situazione innovativa e straordinaria.

In più Tor Vergata ha il vantaggio di trovarsi vicino ai maggiori accessi alla città, come il Raccordo anulare, e di avere un Policlinico e una Facoltà di Medicina che sono il fiore all’occhiello di questa Università.

L’Italia ha da poco vissuto con grande successo l’Expo e Roma attualmente sta ospitando tantissimi turisti per il Giubileo. Ciò significa che sia l’Italia che la Capitale sono capaci di organizzare eventi in totale sicurezza. Una garanzia per la loro candidatura ai Giochi olimpici”.

Da parte sua Giuseppe Novelli, rettore dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha commentato: “L’Università ha dato tutta la sua disponibilità ad essere coinvolta nell’organizzazione del dossier di Candidatura della Capitale. In questo incontro abbiamo discusso in particolare delle infrastrutture e delle vie d’accesso all’area, che sono già disponibili.

Abbiamo dimostrato che il lavoro è già a buon punto, che la maggior parte delle strutture sono già esistenti. Inoltre, la scelta di Tor Vergata facilita anche la possibilità di lasciare un’eredità dopo il termine dei Giochi. Molte delle infrastrutture che saranno realizzate troveranno un impiego sia per l’Università che per i cittadini romani. Il Villaggio olimpico, ad esempio, sarà adibito a nuove strutture per gli studenti e sarà realizzata una mediateca innovativa, con un orto botanico al suo interno. Ciò sarà utile sia per richiamare l’attenzione dei visitatori sia per fornire un luogo di studio agli studenti”.

 “L’incontro con il maestro Calatrava – ha detto Diana Bianchedi – è stato importantissimo per l’attività del Comitato. Per la prima volta ci siamo seduti tutti intorno ad un tavolo, insieme al gruppo di Tor Vergata e al Rettore Novelli, al presidente del Coni Giovanni Malagò e al Comitato Roma 2024 al completo. Era fondamentale capire il progetto del maestro che è stato interrotto qualche anno fa. Era fondamentale capire cosa può dare quel progetto per Roma 2024, quale eredità si può lasciare successivamente all’evento olimpico. Tor Vergata ha un ruolo fondamentale per la candidatura di Roma e l’Università ha dimostrato tutto l’interesse a trasformare la zona in un’area dedicata all’attività scientifica e di crescita per gli studenti. La Facoltà di Economia sta realizzando uno studio che ci fornirà dati prospettici sull’impatto economico delle Olimpiadi. Prossimi step per il Comitato Roma 2024 saranno la rivisitazione del progetto da parte di Calatrava e la valutazione dei costi. Tutto ciò ci permetterà di presentare il budget e il progetto completo il 17 febbraio a Losanna al Cio”. 

“Tor Vergata è al centro del progetto della candidatura di Roma – dice Malagò -. In questa zona è stata individuata l’area in cui sorgerà il Villaggio olimpico. Per noi la priorità è valorizzare al meglio il Parco olimpico: un’area dove viene realizzato il villaggio e dove gli atleti, i tecnici e gli accompagnatori sono in condizioni di andare, con l’utilizzo di pochi impianti, dal loro alloggio ai siti delle competizioni. Ma anche e soprattutto un’area dove il pubblico, la gente, le aziende partner siano in grado di respirare l’aria di questa grande festa dello sport.

Calatrava è l’architetto, il grande professionista che ha pensato e realizzato in parte un’opera che doveva servire per altri scopi. La vela attualmente è una ferita alla città, un’opera incompiuta e penso sia doveroso e necessario pensare a come ultimarla per fini sportivi, universitari e per lo sviluppo dell’ospedale. Da parte dell’architetto Calatrava c’è stata una fortissima disponibilità anche a modificare il suo progetto originario, proprio per venire incontro alle esigenze di Roma 2024. 

La vela di Calatrava è un impianto di cui potrà beneficiare la città anche prima del 2024 e quindi non finalizzato unicamente ai Giochi. Penso che già per il 2019 si potrà usufruire di un impianto da utilizzare per concerti, eventi vari e manifestazioni sportive”.

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