Rugby 6 Nazioni 2018, Galles Italia 38-14 inizio da incubo, poi tanti errori

O'Shea: "Dovevamo fare meglio e non possiamo commettere così tanti errori, soprattutto nella prima parte della gara." Parisse: "Abbiamo avuto le occasioni per rientrare in partita."

Rugby 6 Nazioni 2018, Galles Italia 38-14 inizio da incubo, poi tanti errori

Dura sconfitta, la quarta consecutiva a questo NatWest 6 Nazioni 2018, per l’Italia di Conor O’Shea anche contro il Galles, che ha atteso più di un tempo per entrare in partita ma che alla fine ha portato a casa un risultato pieno 38-14.

La cronaca racconta di un inizio da incubo (dirà O’Shea in sala stampa not a good dream) per gli azzurri. Al 4′ Gareth Davies serve Hadleigh Parkes ai 5 metri, che rompe due placcaggi e schiaccia in meta. Due minuti dopo è la volta di George North che buca la difesa italiana. In entrambi i casi Gareth Anscombe trasforma. Il Galles a questo punto di ferma. Ha la conferma di essere nettamente superiore agli azzurri e sembra che sollevi il piede dall’acceleratore. L’Italia pian piano comincia a macinare gioco. Accorcia le distanze con una bella meta di Minozzi sull’out sinistro sfruttando al meglio un vantaggio. All’11° il punteggio è fissato sul 14-7 per i padroni di casa che però non sembrano intenzionati a rientrare in partita.

L’Italia gioca bene nella parte centrale del primo tempo, con una supremazia che si trasforma in diverse punizioni. In alcune cerchiamo la touche, in altre Allan non prende i pali. I padroni di casa si svegliano verso la fine del tempo. Prima con una punizione si portano oltre il break, poi addirittura, nei minuti finali, potrebbero aumentare il punteggio provando a giocare un vantaggio concesso dall’arbitro. Ma il calcio a scavalcare la difesa è preda di Minozzi (forse il nostro migliore oggi, per lui i complimenti del coach nella conferenza stampa insieme agli altri giovani) che viene colpito al collo duramente da una spallata di Liam Williams. Il TMO è implacabile e l’estremo gallese si accomoda in panchina per i 10′ del cartellino giallo (non rientrerà più, al suo posto, al termine del periodo di sospensione, il coach gallese gli preferirà Halfpenny). Si va all’intervallo con il punteggio di 17-7.

Nel secondo tempo due gialli quasi contemporanei per il Galles non bastano agli azzurri per cambiare l’inerzia della partita. Come accade ormai da sempre, crollano con il passare dei minuti. Al 42′, subito dopo il rientro in campo e con un uomo in meno, meta di Cory Hill. Al 48′ fuori per giallo anche Gareth Davies. Gli azzurri con 2 uomini in più non riescono a dare concretezza al proprio gioco e al 65° seconda meta personale per George North. All’orizzonte lo spettro dell’imbarcata, che si concretizza con la meta di Justin Tipuric al 70′. Al 75′ Mattina Bellini accorcia le distanze con una meta di orgoglio… ma anche questa volta l’Italia esce duramente sconfitta. Punteggio finale 38-14.

Due dati finali fotografano bene la partita. Il Galles ha guadagnato 521 metri, contro i 238 dell’Italia, ha concesso 8 break agli avversari contro i 25 dell’Italia.

Abbiamo regalato le prime due mete – ha detto visibilmente arrabbiato O’Shea in conferenza stampa – e questo non ci ha permesso di giocare come avremmo voluto. Non è stato un “buon sogno (good dream) (ma forse voleva dire: incubo, ndr). Sono arrabbiato perché ci sono tante cose che non riusciamo a controllare. A questo livello è fondamentale per noi crescere su diverse cose. Dobbiamo guardare avanti e siamo pronti per la Scozia, però siamo realisti. I tanti problemi che stiamo incontrando in questo 6 nazioni sono per colpa nostra più che per gli avversari. Prima di guardare loro dobbiamo guardare cosa sbagliamo noi.”

Come commenta il successo della U20? “E’ importante per il nostro futuro, ma noi vogliamo vincere adesso. Dobbiamo fare i cambiamenti necessari il prima possibile, perché gli altri non ci aspettano e ogni giorno che passa il divario rischia di aumentare. Certe cose andavano fatte anni fa, non sono state fatte, adesso dobbiamo iniziare a pensarci noi…”

Sergio Parisse: “C’è stato un momento, nel primo tempo, in cui abbiamo avuto diverse occasioni per poter rientrare in partita, come anche all’inizio del secondo tempo, quando avremmo dovuto fare meglio con il doppio vantaggio. Abbiamo sbagliato troppi placcaggi (25 ndr,). Nonostante il risultato che non riflette la vera differenza delle due squadre, con il grande possesso che abbiamo avuto dobbiamo concretizzare meglio. Siamo venuti qui per giocare e segnare mete.. ci abbiamo provato. In altri tempi con un inizio come quello odierno avremmo preso 60-70 punti. Oggi, invece, c’è stata una reazione…”.

Non basta e lo spettro del secondo white wash di seguito al 6 Nazioni si profila più concreto che mai. Sabato prossimo la Scozia vorrà sicuramente chiudere in bellezza questo Torneo e dimostrare che la partita contro l’Irlanda è stata solo un incidente di percorso. Con tre successi su cinque partite sarebbe per lei un trionfo. Inutile pensare in sconti. Magari possiamo augurarci il bel tempo, che fino ad oggi resta l’unico vero alleato dell’Italia per la permanenza nel Torneo più antico del mondo.

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