6 Nazioni 2018, Inghilterra, Irlanda e Scozia ok. Azzurri bene con gli U20

Il punto sulla seconda giornata di Torneo che ha registrato il successo di Inghilterra, Scozia e Irlanda. Bene gli azzurrini U20, capaci di raccogliere 2 punti difensivi e sfiorare la vittoria a Dublino.

6 Nazioni 2018, Inghilterra, Irlanda e Scozia ok. Azzurri bene con gli U20

Chi si aspettava una Scozia in disarmo in questa seconda giornata del 6 Nazioni 2018, anche e soprattutto alla luce di un primo tempo francamente disarmante, di dovrà ricredere. Gli Highlanders si sono ripresi la ribalta, com’era giusto che fosse e come i risultati recenti avevano lasciato intendere, con un secondo tempo vibrante, a tratti entusiasmante.

La partita di domenica, l’ultima delle tre in programma del secondo turno, ci consegna due formazioni in salute. Mentre guardavamo la Francia di Brunel imporre il proprio gioco a Murrayfield ci dicevamo “possibile che il Baffo è riuscito a trasformare la Francia in un solo mese di coaching? Allora vuol dire che per noi non vi è proprio scampo..”. Pensiero che ha una doppia validità.

Nel breve, perché questa Francia, che alla vigilia poteva essere considerato l’avversario più abbordabile, ha impressionato e ci appare troppo ostica per i nostri denti. Dopo averla vista all’opera in casa a Parigi e domenica ad Edimburgo siamo convinti che quando toccherà a noi (a Marsiglia il 23 febbraio… a proposito, perché no Parigi?) saranno dolori.

Nel lungo periodo, perché Brunel è riuscito a fare in pochi mesi con la Francia quello che non riuscì in 5 anni con l’Italia, ovvero trasformare un gruppo. Certo, se andiamo a vedere lo score del francese alla guida della nostra nazionale alla fine scopriamo che i piazzamenti migliori nel 6 Nazioni l’abbiamo ottenuti proprio con lui (50 partite, 11 vinte). Quindi onore ad un grande tecnico, come confermano anche le prime due partite ufficiali dei transalpini con lui alla guida. Ma la sensazione è che Brunel predicasse nel deserto e che se anche lui, dopo 5 anni, fu costretto a gettare la spugna, è perché veramente non si può fare nulla per migliorare la condizione del nostro rugby.

Inutile spendere troppe parole per l’incontro di sabato contro l’Irlanda. Ci chiediamo soltanto quale sia l’utilità delle dichiarazioni programmatiche ad inizio torneo se non quelle di essere smentite. Parisse disse che, pur consapevoli di non poter lottare per la vittoria, avrebbero reso la vita difficile a tutte le squadre almeno fino al 70′. Con l’Inghilterra siamo durati 60′, con l’Irlanda 5′! Nel primo tempo abbiamo viaggiato ad una media di 1 punto (subito) al minuto… Ci siamo svegliati tardi. Quando gli avversari hanno tolto il piede dall’acceleratore. Per questo le due mete hanno un valore relativo.

Irlanda Galles ci ha regalato, invece, una di quelle partite “classiche” del rugby di un tempo, per questo particolarmente bella: tanta fisicità e gioco tattico al piede. Qualcosa che a tratti ci ha ricordato un incontro del 5 Nazioni… clima compreso. Il Galles, a nostro avviso meritatamente, limita i danni e porta anche a casa un punto di bonus difensivo. L’Inghilterra si conferma la squadra da battere. Attendiamola alla prova decisiva, probabilmente quella dell’ultima giornata in casa contro l’Irlanda.

LE BUONE NOTIZIE ARRIVANO DAGLI U20 – Gli azzurrini regalano le poche soddisfazioni al nostro rugby, portando a casa, nella battaglia contro l’Irlanda, ben due punti di bonus difensivo (per il distacco minore di 8 pt e per le 4 mete segnate) che muovo la classifica e rilegano all’ultimo posto la Scozia. Ad onor del vero i ragazzi di Fabio Roselli e Andrea Moretti hanno sfiorato l’impresa al Donnybrook di Dublino. A tempo scaduto con palla in mano e pochi metri dalla meta avversaria avrebbero anche potuto chiudere con una clamorosa vittoria. Clamorosa soprattutto perché portata a termine in 14 per buona parte del match per un rosso a Jacopo Bianchi (flanker) a causa di un placcaggio al volo. Comunque il penultimo posto nella classifica generale, a tre punti dal terzo posto, sono una bella iniezione di fiducia per il proseguo dell’incontro, tenuto conto anche del fatto che l’Inghilterra l’abbiamo già affrontata.

Volano, tra i cadetti, i francesi, che sono a punteggio pieno come i pari età inglesi e che hanno stracciato, con un punteggio da minirugby,  gli scozzesi. Proprio i transalpini saranno i nostri prossimi avversari e in quell’occasione potremo capire la reale consistenza del nostro gruppo.

DONNE – Nessuna buona nuova, invece, dal gruppo femminile. L’Irlanda supera 21-8 l’Italia a Dublino in un incontro molto equilibrato vinto dalle padrone di casa nelle battute finali del match.

L’Irlanda riesce a sbloccare il risultato al primo vero affondo al 9’ con la meta di Williams, abile ad infilarsi tra le maglie azzurre. La trasformazione di Briggs sposta il parziale sul 7-0. Il match è molto duro ed equilibrato con tre sostituzioni nei primi 25 minuti che vedono l’esordio con la maglia dell’Italdonne di Giada Franco che rileva Valentina Ruzza. Le Azzurre si tuffano in attacco e riescono ad accorciare le distanze al termine della prima frazione di gioco con un calcio piazzato di Michela Sillari al 42’ che vale il 7-3 all’intervallo.

Ripresa del gioco ruvida e con entrambe le squadre che non riescono ad oltrepassare la difesa avversaria. L’Italia gioca alla pari con le padrone di casa che nella parte finale della partita premono sull’acceleratore portandosi sul 14-3 al minuto 66 con la meta di Griffin trasformata da Briggs. Passano dieci minuti e il copione si ripete con il capitano e il numero 10 irlandese che incrementano il proprio score realizzativo spostando il parziale sul 21-3. Nel finale reazione d’orgoglio per il XV di Andrea Di Giandomenico con Eleonora Ricci che trova i suoi primi punti in maglia azzurra al 79’ inchiodando il risultato sul 21-8 con Sillari che fallisce la trasformazione.

Prossimo impegno per la Nazionale Italiana femminile in calendario sabato 24 febbraio alle 21 contro la Francia nell’incontro valido per la terza giornata del Women’s Six Nations. Anche tra le donne troviamo in testa la coppia formata da Inghilterra e Francia.

 

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