Rugby 6 Nazioni: Inghilterra Italia 47-17

Rugby 6 Nazioni: Inghilterra Italia 47-17
Inghilterra Italia rugby

JJ man of the match contro l’Italia

Non è stata la disfatta che ci si attendeva, ma sono evidenti le differenze tra le due compagini. E’ questo il verdetto della seconda partita del 6 Nazioni Inghilterra Italia, finita 47 a 17. Un risultato che rende giustizia a quanto visto in campo e che porta con se diversi elementi da analizzare.
Il primo riguarda Jonathan Joseph, man of the match, entrato nel XV della Rosa in occasione dell’esordio contro il Galles e ormai diventato il must di questo gruppo di ragazzotti inglesi. Incontenibile e straripante. Ci chiediamo (ed è il primo elemento di rilievo) perché noi non abbiamo tre quarti in grado di coprire metà del campo in 6″? E sì che in quel ruolo non abbiamo sfigurato, potendo ammirare Luca Morisi capace di rispondere a JJ e portarsi a casa 2 mete in uno dei templi del rugby. Luca, per inciso, è tra i più giovani del XV messo in campo da Brunel, l’unico, a nostro avviso, in grado di reggere i ritmi dei bianchi che, ad onor del vero, sono partiti leggermente contratti, convinti di portarsi a casa la partita senza fatica.
Invece gli azzurri sono scesi in campo con la determinazione giusta e, seppure in presenza di due touche perse, hanno marcato per primi, con una bella azione finalizzata da capitan Parisse. L’inerzia a favore degli azzurri ci ha permesso di essere ancora pericolosi e vedere sfumare una clamorosa seconda meta a pochi metri per un avanti. Nella stessa azione si infortunava ed era costretto ad uscire l’estremo inglese Brown, il miglior giocatore dello scorso 6 Nazioni e sicuramente uno dei talenti più fulgidi della squadra britannica.
Poi, come era nelle previsioni, l’Italia cala nella pressione e nel rendimento e soprattutto, implode dal punto di vista psicologico. La meta (contestata forse) di Vunipola riapre la partita per i padroni di casa e la chiude per noi. Nello spazio di 10′ andiamo sotto di 10.
Il secondo tempo non regala emozioni ma, tra le tante mete inglesi, anche altre due segnature per gli azzurri e la soddisfazione di chiudere la partita praticamente in attacco.
Difficile spiegare dove siamo mancati e dove sono stati superiori loro. Nell’analisi statistica l’unico dato che pende a favore degli inglesi è la percentuale dei placcaggi andati in porto, 88% per loro, 85% per noi. Ma non basta questo a spiegare la differenza di quanto visto in campo. Loro sono più forti, nello scontro diretto e nella capacità di giocare. Quando affondano il colpo, entrano. Se non alla prima o alla seconda, sicuramente alla terza.
L’Italia, però, esce da Twickenham consapevole di poter ancora dire qualcosa in questo Sei Nazioni, soprattutto se deciderà in futuro di giocare con meno pressione e con la voglia di divertirsi, come aveva annunciato Parisse in occasione della presentazione dell’incontro. Per farlo bisogna riscoprire il gusto di giocare a rugby, conquistare il territorio e segnare mete. Magari cercando di valorizzare ancora di più i giovani, come Allan che ci è piaciuto in tandem con Haimona. La mediana potrebbe non essere più “il problema” dei problemi.

Inghilterra 47 – 17 Italia
Mete:Sergio Parisse (3), Billy Vunipola (23), Jonathan Joseph (26, 60), Luca Morisi (49, 78), Ben Youngs (54), Danny Cipriani (63), Nick Easter (68).

Trasformazioni: George Ford (28, 55, 62), Danny Cipriani (63), Tommaso Allan (79)
Calci di punizione realizzati: George Ford (20, 45, 57)

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