Rugby 6 Nazioni, tre cambi nel XV che affronta l’Irlanda a Dublino

Resi noti i titolari per la difficile partita contro l'Irlanda, n. 3 del ranking mondiale e candidata al successo finale al pari degli Inglesi. Tre le novità.

Rugby 6 Nazioni, tre cambi nel XV che affronta l’Irlanda a Dublino

Tre i cambi nel XV titolare della Nazionale Italiana Rugby annunciato oggi dal CT Conor O’Shea per la seconda giornata del NatWest 6 Nazioni 2018, in programma sabato alle 14.15 locali all’Aviva Stadium di Dublino contro l’Irlanda.  Il CT azzurro, alla prima volta da avversario sul prato che lo ha visto a lungo beniamino del pubblico in maglia verde, conferma in blocco la mediana Allan-Violi e la linea arretrata targata Zebre, con il solo Benvenuti, all’ala, proveniente dalla Benetton Rugby.
Tutto biancoverde, eccezion fatta per il parigino capitan Parisse, il pacchetto di mischia di cui entrano a far parte dal primo minuto il flanker Abraham Steyn, il tallonatore Luca Bigi – per lui esordio dall’inizio nel Torneo – e il pilone sinistro Nicola Quaglio, alla prima volta assoluta da titolare in Nazionale dopo tre apparizioni dalla panchina.
Gli atleti a disposizione per entrare in campo a gara iniziata sono il tallonatore veterano Ghiraldini, i piloni Lovotti e Pasquali, il seconda linea Ruzza, il flanker Mbandà, la coppia mediana Gori-Canna e l’utility back Jayden Hayward.
A Dublino, dall’ingresso nel 6 Nazioni, l’Italia non ha mai conquistato un risultato utile ma, nel vecchio Lansdowne Road, gli Azzurri vantano xxx vittorie negli Anni ’90, proprio contro l’Irlanda in cui militava Conor O’Shea.
Il computo degli scontri diretti parla di 4 vittorie italiane e ventitré irlandesi, con l’ultima affermazione azzurra risalente al 16 marzo 2013 all’Olimpico.
Il XV in verde allenato da Joe Schmidt, al debutto in casa dopo avere superato a tempo scaduto la Francia a Parigi nel match inaugurale del Torneo grazie ad un drop del numero 10 Johnny Sexton, occupa al momento il terzo posto in classifica dietro a Inghilterra e Scozia e analoga posizione Best e compagni possono vantare nel ranking World Rugby, alle spalle dei Campioni del Mondo della Nuova Zelanda e dell’Inghilterra.
Arbitra il test di sabato il francese Romain Poite, che ha diretto l’Italia, nel corso della propria carriera, in altre undici occasioni.
Conor O’Shea mantiene il proprio positivo realismo. “Lo sport è strano, l’energia di una gara può cambiare rapidamente. Penso alla nostra gara della settimana scorsa contro gli inglesi: dopo la meta giustamente non concessa a Boni per un in avanti segnalato dal TMO la partita è cambiata nel volgere di pochi secondi e da un possibile 17-20 ci siamo ritrovati sul 10-27. La nostra squadra sta imparando che ogni momento conta, e imparandolo dobbiamo continuare ad alzare il nostro livello di gioco”.
Quella di sabato per noi è una grande sfida, l’Irlanda può contare su una rosa di incredibile qualità e sappiamo che ci sarà da placcare molto lungo gli ottanta minuti. Ma posso garantirvi che l’Italia spenderà ogni singola goccia di energia sulla strada per continuare il proprio cammino. Questo gruppo guarda al futuro, ma un grande desiderio di togliersi qualche soddisfazioni importante anche nel breve termine” ha aggiunto O’Shea.
“Non sarei motivato e pieno di energia – ha proseguito il tecnico irlandese dell’Italia – se non fossi consapevole che stiamo apportando i cambiamenti necessari al nostro sistema, se non avessi piena coscienza che il rugby italiano ha un futuro davanti a sé. Stiamo lavorando per portare l’Italia ad essere la nazione rugbistica che merita di essere”.
“Contro gli inglesi abbiamo perso due, tre occasioni per marcare e dovremo essere più previsi contro l’Irlanda: abbiamo voluto mantenere la stessa linea dei trequarti per dare ai giocatori la possibilità di fare esperienza e imparare sul campo da ciò che non ha funzionato a Roma, mettendo al tempo stesso un po’ di freschezza tra gli avanti con Steyn, Bigi e Quaglio dal primo minuto. Minozzi ad estremo ha fatto cose grandiose all’Olimpico e anche Allan all’apertura è stato eccellente nell’applicazione del piano, e la competizione per la maglia numero dieci con Canna e Ian McKinley è un aspetto estremamente positivo per noi”.
Proprio l’esclusione del numero dieci irlandese equiparato della Benetton Rugby, unico atleta sulla scena internazionale a giocare con speciali occhiali protettivi a seguito di un infortunio di gioco che gli ha causato la perdita dell’occhio sinistro, si sono concentrate le domande dei media irlandesi presenti alla conferenza stampa del CT: “Nessuno più di me avrebbe voluto mandare Ian in campo sabato, ma come ho detto Allan è stato brillante e sarebbe stato difficile giustificare una scelta di questo tipo con Tommaso e con Carlo. Sarebbe stata una scelta di cuore e posso assicurarvi che il primo a voler essere giudicato per quanto fa in campo, e non per la sua incredibile storia, è Ian stesso. Lui lavora per essere il miglior numero dieci a nostra disposizione, e questa è l’unica cosa che conta per lui”.

“Abbiamo dimostrato di poter essere una squadra difficile da affrontare – ha esordito Edoardo “Ugo” Gori ieri in conferenza stampa -. Siamo stati in partita per gran parte del match. Non ci accontentiamo, è chiaro: ci sono cose positive ma dobbiamo tenere ben chiare in testa gli aspetti negativi della partita. A partire dal risultato: vogliamo essere sempre più competitivi e per farlo dobbiamo migliorarci”.
“Il lavoro delle Accademie sta dando i suoi frutti – conclude il mediano Azzurro -. Abbiamo giovani di grande talento che sono il futuro dell’Italia e che già ora stanno mostrando le proprie qualità”.
Uno dei migliori in campo nella sfida ai campioni in carica del 6 Nazioni è stato Matteo Minozzi: “Da quando mi hanno comunicato che avrei giocato titolare non stavo più nella pelle. Non vedevo l’ora di scendere in campo. Inizialmente avevo un po’ di timore che non ha rovinato nulla e mi sono goduto il momento”.
“Sapevo che mi avrebbero “testato” sul gioco al piede e sulle palle alte – continua l’estremo dell’Italrugby e delle Zebre -. Credo di essermi fatto trovare pronto. Ho provato a contrattaccare quando potevo facendo il gioco che prediligo mantenendo sempre alta la concentrazione. La squadra a differenza di novembre ha mostrato una grande volontà di attaccare e tutti avevamo la sensazione di poter realizzare mete in ogni azione offensive. Quello che dobbiamo cercare di fare è limitare al minimo i nostri errori”.
“La competizione interna? Fa bene a tutti – conclude Minozzi -. Il ritorno di Padovani alle Zebre non ha cambiato la mia preparazione o il mio modo di fare. Edoardo è una bella persona oltre che un gran giocatore. Sapere di confrontarsi con giocatori di valore per guadagnarsi una maglia da titolare non fa altro che aumentare il livello tecnico della squadra”.
INTANTO CONTINUITA’ IN DIFESA – Marius Goosen ricoprirà il ruolo di allenatore responsabile della difesa della Squadra Nazionale sino al 30 giugno 2020, dando continuità al rapporto avviato nell’estate del 2016. Il Consiglio Federale, riunito a Roma alla vigilia di Italia v Inghilterra, ha ratificato la nomina del tecnico sudafricano della Benetton Rugby, entrato a far parte dello staff azzurro sin dall’approdo di Conor O’Shea sulla panchina della Nazionale come assistente allenatore.

Goosen proseguirà contestualmente ad occupare il ruolo di assistant coach di Kieran Crowley alla Benetton Rugby, consolidando ulteriormente il legame tra lo staff tecnico dell’Italia e quello delle due franchigie di Guinness PRO14.

“Sono felice di poter continuare a lavorare con la Federazione e con l’Italia, il Paese che mi ha accolto ormai quindici anni fa, e di proseguire il percorso di crescita avviato dal movimento nell’ultimo anno e mezzo, con l’arrivo di Conor in Italia. Abbiamo ancora molta strada da fare per essere sempre più competitivi, ma la collaborazione tra la Nazionale e le due franchigie non è mai stata così proficua. Ringrazio la Federazione e Conor per avermi concesso di proseguire questa mia esperienza con la Nazionale sino a dopo la Rugby World Cup del 2019, che è il primo obiettivo a medio-lungo termine di questo gruppo, e la Benetton Rugby per avermi messo nelle migliori condizioni per cogliere questa opportunità” ha commentato Marius Goosen.

L’IRLANDA GUIDATA DA RORY BEST – Saranno i 106 caps di Rory Best a guidare l’Irlanda nella seconda giornata del NatWest 6 Nazioni 2018 contro l’Italia. Nel XV iniziale Joe Schmidt si affida a giocatori di esperienza con 10 atleti che vantano più di 30 caps in maglia verde. Dal primo minuto trovano spazio anche Aki con la maglia numero 12, Stockdale sull’ala, Leavy e Conan in terza linea per un totale di 18 caps (5 a testa ad eccezione dei 3 di Aki) per i nuovi giocatori inseriti nella rosa irlandese. In panchina trova spazio anche l’esordiente Larmour.

Questo il XV che scenderà in campo:

15 Rob Kearney (UCD/Leinster) 79 caps
14 Keith Earls (Young Munster/Munster) 63 caps
13 Robbie Henshaw (Buccaneers/Leinster) 32 caps
12 Bundee Aki (Galwegians/Connacht) 3 caps
11 Jacob Stockdale (Ballynahinch/Ulster) 5 caps
10 Jonathan Sexton (St. Mary’s College/Leinster) 69 caps
9 Conor Murray (Garryowen/Munster) 60 caps
8 Jack Conan (Old Belvedere/Leinster) 5 caps
7 Dan Leavy (UCD/Leinster) 5 caps
6 Peter O’Mahony (Cork Constitution/Munster) 43 caps
5 Devin Toner (Lansdowne/Leinster) 54 caps
4 Iain Henderson (Ballynahinch/Ulster) 34 caps
3 Tadhg Furlong (Clontarf/Leinster) 19 caps
2 Rory Best (Banbridge/Ulster) 106 caps – capitano
1 Jack McGrath (St. Mary’s College/Leinster) 43 caps

A disposizione:

16 Sean Cronin (St. Mary’s College/Leinster) 57 caps
17 Cian Healy (Clontarf/Leinster) 74 caps
18 Andrew Porter (UCD/Leinster) 3 caps
19 Quinn Roux (Galwegians/Connacht) 3 caps
20 CJ Stander (Shannon/Munster) 19 caps
21 Kieran Marmion (Galway Corinthians/Connacht) 18 caps
22 Joey Carbery (Clontarf/Leinster) 6 caps
23 Jordan Larmour (St. Mary’s College/Leinster) esordiente

Questa la formazione dell’Italia

15 Matteo MINOZZI (Zebre Rugby Club, 4 caps)*
14 Tommaso BENVENUTI (Benetton Rugby, 46 caps)*
13 Tommaso BONI (Zebre Rugby Club, 9 caps)*
12 Tommaso CASTELLO (Zebre Rugby Club, 6 caps)
11 Mattia BELLINI (Zebre Rugby Club, 9 caps)*
10 Tommaso ALLAN (Benetton Rugby, 34 caps)
9 Marcello VIOLI (Zebre Rugby Club, 9 caps)*
8 Sergio PARISSE (Stade Francais, 130 caps) – capitano
7 Abraham STEYN (Benetton Rugby, 17 caps)
6 Sebastian NEGRI DA OLEGGIO (Benetton Rugby, 3 caps)
5 Dean BUDD (Benetton Rugby, 7 caps)
4 Alessandro ZANNI (Benetton Rugby, 100 caps)
3 Simone FERRARI (Benetton Rugby, 9 caps)
2 Luca BIGI (Benetton Rugby, 7 caps)
1 Nicola QUAGLIO (Benetton Rugby, 3 caps)*

a disposizione
16 Leonardo GHIRALDINI (Stade Toulousain, 90 caps)
17 Andrea LOVOTTI (Zebre Rugby Club, 21 caps)*
18 Tiziano PASQUALI (Benetton Rugby, 3 caps)
19 Federico RUZZA (Benetton Rugby, 3 caps)*
20 Maxime Mata MBANDA’ (Zebre Rugby Club, 12 caps)*
21 Edoardo GORI (Benetton Rugby, 66 caps)*
22 Carlo CANNA (Zebre Rugby Club, 26 caps)
23 Jayden HAYWARD (Benetton Rugby, 4 caps)

*è/è stato membro dell’Accademia FIR “Ivan Francescato”

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