Rugby Eccellenza: La Capitolina e l’importanza di essere onesti (ma determinati)

Rugby Eccellenza: La Capitolina e l’importanza di essere onesti (ma determinati)

URCIl massimo campionato italiano di rugby è arrivato al quarto turno, riprendendo dopo la “pausa” delle coppe europee. Per quel che riguarda il rugby romano cominciano ad accendersi le prime “spie di emergenza”, a dimostrazione del fatto che, chiunque voglia essere competitivo nell’ Eccellenza, deve attrezzarsi di tutto punto (nel fisico e nella mente). Nel fine settimana appena trascorso, le Fiamme Oro di Pasquale Presutti hanno centrato il primo successo stagionale proprio contro i cugini della Lazio: 21 a 17 il risultato finale. Ai cremisi vanno le nostre congratulazioni, anche perché – tra Trofeo Eccellenza e campionato – stiamo parlando della terza vittoria consecutiva. Per una squadra romana che riprende fiducia in sé stessa, ce n’è un’altra (leggasi Capitolina), che sprofonda sul proprio terreno contro un Prato organizzatissimo e di enorme esperienza. Al termine del match tra i blu-amaranto e i Cavalieri quel che è rimasto negli occhi dei tifosi (e forse non solo dei tifosi) di Via Flaminia è stato un “loop” di immagini: Prato che in mischia e su molti raggruppamenti avanzanti ha fatto il bello e il cattivo tempo, mentre la Capitolina cercava un modo per arginare tanta forza fisica. Lo andiamo dicendo da mesi: chili e centimetri in un campionato come l’Eccellenza fanno la differenza, così come fanno la differenza capacità attentive (che non ti devono mollare un solo attimo) e voglia di giocare. Che la voglia (il cuore se preferite) all’Urc non manchi, è un dato di fatto: su tutto il resto, tuttavia, ci si dovrà lavorare ancora, soprattutto se si intendono limitare i danni a fine stagione, evitando la retrocessione per direttissima. Le indicazioni offerte da questa prima parte del campionato, tuttavia, riteniamo possano essere utili a capire le aree di miglioramento della formazione “blau-grana”; sì, perché malgrado le difficoltà oggettive, i capitolini hanno l’indiscutibile capacità di far emergere i punti deboli delle altre squadre. Prato, ripetiamo una quadra tetragona sotto molti punti di vista, con la palla in mano ha lasciato davvero a desiderare: il conteggio degli “in avanti” al termine del confronto di Roma era davvero imbarazzante. Detto questo, ora la Capitolina deve essere capace di apprendere anche dai propri errori, e non limitarsi a fare la “cartina tornasole” per altre formazioni. Il campionato è lungo ed attendere al varco gli uomini di Andrea Cococcetta ci saranno nell’ordine Viadana e San Donà, la prima in trasferta, la seconda in casa. Daje!
Alessandro Cini

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