Rugby: Roma saluta le 3 “sorelle” in Eccellenza, per vincere insieme

Rugby: Roma saluta le 3 “sorelle” in Eccellenza, per vincere insieme

RUGBY_SQUADRESono andato alla presentazione del Campionato Eccellenza 2013-2014 delle tre società romane di rugby con la curiosità di vedere all’opera per la prima volta Luca Pancalli, neoassessore agli Stili di vita e Benessere della giunta Marino e, perché no, anche lo stesso Sindaco di Roma.
Devo dire (ma il mio giudizio è viziato da un debole per entrambi i protagonisti), che la Giunta di Roma non poteva esordire in modo migliore. Che Luca Pancalli fosse un uomo di sport è indubbio e il fatto che Marino si sia lasciato coinvolgere dal suo assessore in questa presentazione non fa che onore anche al Sindaco. Pancalli e Marino, infatti, avrebbero potuto esordire, nella prima uscita “olimpica”, in casa loro, magari con Pentathlon, Sport Paralimpico o Calcio (visto anche il recente incarico di responsabile del Settore Giovanile e Scolastico di Pancalli). Hanno scelto il rugby, terreno distante dalla storia di entrambi, e l’hanno fatto con una presenza e parole non di circostanza.
Vedere tre squadre della stessa città unirsi per una presentazione delle propria stagione – ha esordito Pancalli, che solo un cerimoniale incomprensibile ha destinato a parlare per ultimo – è un bell’esempio di passione e una testimonianza del valore dello sport. Che unisce e non divide”. Appare evidente il riferimento al calcio, visto anche il saluto al vice presidente della Polizia, presente in sala, con il quale “spesso ci troviamo a discutere di sport su altre meno felici occasioni”. Ma è anche un riferimento alle polemiche, prettamente italiane, sulla città che dovrebbe candidarsi ad ospitare le Olimpiadi 2024. “Insieme si vince – ha ricordato Marino – e il rugby in questo senso è un esempio, in campo ed anche fuori...”
Per me essere qui – ha continuato Pancalli – è un piacere ed un privilegio. Tutto lo sport, non solo il rugby, vive del rispetto delle regole; questo aspetto oggi in Italia è di per se un elemento rivoluzionario. Il fatto che Lazio, URC e Fiamme Oro abbiano deciso di presentare la loro stagione insieme, però, non deve far dimenticare la sana competizione agonistica. Per questo lancio l’idea di istituire un Trofeo Roma Capitale da assegnare, con regole e metodi che vorrete, nell’ambito del prossimo campionato”.
Ma le parole forse più belle sono arrivate direttamente dal Sindaco in apertura dei lavori, quando ha ricordato un dato che apre il cuore alla speranza: “Forse non tutti sanno che una bambina su due che nasce oggi arriverà a 100 anni di vita. Questo elemento non può che convincerci che lo sport è fondamentale per pensare ad un futuro sostenibile per la nostra società, contribuendo all’abbattimento dei costi sociali e migliorando la qualità della vita. Abbiamo bisogno di sport e di incentivarlo. Le porte del nostro Comune saranno sempre aperte per questo.” Fare questo discorso all’interno di una platea che non ha mai rappresentato un bacino di voti per la parte politica che ha eletto Marino mi è sembrata la più bella notizia della giornata. In passato lo sport a Roma è stato aiutato solo con logiche clientelari; oggi mi è parso di annusare un’aria diversa… disinteressata. In alcuni momenti ho avuto l’impressione di trovarmi a “casa”, all’interno del Salone d’Onore del CONI, per una delle tante presentazioni alla stampa. Una piacevole sensazione. Il merito di Pancalli (e di Marino, che l’ha voluto al suo fianco) è evidente.
Per quanto riguarda il rugby, quindi, buone notizie. Tre squadre (Lazio Rugby, Fiamme Oro e Unione Rugby Capitolina) che cercheranno di tenere alti i colori della città nel massimo campionato nazionale. Un campionato, è bene ricordarlo, che non è certo il massimo dal punto di vista tecnico e che ha perso negli anni anche la sua funzione di “cantera” per la Nazionale, ad eccezione forse di poche realtà (Lazio e, da quest’anno, Capitolina). L’altra buona notizia è che le “3 major” romane hanno deciso di fare “sistema”, per rilanciare l’attività rugbistica nella capitale e riuscire, magari con il tempo, a realizzare quel sogno abbozzato solo qualche anno fa con i Pretorians. Insieme URC, Lazio e Fiamme Oro organizzano l’attività di circa 1500 persone; il polo rugbistico del nord di Roma è forse quello con la maggiore concentrazione di tesserati del minirugby in Italia (500 solo della URC), esaltando quella vocazione per la palla ovale della Capitale. In questo panorama di per se già florido mi piace ricordare l’eccezionalità dell’esperienza della URC, anche perché è la “mia” società (sic! l’ammetto). Tre promozioni di fila, una squadra composta completamente da “dilettanti”, senza rimborsi e tanto meno stipendi, formata per il 90% dal proprio vivaio. Un esempio, per il mondo sportivo, non solo rugbistico.
Ma le belle notizie finiscono qui. Sotto il tappeto, nascosti dalle pacche sulle spalle e dai sorrisi di circostanza di oggi, restano problemi non secondari, per il rugby e per la Capitale. Primo fra tutti, e sicuramente da non trascurare, la scomparsa, di fatto, della storica Rugby Roma, che avrebbe dovuto e potuto, per diritto e storia, sedere al tavolo dei relatori. Il fatto che nel giro di pochi anni si sia sciolta come neve al sole rappresenta una ferita (come ha detto anche Pancalli riguardo al Tre Fontane), aperta per molti e per l’Amministrazione. Come non dimenticare, poi, il destino del Flaminio, che solo alcune “mezze” confidenze rilasciate dallo stesso Pancalli fanno presagire meno nero del presente. Il suo futuro impiego, per quanto prossimo, è ancora ipotetico al punto da non poter ancora dare nessuna notizia ufficiale. Alla lista dei problemi, però, si possono aggiungere anche i debiti della Capitolina nei confronti del Comune per l’utilizzo, negli anni passati, dei campi senza la regolare concessione (la regolarizzazione del contratto prevede anche un pagamento di arretrati per circa 400 mila euro, “scaricati” sulle famiglie…). Che dire, poi, della città del rugby; un affare che peserà sulle tasche dei cittadini e di cui non si è detto nulla.
Forse per tutto questo non era il momento. Verrà il giorno in cui Pancalli e Marino dovranno affrontare questi problemi. Allora si vedrà se meriteranno gli stessi applausi che hanno riscosso oggi.
Antonio Ungaro

SINTESI DEGLI ALTRI INTERVENTI
Alfredo Biagini (Lazio) – “Non vogliamo fare proclami sui nostri obbiettivi per questa stagione; certamente cercheremo di fare meglio dell’anno scorso. Roma è la vetrina scintillante del nostro movimento e dà molto al rugby italiano. Adesso, in termini tecnici e di crescita, abbiamo un grande ritorno. Questa collaborazione è fondamentale, ne va dato merito alle società, capaci di iniziare un rapporto intorno a un progetto comune nonostante le nostre realtà siano così diverse tra loro.”
Giorgio Vaccaro (Capitolina) – “Al centro del nostro progetto c’è, da sempre, la formazione. Non ci curiamo soltanto dei ragazzi, ma anche, e soprattutto, dei tecnici”.
Armando Forgione (Fiamme Oro) – “La Polizia di Stato ha cambiato pelle per lo sport. Ora la caserma Gelsomini di Ponte Galeria è aperta al pubblico e ospita l’Accademia federale under 18. Siamo diversi da come alcuni vogliono farci apparire”.

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