Rugby Sei Nazioni: Italia Inghilterra 5-34, poteva andare peggio!

Vince l'Inghilterra ma l'Italia riesce a contenere il passivo e, vista la situazione di questi tempi, si può anche considerare contenta.

Rugby Sei Nazioni: Italia Inghilterra 5-34, poteva andare peggio!

ROMA – Italia Inghilterra, ultimo turno del Sei Nazioni 2020 è finita 5 a 34. Poteva andare peggio e crediamo che Franco Smith possa essere contento. Soltanto un ottimista o un marziano sceso sulla terra in questi giorni poteva pensare che avremmo contenuto i britannici (se non addirittura vinto) in passivi minori.

Come avevamo intuito e raccontato in occasione della partita contro l’Irlanda (qui), la sosta prolungata non ha fatto bene al rugby di questo emisfero. Galles Scozia e poi anche Italia Inghilterra non hanno offerto un grande spettacolo. Palle cadute, errori gratuiti, meccanismi farraginosi. Lo spettacolo delle prime due partite di questa giornata non è stato all’altezza delle aspettative.

A farne le spese crediamo che alla fine sia stata proprio l’Inghilterra che nella partita all’Olimpico ha collezionato un numero spropositato di falli contro. La “giovane” Italia, riconfermata più per dovere “aziendale” che convinzione profonda dal tecnico sudafricano, non è stata in grado di sfruttare l’occasione.

Non poteva essere altrimenti se ti ritrovi con un’apertura che calcia costantemente sull’uomo più forte degli avversari (Vunipola e Watson), senza mai un briciolo di fantasia e capacità di aprire. O con tre quarti che evitano costantemente di placcare, come se questo fosse un compito che non li riguarda.

Abbiamo già detto che non è carino mettere nel mirino della critica giovani alle prime armi, però vedere in campo, anche oggi, ragazzi allo sbaraglio, osannati tra l’altro per un mezzo placcaggio riuscito o per un calcio un touche (ovvero il minimo sindacale per chi gioca a questi livelli), fa male.

Per questo motivo l’Italia può considerarsi contenta del risultato. Ha marcato anche un meta, cosa rara in questo Sei Nazioni, grazie soprattutto alla prontezza di riflessi di Canna e alle buone gambe di Polledri.

Pronti via e l’Inghilterra trova subito la meta in mezzo ai pali grazie ad un’azione combinata Farrell-Youngs, complice il buco di Violi e il tamponamento inefficace di Garbisi, che invece di chiudere su Farrell lo attende, come nelle peggiori scuole di rugby.

I ragazzi di Eddie Jones si spengono subito, forse convinti che avrebbero avuto partita facile oppure subito a corto di idee. Perdono per 10′ anche Hill per placcaggio alto e in quel momento l’Italia marca gli unici punti della partita.

Nel secondo tempo la strigliata del tecnico australiano sembra fare effetto e gli inglesi tornano in campo più determinati con la seconda meta del mediano di mischia. Nel frattempo l’Italia esaurisce le poche risorse ed idee. Gioca senza un piano di gioco e alla fine, come spesso accade negli ultimi anni, le forze finiscono nell’ultimo quarto di partita. Marcano George (50′), Curry (66′) e Slade (71′) ma la “goleada” che sarebbe servita per portare a casa questo Sei nazioni non arriva e allora tutti a casa, a guardare Francia Irlanda.

(aggiornato dopo la partita Francia Irlanda) – La Francia dei giovani Dupont e Ntamack vince alla distanza contro l’esperta Irlanda di Murray e Sexton e regala il Trofeo all’Inghilterra. La terza partita della giornata è all’altezza delle aspettative e regala un rugby finalmente di ottimo livello. Ci sembra si compia un passaggio generazionale tra una mediana che ha fatto epoca (quella irlandese) e una che detterà legge per i prossimi anni. Dupont ha 23 anni (prossimo ai 24), Ntamack 21: impossibile non fare il raffronto con i nostri esordienti.. anzi meglio non farlo!

Jules Elysard

Italia Inghilterra 5 – 34

Mete: Youngs (Ing – 4′ e 40′), Polledri (Ita – 17′), George (Ing – 50′), Curry (Ing – 66′), Slade (Ing – 71′)

Punizioni: Farrell (Ing – 12′)

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