Rugby Under 18, tra campionato e Nazionale non c’è collegamento

Domenica prossima, con i barrage parte la seconda fase del Campionato di categoria, nel frattempo il CT Dolcetto ha convocato gli azzurri che parteciperanno al Six Nations Festival in calendario a Gloucester.

Rugby Under 18, tra campionato e Nazionale non c’è collegamento

Roma – Quasi contemporaneamente con l’ufficializzazione da parte di Mattia Dolcetto, responsabile tecnico della Nazionale Italiana Under 18, dei 26 atleti convocati per il Six Nations Festival in calendario a Gloucester, in Inghilterra, dal 13 al 21 Aprile, si è chiusa la prima fase del campionato di categoria. La contemporaneità permette anche di apprezzare il non sense di un sistema che fonda le convocazioni per la Nazionale su logiche difficili da comprendere. Se scorrete l’elenco degli azzurri convocati per il prestigioso torneo inglese potrete apprezzare come rappresentino, solo in minima parte, le formazioni che hanno vinto i rispettivi campionati e che probabilmente si disputeranno la finale. Molti potrebbero obiettare che vi sono gironi, come quello del Nord Est, che hanno un livello superiore rispetto agli altri e che quindi è giusto “pescare” in quel bacino con maggiore incidenza. Sarebbe vero se così fosse. In realtà la maggior parte dei convocati provengono da formazioni giunte dietro non solo nel Nord Est, ma anche nei gironi del Centro Nord e Centro Sud. Spicca un solo convocato dei Medicei, vincitore del girone toscano, nessuno della Capitolina, vincitore nel centro sud e da anni finalista nel campionato (senza peraltro riuscire mai a vincerlo), uno di Treviso. Insomma sembra che il campionato U18, peraltro “nazionale” e non inquinato dagli stranieri, per il tecnico della Nazionale U18 non sia in grado di esprimere gli effettivi valori.

Un’ultima considerazione, infine, riguarda sempre il Nord Est come catino “privilegiato” delle Nazionali. E’ così, soprattutto nelle Nazionali maggiori, ma, visti i risultati, chi l’ha detto che questo sia un bene?

Di seguito le classifiche finali dei quattro Trofei e gli accoppiamenti dei barrage

TROFEO DELLA SERENISSIMA
1° classificata: Benetton R. Treviso
2° classificata: Rugby Petrarca Padova
3° classificata: Mogliano Rugby 1969

TROFEO DELLE ALPI
1° classificata: ASD Rugby Milano
2° classificata: Kavasaki R. Calvisano
3° classificata: Nordival R. Rovato

TROFEO DEGLI APPENNINI
1° classificata: Toscana Aeroporti I Medicei
2° classificata: Am. Parma R. Italgomma
3° classificata: Cavalieri Union Prato R. Sesto

TROFEO DEI TRE MARI
1° classificata: Unione Rugby Capitolina
2° classificata: Roma Legio Invicta XV
3° classificata: Pol. Lazio Rugby 1927

BARRAGE

7 aprile – ore 12.00
Am. Parma R. Italgomma – Pol. Lazio Rugby 1927, arb. Liperini (Livorno) – barrage 3

7 aprile – ore 12.30
Rugby Petrarca Padova – Nordival R. Rovato, arb. Chirnoaga (Roma) – barrage 1
Kawasaki R. Calvisano – Mogliano Rugby 1969, arb. Russo (Milano) – barrage 2

7 aprile – ore 14.00
Roma Legio Invicta XV – Cavalieri Union Prato R. Sesto, arb. Schipani (Benevento) – barrage 4

Le vincenti dei barrage accederanno al girone di finale inserite in due poule (A e B) assieme alle prime classificate dei Gironi Élite (sei giornate dal 14 aprile – 2 giugno, formula all’italiana con gare di andata e ritorno).

COMPOSIZIONE GIRONE A e B
Girone A: Benetton R. Treviso, ASD Rugby Milano, vincenti Barrage 1 e 2
Girone B: Toscana Aeroporti I Medicei, Unione Rugby Capitolina, vincenti Barrage 3 e 4

La prima classificata di ciascuna poule accederà alla Finale per il Titolo del 9 giugno.

Questi gli atleti convocati:
Luca ADORNI (RUGBY PARMA F.C.1931)
Manfredi ALBANESE GINAMMI (S.S. LAZIO RUGBY 1927)
Luca ANDREANI (RUGBY ROVATO)
Andrea ANGELONE (AVEZZANO RUGBY)
Matteo BALDELLI (CAVALIERI UNION R.PRATO SESTO)
Nicholas BORDIN (FEMI-CZ ROVIGO)
Lorenzo CANNONE (FLORENTIA RUGBY)
Tommaso DI BARTOLOMEO (ARGOS PETRARCA RUGBY)
Filippo DRAGO (MOGLIANO RUGBY 1969)
Riccardo FAVRETTO (BENETTON RUGBY TREVISO)
Mattia FERRARIN (AROGS PETRARCA RUGBY)
Simone GESI (LIVORNO RUGBY)
Luca Filippo GRUTTADAURIA (STADE TOULOUSAIN – FRANCIA)
Leonardo MARIN (MOGLIANO RUGBY 1969)
Umberto MAROCCHI (PRIMAVERA RUGBY)
Matteo MEGGIATO (CUS PADOVA)
Tommaso MENONCELLO (BENETTON R. TREVISO)
Ion NECULAI (CAVALIERI UNION R.PRATO SESTO)
Andrea PANCINI (CAVALIERI UNION R.PRATO SESTO)
Giacomo RAVAGNAN (PESARO RUGBY)
Marco RUFFATO (RUGBY BASSANO)
Matteo SASSI THOMAS (TOSCANA AEROPORTI I MEDICEI)
Fabio SCHIABEL (LAFERT SAN DONA’)
Dorin TICA (KAWASAKI ROBOT CALVISANO)
Daniele ULISSE (S.S. LAZIO RUGBY 1927)
Stephen VARNEY (GLOUCESTER RUGBY – INGHILTERRA)

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4 Responses to "Rugby Under 18, tra campionato e Nazionale non c’è collegamento"

  1. Silvia  4 Aprile 2019 at 14:24

    Perfettamente d’accordo con questo articolo! Ci sono ragazzi di sicuro valore che nessuno mai vede perché i criteri valutativi sono legati a logiche clientelari e feudali!! In questa lista ci sono giocatori anche di livello medio che vengono esaltati come novelli all Blacks e molti ragazzi che meriterebbero di piu rimangono a giocare nei club in assoluto anonimato! Vergogna

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  2. Marco  5 Aprile 2019 at 07:36

    Purtroppo il sistema fallimentare delle accademie ha prodotto questo risultato. Sono presenti solo ragazzi delle accademie. Ma se si va in fondo ad analizzare il problema forse le accademie non raccolgono il massimo che oggi il campionato può offrire. Sono presenti ragazzi che provengono dalla provincia nella lista dei nazionali e nessuno o quasi che proviene dalle grandi città (Roma, Milano e Firenze) le cui squadre sono prime su 4 gironi. Forse le accademie sono fatte a misura per chi lascia una piccola città della provincia con tutto quello che ne consegue. Il discorso è complesso ed andrebbe trattato con molta più profondità dai tecnici federali tenendo anche presente le criticità in merito alla compatibilità tra sport ed istruzione.

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    • Redazione  5 Aprile 2019 at 07:51

      Crediamo che Marco abbia centrato il problema. Aggiungiamo inoltre che ogni sport (non solo il rugby) che voglia fare un salto di qualità in Italia non può prescindere dalle grandi metropoli. Anche il basket, per esempio, soffre dello stesso problema, se facciamo eccezione per Milano, piazza storicamente leader nella pallacanestro.

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  3. Sklerici  10 Giugno 2019 at 11:55

    Bravi, finalmente leggo un commento sensato. Ho visto ad esempio la partita spareggio Florentia Romagna per l’accesso alla serie A. Nella squadra romagnola c’era un numero 8 classe 1999 (credo si chiami Maroncelli) che semplicemente non può non essere nel giro delle nazionali italiane. Nel Florentia ha giocato 25 minuti Cannone jr, giocatore classe 2001 molto forte e ‘superattenzionato’, che rappresenta il futuro numero 8 dell’Italia nei piani federali. Solo che per ora, tra Maroncelli e Cannone c’è la stessa differenza che passa tra mangiare e stare a guardare.. Non so se mi spiego.

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