
Elena Rybakina è la nuova campionessa dell’Australian Open. A Melbourne, nella notte della Rod Laver Arena, la kazaka ha superato la numero uno del mondo Aryna Sabalenka con il punteggio di 6-4, 4-6, 6-4 in 2 ore e 18 minuti, conquistando il suo secondo titolo Slam e il primo in Australia dopo Wimbledon 2022. Una vittoria di carattere, maturità e sangue freddo, che la proietta anche al numero 3 del ranking mondiale.
Tre anni dopo la finale persa qui nel 2023, quando aveva vinto il primo set prima di cedere alla distanza, Rybakina torna sullo stesso palcoscenico per completare la propria rivincita sportiva. E lo fa nel modo più difficile, rimontando nel set decisivo da 0-3 contro una Sabalenka che sembrava avere l’inerzia dalla sua parte dopo aver infilato cinque game consecutivi a cavallo tra secondo e terzo parziale.
Nel momento più delicato, la kazaka si è affidata alle armi che l’hanno resa una delle giocatrici più temute del circuito. Non servono numeri abnormi per spiegare la sua efficacia: sei ace complessivi, ma distribuiti nei momenti chiave. Il primo, pesantissimo, arriva sullo 0-3 del terzo set, subito dopo un richiamo dal box per una presunta mancanza di energia. Rybakina reagisce, tiene il servizio e cambia l’inerzia del match. Da lì parte una serie di cinque game consecutivi che la porta a un passo dal titolo.
Sabalenka prova a restare aggrappata alla finale, tiene il servizio sul 5-3 e si riavvicina sul 5-4, ma sul championship point è ancora un ace a decidere tutto. Un colpo secco, definitivo, che consegna a Rybakina la Daphne Akhurst Memorial Cup e chiude un’altra sfida memorabile di una rivalità che sta diventando una delle più affascinanti del tennis femminile contemporaneo.
Al termine dell’incontro, durante la premiazione, Rybakina fatica a trovare le parole: «È difficile parlare adesso. Voglio però congratularmi con Aryna per i risultati straordinari degli ultimi anni. So quanto sia dura perdere una finale così, ma spero che giocheremo ancora molte altre finali insieme». La kazaka aveva già superato la n. 1 al mondo nelle Finals di Riad dimostrando di essere diventata, negli appuntamenti importanti, la ‘bestia nerà’ della bielorussa.
Numeri alla mano, il match è stato un equilibrio quasi perfetto: 92 punti vinti per parte, stessa intensità, stessa qualità di colpi. A fare la differenza, ancora una volta, è stata la lucidità nei momenti decisivi. E questa volta, a Melbourne, Elena Rybakina non ha lasciato spazio ai fantasmi del passato.
