Sacchi a Saint Louis, Caruana e il fantasma di Morphy…

Sacchi a Saint Louis, Caruana e il fantasma di Morphy…
Caruana, Saint Louis, Sinquefield Cup

Caruana contro Aronian nell’ultimo incontro della Sinquefield Cup a Saint Louis

La magia che ha accompagnato Fabiano Caruana per buona parte del Torneo di Scacchi di Saint Louis (Sinquefield Cup) si è interrotta decisamente. Lo conferma il pareggio con l’americano Nakamura nel penultimo incontro del torneo. Un pareggio dettato da una carenza di tempo in una posizione che i teorici e i motori davano per vincente, con un sacrificio di qualità alla 40° mossa. Solo 48 ore prima, probabilmente, il 22enne italoamericano non sarebbe arrivato in ritardo di tempo e soprattutto avrebbe cavalcato l’onda. Anche il pareggio contro il campione del Mondo Carlsen, il giorno ancora prima, è sembrato più dettato da logiche di calcolo che dall’effettiva forza di gioco espressa dai due. Per ampi tratti della partita, infatti, Caruana appariva nettamente superiore al norvegese, infuocando la fantasia e la passione dei tanti che hanno seguito in diretta l’incontro (addirittura SkySport24).
Ma il Caruana di oggi non è lo stesso di solo 72 ore fa quando, forte di ben 7 successi consecutivi, sembrava contornato da un alone di imbattibilità. Non si può pretendere troppo da questo ragazzo, che ha sorpreso il mondo degli scacchi con un torneo che resterà alla storia per la più lunga striscia vincente negli scacchi moderni.
Se è vero, infatti, che il Caruana di oggi non è lo stesso di qualche giorno fa, questo vale anche da un’altra prospettiva. All’inizio del torneo Fabiano era il 3° del ranking, destinato a diventare 2° e a sfidare, prima o poi, il quasi coetaneo campione del mondo Carlsen; sempre, però, un gradino sotto il norvegese, apparentemente superiore per precisione di gioco e capacità di vincere i match importanti. Questo solo all’inizio del torneo…
A distanza di una settimana, invece, la città presso cui riposa Paul Morphy ci consegna un giocatore diverso. Determinato e ispirato quanto basta per entrare nella storia, Fabiano insidia da vicino lo stesso Carlsen, offuscandone il gioco e ponendo più di un dubbio su chi sia il più forte.
Sicuramente Caruana, che è nato a Miami, conoscerà la storia del primo grande giocatore di scacchi dell’era moderna, quel Morphy citato all’inizio e che è sepolto a poca distanza da dove il ragazzo italo americano ha sbalordito il mondo. Saprà allora che Morphy, benché considerato da molti suoi contemporanei il migliore al mondo, non ebbe mai l’opportunità di sfidare Staunton. La questione non si risolse perché l’incontro del secolo non si svolse, per volere dello stesso Staunton. Auguriamo a Fabiano che il fantasma dell’irrequieto Morphy (che non si riprese mai da quel diniego) non lo tormenti ancora per molto e che possa in breve regolare la questione con Carlsen.
Intanto con gli ultimi tre pareggi (patta anche nell’ultima partita con Aronian, ormai destinato ad essere superato in classifica elo), l’italiano si porta a casa un Torneo che molti hanno definito come il più difficile del millennio (2000). Non siamo in grado di confermare o meno questa affermazione, anche se il recente Zurich Chess Challenge vinto da Carlsen ci è sembrato superiore, se non altro perché poteva allineare al via una manciata di campioni del mondo. Resta il fatto che l’italiano ha collezionato una serie di scalpi e mostrato una maturità che non ha mancato di esaltare media, l’Italia scacchistica e non. Per questo motivo i tanti sacrifici che la Federazione del presidente Pagnoncelli sta sostenendo per riuscire a far maturare adeguatamente il ragazzo trovano il giusto premio in questo improvviso e meritato ritorno di immagine. Siamo convinti, del resto, che in nessun altro contesto Caruana avrebbe potuto trovare il supporto e il “tifo” che l’Italia è stata in grado di assicurargli, essendo questo Paese, chissà perché, intimo amante dell’arte di Caissa.. a volte le cose della vita sono strane!
AU

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