Con la Milano-Sanremo si apre ufficialmente la stagione delle Grandi Classiche. È la corsa che, da oltre un secolo, segna il battito d’inizio della primavera ciclistica: quasi 300 chilometri di storia, fatica e leggenda, tra il freddo della partenza lombarda e il profumo di mare all’arrivo sulla Riviera dei Fiori (leggi di più QUI). Ed è proprio in questi giorni, in cui il ciclismo mondiale si ritrova a raccontare nuove imprese e vecchie glorie, che il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo conferma il suo ruolo di custode delle emozioni più autentiche di questo sport.
Il Museo ha riaperto i battenti il primo marzo 2025, in perfetta sincronia con l’avvio della stagione ciclistica, regalando ai suoi visitatori una giornata densa di passione, storie e testimonianze d’eccezione. Tra i protagonisti dell’inaugurazione Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Marino Vigna e Marco Giovannetti, che hanno condiviso con il pubblico aneddoti e ricordi legati alle “Grandi imprese di ciclismo”, il libro di Beppe Conti (Graphot editore), capace di riportare alla luce il fascino delle sfide leggendarie.
Nuovo entusiasmo e le meraviglie di Pogačar – Accanto a loro, Chiara Colombo, campionessa del mondo di paraciclismo su pista, ha portato la sua emozionante testimonianza: “Ho toccato le maglie di Pogačar e mia mamma mi ha fatto accarezzare una storica maglia rosa. Non so più di chi. Ma è stato molto emozionante, entrare in questo Museo fa battere il cuore”. Un cuore che batte forte anche grazie ai nuovi arrivi in collezione, tra cui la bicicletta e la maglia amarillo con cui Marco Giovannetti vinse la Vuelta a España del 1990, donate al Museo proprio in occasione della riapertura.
Ma la vera notizia che sta facendo brillare gli occhi agli appassionati riguarda il campione sloveno Tadej Pogačar: tre sue biciclette iconiche – Giro d’Italia, Tour de France e Mondiale – sono ora esposte al Ghisallo, insieme alle rispettive maglie, grazie alla collaborazione con Colnago e al prezioso supporto di Manolo Bertocchi, Head of Strategy and Marketing dell’azienda.
La stagione 2025 del Museo è partita con il vento in poppa, arricchita anche dai ricordi nel ciclismo professionistico di oggi e di ieri del Team Polti. Il Museo celebra questa storia con due maglie speciali: quella rosa del Giro d’Italia Femminile vinto da Elisa Longo Borghini e una maglia del Team Polti Kometa 2024 firmata da tutta la squadra. E dal glorioso passato Polti arriva anche la bicicletta con cui Ivan Gotti conquistò la cronoscalata del Giro d’Italia 1999. Non mancano pezzi unici che raccontano storie di amicizia e passione sportiva: grazie a Beppe Bergomi, la collezione si arricchisce della maglia rosa indossata da Miro Panizza nel 1980.
Parte il progetto mostra Eddy Mercxk – E se la Milano-Sanremo ci ricorda che il ciclismo è sfida e leggenda, il Museo del Ghisallo prepara una stagione che onora il mito: il 3 maggio prossimo sarà inaugurata una grande mostra dedicata a Eddy Merckx, il campione dei campioni, che con sette vittorie nella Classicissima ha scritto pagine indelebili della storia del ciclismo. Sarà un omaggio al più vincente di sempre, capace di trionfare ovunque, dalla Sanremo al Tour, dal Giro al Lombardia. Per questo speciale compleanno è stata attivata una fondamentale campagna di raccolta fondi tutte le informazioni qui a questo link
Sabato 29 omaggio ad Anquetil – Il Museo segue anche gli avvenimenti che caratterizzano il calendario ciclistico internazionale. Uno spazio espositivo sulla pedana di ingresso sarà dedicato proprio alla Milano-Sanremo, con una mostra fotografica tematica che ripercorrerà i momenti salienti della Classicissima. E non è finita: domenica 23 marzo sarà il momento del Vigorelli, lo storico velodromo milanese che compie 90 anni. Nella cineteca del Museo sarà proiettato senza sosta un documentario curato da Gino Cervi, insieme a filmati d’archivio Rai che raccontano la prima gara al Vigorelli del 24 marzo 1935. Il 29 marzo si celebrerà Jacques Anquetil e sono attesi al Museo, la figlia Sophie, il giornalista Herbie Sykes in compagnia di Franco Balmamion e Gianni Motta, l’iniziativa è dell’infaticabile amico del ciclismo Bruno Astruc. È annunciata anche la presenza del giornalista e scrittore storico Beppe Conti.
Il Museo del Ghisallo non è solo un luogo di memoria, ma un laboratorio di emozioni, pronto ad accogliere visitatori, appassionati e famiglie in un viaggio che attraversa le epoche del ciclismo. Perché, se la Milano-Sanremo ci ricorda che la corsa più bella è sempre la prossima, al Ghisallo si scopre che ogni traguardo porta con sé storie che non smettono mai di emozionare.

