Sara Cardin, la “grande bellezza” del karate italiano

Sara Cardin, la “grande bellezza” del karate italiano
Mondiali Karate, Sara Cardin

Sara Cardin in azione a Brema

Ma ora, a conclusione, la parola alla “grande bellezza” del karate italiano, la veneta Sara Cardin, 27 anni, per la quale il 2014 è stato un anno decisamente importante: il 26 luglio si è sposata con il suo istruttore, Paolo Moretto; il 29 settembre è stata arruolata nell’Esercito Italiano, Centro Sportivo, con il grado di caporale; ora, campionessa del mondo, prestigioso titolo che suggella una carriera agonistica fitta di successi:oro al campionato europeo giovanile 2007, oro al campionato europeo senior 2010, argento all’ europeo 2013, senza citare i tanti piazzamenti di vertice nei prestigiosi appuntamenti internazionali rappresentati dagli Open e dal circuito della Premier League. Ascoltiamola…
Con quali aspettative personali hai affrontato l’appuntamento di Brema?
“La stagione agonistica precedente è andata bene, un po’ ci credevo ad un risultato da podio, ma da lì a pensare addirittura all’oro, onestamente ce ne correva. Non è facile fare previsioni soprattutto in una gara di tale importanza: occorre imbattersi nella giornata giusta, nel percorso giusto…del resto il livello tecnico visto a Brema è oramai altissimo, non esistono più avversari-materasso.”
La tua caratteristica vincente?
“L’essere riuscita a mantenermi concentrata e tranquilla e ad andare avanti così, incontro dopo incontro.”
Che ci dici dell’ avversaria di finale, la francese Emilie Thouy?
“Non sembra all’apparenza fortissima, possiede un bagaglio tecnico non molto ampio, ma sa gestire molto bene le emozioni ed è estremamente lucida e fredda. Basti pensare che negli incontri internazionali di preparazione al mondiale l’ho incontrata tre volte, e tutte e tre le volte ho perso.
Doppiamente brava, Sara. Qual è stato il tuo primo pensiero quando hai capito che eri campionessa del mondo?
“Ho pensato: ce l’ho fatta, ho vinto il mondiale! Per l’emozione non mi reggevano le gambe, mi sentivo leggera, leggera ed il peso stesso del mio corpo sembrava scivolare via…”
A chi hai dedicato questa bellissima vittoria?
“Al mio maestro e marito, Paolo Moretto, che oltre ad essere la guida tecnica è anche il mio ineguagliabile punto di riferimento e di sostegno personale e psicologico, specie nei momenti più difficili”.
La performance azzurra nel suo complesso come ti è sembrata?
“La nazionale è affiatata, è composta – molto più rispetto al passato – da un bel gruppo di amici, pronti ad aiutarsi tra di loro. Limitando il discorso ai medagliati, Luigi Busà avrebbe meritato l’oro, mi è dispiaciuto per lui, comunque rimane un grande atleta! Sono contenta per il bronzo di Laura Pasqua che ha ritrovato a Brema la strada per la medaglia ed un complimento anche alla squadra del kata femminile, che ancora una volta ha offerto una superba dimostrazione del livello tecnico raggiunto.”
Adesso per Sara Cardin è il momento di godersi la vittoria, e di intervenire ai vari programmi televisivi, interviste, servizi che i media le stanno più che meritatamente dedicando…e poi?
“Spero di potermi concedere un momento di relax a fine anno e di godermi il viaggio di nozze, che ho dovuto per forza rimandare. Poi, a gennaio, si ricomincia in vista dell’ Europeo di marzo e degli Olimpic Games di Baku”.
Leandro Spadari

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