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Scacchi e Formula 1, un legame che nasce nel 1929 nel 1° GP di Montecarlo

Il 14 aprile 1929 fa il suo esordio, per la prima volta ad una gara automobilistica, la bandiera a scacchi, per l'idea di Antony Noghes, ispirato proprio da una partita.. a scacchi!

Il rapporto tra scacchi e Formula 1 è più stretto di quanto si possa pensare e affonda le sue radici nella storia stessa di questo sport.

Il nome di Antony Noghes è sicuramente ben noto agli appassionati di automobilismo e della F1. Fu il fondatore dell’Automobil Club del Principato di Monaco (dove già nel 1890 si era costituito il primo club automobilistico) e a lui è intitolata l’ultima curva del tracciato di Montecarlo, quella che immette sul traguardo. Fu del resto sua l’idea di una gara automobilistica lungo le strade di Montecarlo: il primo GP di Montecarlo venne corso il 14 aprile 1929.

Noghes inoltre è considerato l’ideatore della ‘bandiera a scacchi’ per dare il via delle gare e segnalare l’arrivo. Va infatti ricordato che dopo la Prima Guerra Mondiale il via delle gare e l’arrivo venivano dati con la bandiera della Nazione che ospitava la corsa.

Quando si trattò di organizzare il primo GP di Montecarlo ci si rese conto che utilizzare la bandiera monegasca avrebbe potuto creare dei problemi, dato che la bandiera di Monaco ha i colori bianco e rosso, colori che in pista indicano pericolo e rallentamento.

Così Noghes arrivò alla conclusione che per dare il via e sancire la fine della gara si dovesse trovare una bandiera diversa da tutte, in modo da non creare il rischio di confondersi. Una scelta non facile…

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In una fredda sera qualche settimana prima della gara, mentre già fervevano i preparativi, per scaldarsi e rilassarsi si recò in un bar per bere un drink con gli amici, uno dei quali gli propose di giocare una partita a scacchi. E mentre giocava fu folgorato da un pensiero: la scacchiera andava benissimo allo scopo e poteva essere usata come bandiera!

Così quel 14 aprile 1929 sul circuito di Monte Carlo la bandiera a scacchi fece ufficialmente la sua apparizione e da quel giorno è entrata nella storia delle corse automobilistiche e motoristiche e Noghes ne è considerato a tutti gli effetti l’ideatore.

Sotto la bandiera a scacchi: i campioni di Formula 1 scacchisti

Mick Schumacher, Charles Leclerc e Carlos Sainz possono essere annoverati tra gli appassionati di scacchi! Lo sappiamo grazie ad un articolo di Federico Mariani pubblicato sulla ‘Gazzetta dello Sport’ il 5 gennaio 2022, relativo al GP del Belgio del 29 agosto 2021, che come si ricorderà fu interrotto varie ore per pioggia.

Charles Leclerc ha raccontato di aver passato le ore di attesa giocando a scacchi contro Carlos Sainz. “Sono stato impegnato a giocare a scacchi con Carlos e ho vinto. Almeno una vittoria oggi l’ho portata a casa”, ha detto scherzosamente.

A volte, una sana rivalità può far bene. È il caso di Charles Leclerc e Carlos Sainz. I due piloti hanno portato la Ferrari al terzo posto nella classifica costruttori 2021, riscattando così un 2020 difficile per il marchio italiano in F1. Il dualismo, mai andato oltre le righe, si è riproposto anche fuori dalle piste grazie alla comune passione per gli scacchi. Un modo per divertirsi nel tempo libero, ma anche per allenare la concentrazione, come afferma pure Mick Schumacher.

Il gioco di strategia ha unito ancora di più i due ferraristi, spesso impegnati a sfidarsi sulle scacchiere reali o virtuali. Ma com’è nata questa passione? Leclerc rivela a Motorsport.com: “Mi sono sempre interessato, mi piacevano gli scacchi da bambino. La nostra rivalità penso sia nata durante i giorni con i media all’inizio dell’anno quando non sapevamo cosa fare. Stavo giocando a scacchi, Carlos mi ha visto mentre utilizzavo il cellulare e ha deciso di scaricarlo”. E la sfida Sainz-Leclerc è diventata realtà.

Ma chi è lo stratega migliore tra i due piloti Ferrari? Ai microfoni del portale Autosport, le opinioni di Leclerc e Sainz appaiono divergenti. Sorride Carlos: “La prima volta che l’ho sfidato, l’ho battuto. E anche nell’ultima occasione, sul 2-2, ha preferito non affrontarmi”. Charles racconta: “Sainz è davvero bravo. Quando torniamo a casa dalle gare dopo le 21, è molto bello sfidarsi. Nella prima parte dell’anno eravamo piuttosto pazzi. Abbiamo giocato uno contro l’altro e non volevamo fermarci”.

Anche Mick Schumacher ama destreggiarsi con le pedine. In un’intervista a Motorsport.com ha rivelato come si è avvicinato a questo gioco: “Una volta Kai Schnapka (fisioterapista del padre Michael ndr.) e io abbiamo dimenticato la nostra tavola da backgammon e l’unica cosa che avevamo erano gli scacchi. Da lì ho iniziato a usarli abitualmente”. Negli ultimi tempi, poi, Mick si è scoperto vincente: “È divertente, anche se all’inizio perdevo sempre. Poi ho capito il gioco e ultimamente vinco la maggior parte degli incontri”. Gli scacchi possono diventare un ottimo metodo per allenarsi anche per un pilota di F1, come afferma Schumacher a GPFans: “Ho la sensazione che queste partite aiutino l’attenzione, perché bisogna sempre restare concentrati. E nei weekend è importante essere sempre mentalmente pronto per qualsiasi sfida che si presenta”.

Adolivio Capece

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