ScacchiScacchi e università, ad Almaty il primo Mondiale a squadre

Scacchi e università, ad Almaty il primo Mondiale a squadre

Gli studenti raccontano cosa allena la scacchiera. E la storia del gioco è piena di dottorati.

Alexander Alekhine gioca contro Efim Bogoljubov, assiste Lasker

Ad Almaty è cominciato il primo campionato del mondo universitario a squadre di scacchi. Organizza l’Università nazionale kazaka Al-Farabi, nell’ambito dell’Anno FIDE degli scacchi nell’educazione 2026. La formula prevede due incontri per ogni accoppiamento, con i colori invertiti.

Il turno d’apertura ha lasciato in testa ai quattro gironi la Ural State Mining University, che ha piegato Pechino con un doppio 4-0, la Saint Louis University, il Texas at Dallas, capace di travolgere Cambridge per 4-0 e 3½-½, e i padroni di casa della KazNU Al-Farabi, vincitori su Oxford per 3-1 e 3½-½.

Quello che dicono gli studenti

Andrea Henderson de La Fuente, dottoranda in astrofisica a Oxford, attribuisce alla scacchiera la capacità di reggere la concentrazione per ore senza cedimenti. La ricerca le lascia poco tempo per il gioco agonistico, il beneficio resta.

Chloe e Ryan, iscritti a scienze all’Università di Melbourne, hanno imparato a sei o sette anni nei club scolastici. Lei insiste sulla varietà: ogni partita è diversa dalla precedente, e questo obbliga a imparare ancora. Lui parla di riconoscimento di schemi, cioè della possibilità di trasferire un’idea da una posizione a un’altra che le somiglia soltanto in parte. È la definizione che uno psicologo cognitivo darebbe del transfer.

Un secolo di dottorati

La storia del titolo mondiale conferma la coincidenza. Emanuel Lasker, campione dal 1894 al 1921, prese il dottorato in matematica a Erlangen con Max Noether e nel 1905 introdusse la decomposizione primaria degli ideali: il teorema di Lasker-Noether regge ancora un pezzo di algebra commutativa e di geometria algebrica.

Max Euwe, campione dal 1935 al 1937, si addottorò ad Amsterdam nel 1926 dopo aver studiato con Brouwer; dimostrò che il regolamento del 1929 non impediva partite infinite e finì su una cattedra di programmazione a Rotterdam e a Tilburg.

Michail Botvinnik si laureò in ingegneria elettrotecnica al Politecnico di Leningrado nel 1931, l’anno del suo primo titolo sovietico, e conquistò il dottorato nel 1951, da campione del mondo in carica. Firmò brevetti sulle macchine sincrone asincronizzate e mise mano al programma Pioneer, antenato dei motori di analisi.

Fuori dall’albo d’oro c’è il caso che parla più da vicino ai ragazzi di Almaty: John Nunn entrò a Oxford a quindici anni, matricola più giovane dal 1520, e a ventitré discusse una tesi di topologia algebrica mentre completava le norme da grande maestro. Lo stesso Nunn ridimensiona il nesso: in matematica si cerca la verità, sulla scacchiera basta essere migliori dell’avversario quel giorno.

Il programma

Almaty ospita anche la sfida giovanile fra Kazakhstan e Resto del Mondo: nel rapid i ragazzi di casa si sono imposti per 14½-9½, le ragazze straniere hanno risposto con un 18-6. Mercoledì il blitz per i più giovani e la seconda giornata dei gironi, che assegna i posti per la fase a eliminazione diretta.

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