Se lanci in pista, sulla pista della cultura e della storia, del ciclismo, del giro e del nostro Belpaese, i direttori dei musei del ciclismo e… affini: sei fritto. Non ti mollano più. Ti inchiodano in una gara di contenuti e di energie per la memoria e anche per l’attualità della bicicletta. Ti portano in giro. Per musei.

Iniziano a correre e lanciarsi l’uno con l’altro, qualche volta anche l’altra. Hai presente quelle entusiasmanti americane che si corrono in pista? Dove per darsi il cambio, proprio, ci si lancia con coraggio? Ecco. Sembra proprio così quello che sta accadendo sulla insolita rotta che vede una partenza lanciata dalla parabolica rialzata di Alessandria Città delle Biciclette (un tempo lì c’era proprio una delle prime piste ed oggi è solo il Quartier Pista),  si dà il cambio a Milano, nel quartier generale del Giro d’Italia (dove c’è anche La Gazzetta dello Sport…), rilancia più a Nord verso le colline comasche (quel ramo del lago di Como) puntando su Bellagio e poi al Passo del Ghisallo e dalla pista – tinta di rosa per l’occasione – del Museo del Ghisallo di Fiorenzo Magni – riparte di slancio verso Torino: dove ci sarà la Grande Partenza. Del Giro 2021.

Se ti gira la testa non ti preoccupare è tutto normale. È una strana bella storia. E non è mica è finita qui. Perché i musei che corrono questa altrettanto strana americana sono tre più il Polo del ‘900, sempre a Torino, luogo di cultura e  di incontri (quando si ripotrà) di giovani e progetti, luogo che coinvolge 22 Fondazioni e propone temi e approfondimenti. Tutti importanti. Per Torino e dintorni. Non solo. Fra questi tre Musei c’è un curioso terzo inserimento e non da poco: perché a pedalare in rosa in questa storia di parabole a due ruote c’è anche il Museo Egizio! Proprio così. Archeologie invisibili (capirai il perché di questo titolo) e visibilissime. Anzi in rosa.

La strana storia è stata raccontata in occasione di un incontro digitale organizzato dalla Camera di Commercio di Alessandria-Asti con il suo Museo ACDB, che giovedì 29 aprile 2021, ha illustrato le iniziative e le sinergie museali che hanno contribuito in questi mesi di lockdown a resistere alla chiusura forzata per la Pandemia, e che stanno proiettando sinergie e iniziative culturali destinate a pedalare e fare crescere ancora di più un movimento fatto di passione per la storia, per la cultura, per il futuro economico anche turistico oltre che sportivo della bicicletta.

Il periodo di chiusura forzata ci ha fatto capire – per assenza – come la cultura sia motore di crescita per tutta la società. Cultura e sport sono un grande tema che vogliamo sviluppare a più voci, approfittando del grande palcoscenico costituito dalla partenza del Giro d’Italia da Torino sabato 8 maggio, ha detto il direttore del Museo AcdB, Roberto Livraghi.

I due musei gemellati – il Ghisallo e AcdB – hanno avviato un dialogo con alcune importanti realtà torinesi come il Polo del ‘900 e il Museo Egizio di Torino. Torino e il Piemonte sono impegnate più che mai nella ripartenza del grande ciclismo e del Giro d’Italia 2021. La Grande Partenza sarà l’8 maggio, a Torino appunto, e vede alcune realtà museali pedalare insieme nel segno della cultura e seguendo un filo rosa.

La sinergia si traduce in un countdown temporale verso la Grande Partenza della Corsa Rosa in cui la prima tappa sarà l’organizzazione di un evento digitale al Polo del ‘900 di Torino (4 maggio 2021, ore 17) che racconta la storia della Maglia Rosa attraverso le celebrazioni del suo 90mo compleanno. La Maglia Rosa viene così anche festeggiata sia con una importante mostra virtuale inaugurata ad inizio marzo e che ha già raccolto oltre 7mila visitatori digitali (https://virtualtour.linelab.net/virtuals/magliarosa90anni/) sia con una serie di incontri e testimonianze che sottolineano il valore sociale e culturale di questo simbolo del primato del Giro d’Italia.  Il linguaggio, internazionale, della Maglia Rosa è un racconto attraverso 9 decenni di storia sportiva e umana, materiale prezioso per i musei custodi della memoria.

Dall’8 maggio 2021, inoltre, la preziosa Maglia Rosa, esposta al Museo AcdB di Alessandria Città delle Biciclette, cimelio della Collezione Chiapuzzo, sarà esposta al Museo Egizio ad arricchire in una posizione privilegiata gli spazi della mostra temporanea Archeologia Invisibile. Il cimelio resterà esposto fino al 30 maggio. L’esposizione offre un’ulteriore occasione per mettere l’accento sulla storia della maglia e sulla sua biografia.

Dal primo maggio, ricordiamo che il Museo del Ciclismo Madonna del Ghisallo di Magreglio riapre i battenti e propone la collezione più grande del mondo di Maglie Rosa (progetto in collaborazione con il Giro d’Italia – La Gazzetta dello Sport), una collezione completa e valorizzata dall’iniziativa Museo del Ghisallo Pink Room in collaborazione con Faema.

Carola Gentilini, direttore del Museo del Ciclismo del Ghisallo (Magreglio, Como), ha lanciato la prima sfida temporale: il Museo riapre sabato primo maggio. Doveva essere il primo di marzo scorso:  Il Covid-19 ha colpito duramente la cultura, i nostri musei, i progetti e anche le energie di chi lavora in questo ambito fondamentale, che è il mondo della memoria e della storia. – ha detto l’architetto Gentilini portando anche i saluti del presidente della Fondazione Antonio Molteni –   Non ci siamo dati per vinti un solo istante e ancora stiamo lottando. Abbiamo conquistato davvero il senso di appartenenza ad un Gruppo e questa conferenza stampa digitale ne è un esempio e ha allargato i confini, anzi i raggi, che sono quelli della collaborazione con altri musei, della condivisione dei valori e della comunicazione all’unisono. Adesso la strada per le nostre collezioni è spianata: e sono collezioni rosa più che mai, per i 90 anni della Maglia Rosa e colorate della storia dei campioni, come il nuovo generoso omaggio fatto al Museo del Ghisallo per la sua riapertura. Abbiamo dimostrato di saper essere anche virtuali oltre che virtuosi, adesso vi vogliamo vedere uno per uno nei Musei, in sicurezza, meglio ancora se – come fossero traguardi – li raggiungeremo in bicicletta.

Non si sente certo una terza incomoda la direttrice della comunicazione e relazioni esterne del Museo Egizio Paola Matossi L’Orsa che appare emozionata da questa nuova sfida in Rosa:  Siamo davvero lieti di poter far parte del Giro d’Italia 2021 attraverso questa esposizione. – dice – Una collaborazione che può sembrare insolita ma che invece nasce da una forte affinità: così come la Maglia Rosa custodisce storie straordinarie, allo stesso modo lo studio che il Museo realizza quotidianamente su reperti della propria collezione restituisce al pubblico la biografia degli oggetti e il racconto di storie lontane nel tempo ma capaci di parlare anche a noi. Un tema al centro della mostra temporanea “Archeologia invisibile”, che infatti ospiterà la Maglia Rosa con una speciale esposizione.

Dopo il Ghisallo che riapre con la sua sfilata di maglie rosa e la sua Pink Room Experience a Magreglio (Como), il cambio sarà dato in ordine cronologico al Polo del ‘900 di Torino, come spiega Luca Rolandi, direttore responsabile di N-Enne Magazine, pronto ad ospitare un evento digitale che parla della storia dei 90 anni della Maglia Rosa con un contributo e un omaggio al grande Franco Balmamion, l’ultimo piemontese a vincere (due volte) il Giro d’Italia e spiega: Il ciclismo è vita e passione. La riapertura dei Musei dedicati, il Giro d’Italia, le mostre le iniziative come la nostra del Polo del ‘900 sulle Sfide sconfinate dello sport sono il segno di una rinascita che nascono da una disciplina popolare, di fatica, epica nei racconti del Novecento sportivo ma che ancora fa sognare oggi. Ci sono generazioni di padri e madri che si sono esaltate, hanno pianto e gioito per i campioni del pedale e ancora oggi, nella sua dimensione globale, il ciclismo rappresenta la vita, la strada e il destino dell’uomo.

Se vuoi correre questa americana sulla pista della cultura e dei valori del passato, del presente e del futuro che girano con la bicicletta resta collegato con i Musei e non sbaglierai. È una cultura vincente, che scatta, pedala, si dà il cambio e vince per amore del ciclismo e della bicicletta. Sono i musei in giro!

Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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