Scelti i Dragoni per Italia Galles, largo ai giovani

Solo cinque del XV di esordio contro la Francia. Il tecnico Gatland punta sui giovani, perché "tutti devono mettere minuti importanti" anche in vista dei Campionati del Mondo.

Scelti i Dragoni per Italia Galles, largo ai giovani

Roma – Warren Gatland, Commissario tecnico del Galles, “Abbiamo fatto alcuni cambi rispetto alla prima partita contro la Francia – ha dichiarato il CT gallese – e ci sarà una grande opportunità per alcuni giocatori di mettersi in mostra. Jonathan Davies sarà capitano: sarà una occasione importante per mostrare la sua leadership. L’Italia avrà voglia di riscattare la prestazione della scorsa partita davanti al proprio pubblico. Hanno una squadra esperta e vorranno fare le cose giuste dopo la sconfitta nella gara iniziale”.

Lo stile non può autorizzare affermazioni del tipo: “fuori le prime linee… diamo spazio a chi ha poche possibilità di giocare“, ma questi cambi annunciato dal tecnico gallese sanno tanto di turnover. L’Italia non fa paura. Non l’ha mai fatta nella storia ventennale del Sei Nazioni. Il bilancio al momento è di 17 sconfitte e 2 vittorie. Meno che mai in questo periodo. Negli ultimi anni giocare contro il Galles è stata una sofferenza, con punteggi che hanno sfiorato i record negativi. Sarà così anche sabato, nonostante la voglia di rivincita di un gruppo che oltre ad appellarsi all’orgoglio ha poco altro.

I Dragoni hanno la ghiotta opportunità di chiudere il secondo turno a punteggio pieno e guardare con ottimismo ai prossimi incontri, due dei quali in casa e contro le avversarie più forti: Inghilterra e Irlanda. Un’opportunità come questa per mettere le mani sul trofeo più antico del rugby mondiali che non può certo sfuggire per un passo falso contro l’Italia. All’Olimpico c’è da scommettere che farà più freddo di quello che l’insolito orario e un inverno ancora pieno assicurano.

La partita di Roma sarà l’occasione per provare tanti giovani, così come si fa nelle nazioni sportivamente più evolute quando il risultato è ormai certo. Ci aspetteremmo qualcosa di simile anche da O’Shea, anche in questo Sei Nazioni 2019 da quale, è evidente, non abbiamo nulla da chiedere, se non esperienza per i più giovani. Ormai è il momento di portare in Nazionale i nati nel 1998-2000, magari non quelli che girano attualmente nella nazionale U20, frutto la maggior parte dei casi di logiche politiche (Accademie) e di “figli d’arte”, ma espressione di un movimento che comunque mantiene una sua vitalità tra Eccellenza e Serie A. Perché abbiamo già capito che Treviso e le Zebre non aiutano la causa.

Abbiamo apportato un numero simile di modifiche a quelle che abbiamo fatto l’anno scorso – ha continuato Gatland – si tratta di opportunità da sfruttare per questi giocatori. Guardando anche alla Coppa del mondo è importante che tutti coloro che fanno parte del gruppo allargato mettano nelle gambe minuti di gioco.”

Solo cinque del XV che esordito contro la Francia scenderanno in campo da titolari all’Olimpico, poi spazio ai giovani.

Questo il XV che scenderà in campo

15 Liam Williams (52 caps)
14 Jonah Holmes (1 cap)
13 Jonathan Davies (69 caps) – capitano
12 Owen Watkin (9 caps)
11 Josh Adams (7 caps)
10 Dan Biggar (66 caps)
9 Aled Davies (12 caps)
8 Josh Navidi (12 caps)
7 Thomas Young (2 caps)
6 Aaron Wainwright (4 caps)
5 Adam Beard (9 caps)
4 Jake Ball (29 caps)
3 Samson Lee (39 caps)
2 Elliot Dee (14 caps)
1 Nicky Smith (24 caps)

A disposizione:
16 Ryan Elias (6 caps)
17 Wyn Jones (11 caps)
18 Dillon Lewis (8 caps)
19 Alun Wyn Jones (121 caps)
20 Ross Moriarty (27 caps)
21 Gareth Davies (37 caps)
22 Gareth Anscombe (22 caps)
23 Hallam Amos (18 caps)

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