Nella finale per l’oro del fioretto maschile l’azzurro Filippo Macchi dopo un bellissimo match contro Cheung, atleta di Hong Hong, perde all’ultima, discussa, stoccata. Sapore dolce-amaro con l’argento ottenuto al termine di in una gara che è proceduta stoccata su stoccata, sempre in equilibrio. L’azzurro ha avuto 3 match point quando era sopra 14 a 12; però non è riuscito a sfruttarli per chiudere il match. L’ultima stoccata è stata molto contestata dal team azzurro per l’ennesimo errore arbitrale.

Per ben due volte l’arbitro è andato al check non assegnando la stoccata in quanto dubbia quando invece sembravano entrambe a favore dell’azzurro e che gli avrebbero permesso di portare a casa il titolo. Poi, alla terza volta l’arbitro ha assegnato la vittoria a Cheung tra le polemiche visto che, come nelle precedenti, avrebbe dovuto annullare anche questa.
Filippo Macchi: “Tanto dispiacere. Mi sono sognato numerose volte questo momento. L’Olimpiade è il sogno di ogni bambino. In tutti i sogni che ho fatto, però, non c’era quello di perdere in questo modo. Non ho ancora visto le stoccate ma sono certo che ci sono stati errori. So bene che siamo soggetti al giudizio di un arbitro e mi potrò esprimere con maggiore precisione dopo aver visto la gara in tv. Però rimane l’amarezza.
Sono sempre stato tranquillo durante la gara, sentivo che l’avrei potuto raddrizzare in ogni momento. Non ci sono riuscito. Riparto da questo per il futuro. Ho 22 anni e c’è tempo per migliorare. Questo è un argento ancora caldo. So che potevo ottenere di più. Non credo che gli arbitri abbiano avuto malafede, li conosco e non sono cattivi. Forse hanno sbagliato. Accetto, anche se con dispiacere, il loro parere.”
Al termine dell’incontro coach Cerioli è una furia: “Errori a questo livello, in una finale, non ci possono stare. Quando sono andato dagli arbitri, a fine gara, gli ho detto che hanno fatto tre errori che hanno deciso la vittoria a tavolino. Personalmente è una cosa che non ho mai visto: tre errori in una finale, uno più clamoroso dell’altro. Non so se è questione di malafede o di incapacità. Certo è che sono arbitri di una certa esperienza, anche se non i migliori del circuito.
Non so se ci saranno passi ufficiali della Federazione. Per me Filippo ha vinto, non una volta ma per tre volte. Tutti i miei colleghi mi hanno guardato stupefatti. Non c’era alcun dubbio sulle prime due stoccate non date al nostro ragazzo. Adesso sta male e non capisce quello che è successo.“
Malagò: “C’è stata una protesta ufficiale, se non altro per rispetto del ragazzo e per la credibilità dello sport in generale, ma non culliamo illusioni. Il tema è semplice: con sei arbitri sortegiare due arbitri dell’est asiatico di paesi confinanti con quello di provenienza di uno dei due finalisti crea una situazione non opportuna. Questa regola va cambiata. Certo è che siamo più fortunati – diciamo così – negli sport con il cronometro di quelli che il giudizio.”
Paolo Azzi, presidente di Federscherma: “Non ci siamo lamentati per gli errori dei giorni passati, non l’abbiamo fatto per la Errigo e quanto successo ieri. Oggi però sono stati commessi errori gravi e un arbitraggio non adeguato. Errori evidenti che devono far riflettere. Il fatto che un fiorettista come Bach abbia assistito a questo non mi dispiace.”
La spedizione azzurra comunque può festeggiare per un argento che non era minimamente atteso da un ragazzo di soli 22 anni alla prima Olimpiade e il più giovane della spedizione azzurra.
di Serena Sartini, inviata a Parigi, e Leonardo Morelli

