
Dino Buzzati, Gianni Brera, Sergio Zavoli, Nicolò Carosio, Nino Nutrizio, Luigi Gianoli: nomi che hanno abitato le redazioni e le sale stampa ma anche le biblioteche, perché la loro scrittura ha oltrepassato il tempo dell’evento per entrare nella dimensione del racconto civile.
È attorno a questa consapevolezza che nasce il Convegno Nazionale del progetto «Cronisti dello sport antico e moderno», in programma a Milano sabato 24 gennaio 2026 alle ore 9.15 presso il Palazzo del C.O.N.I. in via G.B. Piranesi 46, dal titolo evocativo «Narratori del ’900 di gesta sportive. Da Buzzati … a Brera».
Il programma è un viaggio anche di immagini colto e appassionato dentro il modo in cui lo sport è stato raccontato, vissuto e interpretato dalle grandi penne del secolo scorso e da chi oggi ne raccoglie l’eredità.
Si parte dalle montagne e dagli spazi sconfinati, con la «Traversata alpinistica sotto il sole e le stelle» e la «Narrazione di un maratoneta disperso nel Sahara», evocazione potente che rimanda all’impresa estrema di Mauro Prosperi. Si passa alla riflessione esistenziale con «Quo vadis: homo?», mentre il confronto giornalistico si accende con «Palumbo vs Brera: colpi bassi dal Vesuvio», dedicato alla figura di Gino Palumbo e alla sua carriera napoletana, raccontata da Enzo Pennone, Raffaele Ciccarelli e Salvatore Biazzo.
La memoria televisiva e radiofonica rivive con «Alle 5 da Zavoli, per il “Processo”», accompagnato da un filmato, così come tornano le grandi firme con «Buzzati: dalle vette al Giro d’Italia», esempio emblematico di come la scrittura letteraria abbia saputo raccontare la fatica degli uomini in corsa. Non manca un passaggio su «Narratori di Cortina», con Mario Maestri che richiama anche la presenza di Hemingway nella capitale dolomitica.
Il calcio entra in scena con «Cronache fantastiche di una partita di calcio» e con il ricordo di Carosio nella «battaglia di Highbury», mentre la forza del giornalismo di carta emerge in «Un “Mattino” a nove colonne in prima», dagli scritti di Nino Nutrizio e Luigi Gianoli. «Penna e taccuino» diventa così il simbolo di un mestiere che nasce sul campo, tra polvere, sudore e appunti presi in fretta.
Ampio spazio è dedicato anche alle cronache olimpiche con «le cronache sportive per il trionfo di Abebe Bikila», arricchite da un filmato, a cura di Edoardo Petagna e Claudio Gregori, mentre Franco Michieli conduce idealmente il pubblico all’Oltrepò pavese, territorio che diventa anch’esso luogo di racconto e di esplorazione.
Tra i relatori figurano, oltre ai nomi già citati, anche Luciana Rota, chiamata a portare una testimonianza contemporanea su come oggi si possa ancora raccontare e fare raccontare lo sport con lo stesso rispetto per la parola e per la memoria.
Il convegno si apre con i saluti istituzionali di Marco Riva e Claudio Pedrazzini per il C.O.N.I. Lombardia ed è moderato dalla scrittrice Barbara Baraldi.
A chiudere la giornata, la Cerimonia di consegna del Premio Trifari, a suggellare il valore culturale di una professione che, quando è esercitata con rigore e passione, diventa patrimonio collettivo.

