Lun, 16 Febbraio 2026
CalcioScudetto del Napoli, cambiando l’ordine del modulo, il prodotto non cambia

Scudetto del Napoli, cambiando l’ordine del modulo, il prodotto non cambia

Due allenatori diversi, due filosofie quasi opposte, ma un unico verdetto. Luciano Spalletti e Antonio Conte hanno preso strade diverse per raggiungere lo stesso traguardo.

Lo scudetto del Napoli è frutto sicuramente di una programmazione della società che nel corso degli anni ha portato numerosi giocatori ed anche i tecnici più importanti del panorama internazionale. Non è stato frutto di una sola scelta felice e neanche di una serie unica in cui i protagonisti, leggi coach, sono sempre stati gli stessi. Il Napoli di De Laurentis ha avuto diversi stop and go. Il vulcanico presidente della società partenopea ha però avuto il merito di rappresentare l’unica vera e unica continuità da quando ha ricreato la società dopo il fallimento. Perché questa storia, questi due scudetti nello spazio di tre anni, nascono proprio dal fallimento del 2004. Ricordiamo infatti, più precisamente, il club allora denominato Società Sportiva Calcio Napoli fu dichiarato fallito il 1º agosto 2004 a causa di una situazione debitoria insostenibile, con oltre 70 milioni di euro.

Subito dopo il fallimento, Aurelio De Laurentiis, produttore cinematografico, fondò una nuova società chiamata Napoli Soccer, iscritta alla Serie C1 grazie all’articolo 52 delle NOIF (Norme Organizzative Interne della FIGC), che consente la creazione di una nuova società in continuità con la storia sportiva del club fallito. Il club ha poi riacquistato il nome Società Sportiva Calcio Napoli nel 2006, ed è risalito rapidamente fino alla Serie A, tornando tra le grandi del calcio italiano. Si tratta forse della più convincete risposta a quanti club, soprattutto della massima serie, che per non fallire hanno cercato di navigare in buone o cattive acque… ma questa è un’altra storia.

Il Napoli ha avuto allenatori di prima grandezza, cosa che per esempio, ad altre società di pari grandezza è riuscito solo in parte (pensiamo alla Roma, per esempio): Ancelotti,, Spalletti e Conte, solo per citarne tre. Ha avuto anche coach di seconda e addirittura terza fascia, che hanno rappresentato, nel processo di crescita costante, anche i momenti di ‘stop’. Come non ricordare, per esempio, la fallimentare gestione della stagione post terzo scudetto, con il cambio di addirittura tre allenatori. Da quelle ceneri è risorta il Napoli di Conte che, senza nulla togliere al bravo allenatore pugliese, aveva il facile compito di fare meglio di quanto realizzato lo scorso anno, senza l’impegno delle coppe e senza assilli particolari.

Anche perché, come vedremo di seguito, la struttura del gruppo straordinario di Spalletti è rimasto praticamente invariato, perdendo per strada due stelle di prima grandezza come Osimhen e Kvaratskhelia, ma trovando un Lukaku fondamentale per il gioco di Conte.

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Quello che è cambiato, nella sostanza, è stato il modulo e la mentalità di affrontare ogni partita, frutto del pensiero dei due coach che, per uno scherzo del destino, si sono alternati sulla panchina del Napoli e della Nazionale.

Due allenatori diversi, due filosofie quasi opposte, ma un unico verdetto: lo scudetto. Il Napoli di Luciano Spalletti e quello di Antonio Conte hanno preso strade diverse per raggiungere lo stesso traguardo. Ma quanto sono realmente cambiati gli azzurri?

La base non si tocca: Meret e la difesa solida

Il punto di partenza resta Alex Meret. Tra i pali dal 2022, il portiere friulano ha garantito continuità e sicurezza. Davanti a lui, Giovanni Di Lorenzo e Amir Rrahmani sono stati confermati: il primo come instancabile terzino (poi esterno a tutta fascia), il secondo come baluardo centrale.

La vera novità arriva sul centrosinistra. Dopo l’addio di Kim Min-jae, la soluzione interna ha portato Mathías Olivera a reinventarsi difensore centrale, con risultati sorprendenti. A completare il reparto, sulla fascia sinistra, Conte ha affidato le chiavi a Leonardo Spinazzola: meno corsa rispetto a Olivera, ma maggiore esperienza e qualità nel cross.

Il centrocampo: addii, conferme e nuove dinamiche

Stanislav Lobotka, cervello del Napoli di Spalletti, ha lasciato il testimone al giovane scozzese Billy Gilmour. Cambia lo stile: dalla regia bassa al dinamismo verticale. Zambo Anguissa resta il punto di equilibrio in entrambe le versioni, mentre sulla sinistra si è passati dalla tecnica di Zieliński alla fisicità e incisività offensiva di Scott McTominay, autentico protagonista della stagione con 12 gol e 6 assist.

L’attacco: da Kvara a Lukaku, ma con un passaggio intermedio

Khvicha Kvaratskhelia, uomo simbolo dello scudetto 2023, è stato ceduto al PSG a gennaio 2025. Napoli ha reagito con prontezza: l’arrivo di Noah Okafor in prestito dal Milan e l’avanzamento del raggio d’azione di McTominay hanno mitigato l’impatto della sua partenza. Sulla destra, Matteo Politano ha preso il posto di Lozano, mentre al centro dell’attacco Romelu Lukaku ha sostituito Victor Osimhen, offrendo più fisicità e capacità di giocare spalle alla porta.

4-3-3 vs 3-4-2-1

Spalletti ha costruito una squadra fluida e coraggiosa, con un 4-3-3 che esaltava il palleggio e il possesso palla. Ogni azione partiva dal basso, con Lobotka regista e Osimhen pronto a colpire in profondità, supportato dagli esterni larghi.

Conte ha invece virato su un 3-4-2-1 più compatto e verticale. Tre difensori centrali, due esterni “a tutta fascia” e due trequartisti dietro Lukaku. Il focus si è spostato sulle transizioni rapide, sulla solidità difensiva e su una maggiore capacità di adattamento in base all’avversario.

AspettoSpalletti (4-3-3)Conte (3-4-2-1)
Filosofia di giocoPossesso palla, costruzione dal bassoTransizioni rapide, solidità difensiva
DifesaLinea a 4, pressing altoLinea a 3, copertura centrale
Ruolo degli esterniAmpiezza offensiva (Kvara, Lozano)Supporto completo (Spinazzola, Di Lorenzo)
AttaccoPunta centrale supportata da aliLukaku supportato da due trequartisti

Formazione a confronto

Ruolo2022-2023 (Spalletti)2024-2025 (Conte)
PortiereAlex MeretAlex Meret
Terzino destroGiovanni Di LorenzoGiovanni Di Lorenzo
Difensore centrale dxAmir RrahmaniAmir Rrahmani
Difensore centrale sxKim Min-jaeMathías Olivera
Terzino sinistroMathías OliveraLeonardo Spinazzola
Centrocampista dxFrank Zambo AnguissaFrank Zambo Anguissa
Centrocampista centraleStanislav LobotkaBilly Gilmour
Centrocampista sxPiotr ZielińskiScott McTominay
Ala destraHirving LozanoMatteo Politano
Ala sinistraKhvicha KvaratskheliaScott McTominay / Okafor
AttaccanteVictor OsimhenRomelu Lukaku
Redazione
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