CiclismoSe questa non è una Sanremo da eroi: Pogačar è monumentale

Se questa non è una Sanremo da eroi: Pogačar è monumentale

Milano Sanremo 2026, volata

Più che altro il monumento è lui. E se questa non è una corsa da eroi, diteci voi che corsa è. Il vincitore della Milano Sanremo del 2026, il fenomeno del ciclismo è indiscutibilmente Tadej Pogačar, cacciatore di corse Monumento e anche di tutte le altre. E l’altro? Forse l’avrebbe battuto, Tom Pidcock, in volata. Chi avrebbe potuto battere? Il fenomeno Tadej Pogačar, che finalmente conquista la sua Classicissima, la Monumento che aveva tanto puntato e che ancora non era stata sua.

Pogačar continua a scrivere la storia (11 corse monumento come DeVlaemink), la sua e quella del grande ciclismo e la scrive dopo aver fatto un numero dei suoi: una brutta caduta a 24 km dall’arrivo e il recupero di tutto il gruppo. Più forte di tutti, più forte della sfortuna.

In super forma Pidcock, il campione olimpico delle ruote grasse, forse troppo umile e rispettoso sul traguardo nel mirino dello sloveno. Quel Tom fortissimo visto sul traguardo di Superga pochi giorni fa, quasi un secondo posto preso per rispetto del grande fenomeno.

Aveva detto proprio a Superga: «Vincere con questi grandi campioni attorno non è facile di questi tempi». Parole che raccontano bene il livello e anche la misura del campione, che potenzialmente avrebbe potuto battere Tadej in volata, ma forse la differenza l’ha fatta anche l’atteggiamento, dimostrato da un abbraccio bellissimo subito dopo il traguardo. “Sono davvero felice. – dice Pogacar – È difficile mettere ordine tra tutte le emozioni che mi stanno passando per la testa. Non è la vittoria più bella in assoluto, anche perché per un po’ dovrò fare i conti con le conseguenze della caduta, ma senza dubbio è quella che desideravo di più: finalmente sono riuscito a vincere la mia Classicissima”. E adesso nel mirino c’è la Roubaix.

Nel finale con Tom Pidcock è stata una sfida a due vera. Il Poggio soprattutto in discesa dopo che Van der Poel si è Distretto e ha lasciato il colpo. E quello sprint con le energie alla fine per infiammare via Roma dopo aver conquistato la folla sulle strade: mai così tanta gente per il ciclismo contemporaneo e un po’ orfano di Italia.

“Dopo una corsa così lunga sapevo che sarebbe stato durissimo: Tom è un corridore fortissimo, l’ho visto in grande condizione. – ha detto lo sloveno – Io non ho molta esperienza negli sprint uno contro uno e non è una situazione che affronto spesso, quindi sapevo che sarebbe stato. E lui ci è andato molto vicino al successo. Devo fargli i complimenti, perché se l’è giocata fino in fondo. A me è servito il momento giusto per partire e riuscire a fare la differenza. Adesso arrivano i miei compagni di squadra: questa vittoria è anche loro“. C’è altro da aggiungere? Sì il terzo del podio: un gran bel Van Aert ritrovato. Amatissimo dal Popolo del ciclismo che non segue solo chi vince sempre (compresa chi scrive).

ORDINE D’ARRIVO
1. Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG) – 298 km in 6h35’49” alla media di 45.172 km/h; 2. Thomas Pidcock (Pinarello-Q36.5 Pro Cycling Team) s.t.; 3. Wout Van Aert (Team Visma | Lease a Bike) a 4″; 4. Mads Pedersen (Lidl-Trek) s.t.; 5. Corbin Strong (NSN Cycling Team) s.t.

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Luciana Rota
Luciana Rota
Cresciuta alla scuola del giornalismo della gavetta, quella dei Rota nello sport, con papà Franco (firma de La Notte) e con zio Nino (firma de La Gazzetta dello Sport) è contributor di diverse testate e scrive soprattutto di sport di endurance, turismo attivo, vino, salute e anche di benessere. Ha maturato una lunga esperienza nel mondo dello sport olimpico, anche come consulente di alcune Federazioni (Federciclismo, Federazione Italiana Sport Equestri), ma ha seguito anche Pugilato, Sci Nautico, Triathlon e Scherma. Ama tutto il mondo dello sport all’aria aperta e la cultura della fatica, anche quella che ci porta a guardare con rispetto alla montagna. Ha una vera passione per la storia dello sport e del ciclismo in particolare.

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