Sei Nazioni 2014, Inghilterra-Irlanda e Galles-Francia fuori i secondi

Sei Nazioni 2014, Inghilterra-Irlanda e Galles-Francia fuori i secondi

Cian Healy celebrates as Chris Henry scores a try 8/2/2014Due parti di verde, una di blu, una spruzzata di bianco e qualche goccia di rosso. Stando alle indicazioni dei bookmaker, che alle suggestioni e ai “campanili” preferiscono un po’ di sano pragmatismo, il cocktail della vincente del Sei Nazioni 2014 sarebbe pronto. Per il momento è il verde dell’Irlanda a dominare sul resto dei colori (e dai sapori), nonostante una squadra più “anziana” rispetto alle altre viste in campo sino ad ora. E’ anche pur vero che – visto come si sono messe le cose – per l’Irlanda, unica squadra insieme alla Francia che ha fatto registrare due vittorie su altrettanti match disputati, ora arrivano tre confronti diretti nei quali non potrà nascondersi dietro la media dell’età dei propri giocatori. Non a caso a Twickenham, contro l’Inghilterra, l’Irlanda avrà il suo battesimo di fuoco: solo al termine del posticipo di sabato, infatti, capiremo quanta benzina c’è nel serbatoio degli irlandesi, ma soprattutto quanta voglia di vincere. Dall’altra parte del campo, come appena accennato, ci saranno gli inglesi che, assorbita la bruciante sconfitta in terra di Francia, hanno steso un abbondante strato di asfalto sopra la Scozia vincendo a Murrayfiled per 20 a 0. Gli uomini della rosa giocano in casa propria e onestamente attendersi inattesi rovesciamenti nei pronostici, che li vedono abbondantemente favoriti, non sembra essere tra le opzioni fino a ora presentate. Dal posticipo, all’anticipo di venerdì. Il Galles, strapazzato come delle “scrumbled eggs” dall’Irlanda, accoglie in casa la Francia. Inutile dire come proprio il Galles sia forse la formazione meno “in forma” tra le grandi del torneo: qualcuno ha voluto attribuire l’attuale stato di precarietà alle ambasce vissute dalle società gallesi in ordine al futuro del Pro12. Malgrado questo, i dragoni partono con il favore dei pronostici, non fosse altro che giocano dinanzi al pubblico del Millennium Stadium. La Francia non starà certamente a guardare, anche se la prestazione interna contro l’Italia ha evidenziato più di una magagna. Se lo scorso anno il servizio da portata di legno non ha sfiorato l’Italia, quest’anno si torna a lottare con una Scozia disperata che, al contrario dell’Italia, non ha espresso nessun gioco. Gli uomini con la croce di S. Andrew sulla maglia vengono all’Olimpico come vittime sacrificali, dinanzi a un’Italia bellissima, giovanissima, ma ancora lontana dagli standard delle “grandi”. In settimana i timori per lo stato di salute di alcuni giocatori aveva fatto temere per il peggio, ma ora è tempo di scendere sul terreno di gioco: si deve dare prova del fatto che quella di Jacques Brunel non è una formazione frutto di un’invenzione estemporanea, soprattutto sul fronte della giovane linea dei tre quarti. La Scozia arriverà a Roma affamata e sottovalutarne lo spirito potrebbe essere un errore madornale: se l’Italia giocherà, attaccando sin dall’inizio, ogni spazio sia in difesa che in attacco, qualcosa di buono potrebbe arrivare. Lasciar rallentare il gioco agli scozzesi, magari dovendo andare a punto solo sui calci sarebbe una rovina.
Alessandro Cini

Le formazioni complete degli incontri del terzo turno

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