6 Nazioni 2016, vola l’Inghilterra, l’Italia vede il cucchiaio

Nel terzo turno del 6 Nazioni 2016 vincono Inghilterra e Galles rispettivamente contro Irlanda e Francia. L'Italia, sconfitta all'Olimpico dalla Scozia, si candida per l'ennesimo cucchiaio e whitewash

6 Nazioni 2016, vola l’Inghilterra, l’Italia vede il cucchiaio

Ricordate il film “Il tocco della Medusa”? Sembra proprio che l’Italia del Rugby rivesta il ruolo di John Morlar, protagonista del film interpretato da Richard Burton. Anche un “genio” di questo sport come Jacques Brunel alla fine della sua esperienza alla guida della Nazionale azzurra esce di scena con un mesto whitewash che non gli (e ci) fa certamente onore. Difficile credere, infatti, dopo la sconfitta di oggi contro la Scozia, che Parisse & Co riusciranno a raddrizzare il 6 Nazioni 2016 con un successo contro Galles e Irlanda, entrambi incontri da giocare fuori casa.

La partita di oggi all’Olimpico aveva in palio il cucchiaio di legno probabilmente solo per noi. La Scozia, uscita bene dall’ultima Coppa del Mondo, ha infatti dimostrato in questi primi tre incontri del Torneo di poter raccogliere ancora qualche altra soddisfazione. Infondo i ragazzi di Vern Cotter hanno perso di un nulla contro l’Inghilterra e Galles, le due formazioni che, alla luce di quanto successo venerdì e sabato, si candidano al successo finale in una partita, il 12 marzo a Twickenham, che rappresenterà anche la rivincita dell’ultimo mondiale, quando il successo dei Dragoni di fatto sancì l’uscita di scena, prematura, dei padroni di casa.

Per capire questo 6 Nazioni, del resto, bisogna partire proprio dalla Coppa del Mondo di settembre. Delle tre squadre uscite malconce da quell’evento due, Francia e Italia, ancora navigano in brutte acque. La terza, invece, sembra essere rinata. L’Inghilterra di Jones, anche senza brillare, veleggia a punteggio pieno ed oggi si è tolta la soddisfazione di mettere la parola “fine” all’avventura dell’Irlanda, campione uscente. Il successo casalingo 21-10 ci racconta della “solita” partita dall’alto tasso emotivo, nella quale l’orgoglio irlandese si è infranto contro la maggiore freschezza del XV della Rosa. Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, nel quale ad una leggera supremazia territoriale inglese non è corrisposto un analogo punteggio, nel secondo tempo le due squadre si sono affrontate a viso aperto. L’Irlanda ha anche cullato l’illusione, per una decina di minuti, di poter concretizzare il “colpaccio”, ma nel finale i bianchi hanno impresso forza e velocità devastanti. Attendono adesso il Galles che si è sbarazzato di una Francia ancora alla ricerca dell’orgoglio perduto in autunno in occasione del quarto di Coppa del Mondo contro la Nuova Zelanda.

Torniamo alla partita dell’Olimpico, quella apparentemente più incerta nel risultato. La Scozia non ha mai mostrato timore reverenziale. E’ entrata in campo determinata a condurre il proprio gioco, favorita anche da un clima che deve averla fatta sentire a casa. Il punteggio finale infondo non rispecchia esattamente quanto visto sul campo. “Se a questo livello concedi 25 minuti agli avversari non puoi vincere – ha detto poi in sala stampa capitan Parisse -. Non penso che siamo entrati in campo con poca voglia e aggressività, ma sicuramente la Scozia è stata più brava di noi a entrare in partita e non siamo stati in grado di reagire”.

Brunel preferisce non fare un bilancio di quanto visto sin qui. “I bilanci non si fanno ogni settimana, ma si fanno alla fine del torneo. Oggi abbiamo perso, la Scozia è stata più forte, ma sono felice di come i miei ragazzi abbiano insistito fino alla fine per tornare in partita. Spero di vedere la stessa voglia e la stessa dedizione anche a Dublino tra due settimane”. Sinceramente non siamo convinti che si possa vedere qualcosa di meglio anche se immaginiamo come si possa sentire il tecnico francese che ha salutato oggi il pubblico dell’Olimpico dopo 5 anni non proprio esaltanti. Cercare qualcosa di positivo nella sua esperienza alla guida della Nazionale è un esercizio che serve soprattutto a lui, per ritrovare motivazioni dopo la serie di delusioni accumulate. Infondo era arrivato sulla panchina della Nazionale come tecnico emergente, grazie ai successi con il Perpignac e, soprattutto, al gioco espresso dalle sue squadre. Adesso, invece, la sua immagine esce sbiadita da una Nazionale non solo incapace di vincere, ma anche di esprimere un gioco interessante e fantasioso.

Siamo convinti che questa coda finale (una Coppa del Mondo deludente e un 6 Nazioni 2016 sottotono) si sarebbero potuti evitare. Quando Brunel affermò, circa un anno fa, che non avrebbe continuato ad allenare l’Italia, la Federazione avrebbe dovuto subito cambiare il tecnico, senza attendere la scadenza naturale del contratto. Prolungare per oltre 12 mesi il rapporto, senza futuro e speranze, non ha avuto alcun senso, dal punto di vista sportivo, ne per gli azzurri né per il tecnico francese.

Ma forse è vero, i bilanci si fanno alla fine e nel futuro immediato ci sono ancora due partite da giocare. Sperare in un miracolo, contro Irlanda e Galles, infondo non costa nulla.

Italy_v_Scotland_ITA

Wales_v_France_ITA

 

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.